21/10/2022
Conoscenza salute consapevolezza
Marco ha le vertigini, subito dopo la emersione dalla seconda immersione entro 40 metri respirando aria. Con l'ossigeno migliorano e va a casa. Il giorno dopo sta male e va in Ospedale. L'otorino dice che ha subito un trauma all'orecchio per problemi di compensazione (Marco nega che ci siano stati). Il medico iperbarico, in base alla diagnosi dell'otorino, esegue una terapia iperbarica compassionevole breve (tabella 5 US Navy che dura un paio di ore ed è indicata solo per la omessa decompressione in assenza di danno). Marco viene ricoverato in reparto ORL e trattato con cortisone. Migliorano le vertigini ma rimare la sordità (meno 80 decibel su molte frequenze). Marco cerca nel web e chiama un altro medico iperbarico. Viene sollecitato a sottoporsi a ossigenoterapia iperbarica. Il medico subacqueo dell'Ospedale dove è ricoverato, scettico, gli somministra cinque sedute soltanto (sarebbero state necessarie 15-25). Marco rimane sordo. Messaggio della Fondazione Mistral: in caso di vertigini dopo immersione, il trauma dell'orecchio è improbabile quando la compensazione sia stata regolare. Quindi è incidente da decompressione all'orecchio interno. Esigete la ricompressione in camera iperbarica con tabella 6 US Navy (dura circa cinque ore, partendo da diciotto metri con respirazione in ossigeno) o tabella eliox. In caso di mancato miglioramento dopo la prima compressione, esigete almeno altri dieci ulteriori trattamenti iperbarici con protocollo standard (novanta minuti circa). Siate consapevoli.