01/09/2026
TopFit & alimentazione top
Quale tra yogurt, kefir, skyr e yogurt greco?
tutti!
Lo yogurt nasce dalla fermentazione del latte grazie principalmente a due microrganismi: Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus.
Durante la fermentazione, questi batteri trasformano parte del lattosio in acido lattico. È anche per questo motivo che alcune persone che digeriscono con difficoltà il latte riescono a tollerare meglio lo yogurt.
Le colture vive dello yogurt, quando presenti in quantità adeguate, possono inoltre aiutare la digestione del lattosio nelle persone che hanno difficoltà a digerirlo.
Proteine: circa 3,5–5 g per 100 g, a seconda del prodotto.
Gusto: delicato, leggermente acidulo.
Consistenza: morbida e cremosa, generalmente più fluida rispetto allo yogurt greco.
Quando sceglierlo?
È probabilmente l'opzione più semplice per il consumo quotidiano: a colazione, come spuntino oppure come base per preparazioni salate.
Meglio scegliere uno yogurt bianco naturale, senza zuccheri aggiunti, e aggiungere eventualmente frutta fresca, frutta secca o semi.
Il kefir ha una fermentazione più complessa rispetto allo yogurt. Tradizionalmente viene prodotto grazie a una comunità di batteri e lieviti che lavorano insieme durante il processo di fermentazione.
Per questo può presentare una maggiore varietà microbica rispetto allo yogurt tradizionale. Anche nel kefir parte del lattosio viene utilizzata durante la fermentazione, anche se la quantità finale può cambiare da prodotto a prodotto.
Proteine: circa 3–4 g per 100 g.
Gusto: più deciso rispetto allo yogurt, fresco e acidulo, talvolta con una leggerissima nota effervescente.
Consistenza: generalmente più liquida e bevibile.
Quando sceglierlo?
È particolarmente interessante per variare gli alimenti fermentati che introduciamo nella nostra alimentazione. Può essere utilizzato a colazione, negli smoothie oppure semplicemente bevuto.
Anche in questo caso è bene controllare l'etichetta: molti kefir aromatizzati possono contenere zuccheri aggiunti.
Lo yogurt greco parte dallo yogurt, ma viene sottoposto a un processo di filtrazione che elimina una parte maggiore del siero. Questo concentra alcuni nutrienti e modifica profondamente la consistenza.
Il risultato è un prodotto generalmente più ricco di proteine rispetto allo yogurt tradizionale.
Proteine: mediamente circa 8–10 g per 100 g, anche se alcuni prodotti possono discostarsi da questi valori.
Gusto: acidulo ma abbastanza delicato; la versione intera tende a essere più rotonda e meno aspra.
Consistenza: molto densa, compatta e cremosa.
Quando sceglierlo?
È particolarmente utile quando vogliamo rendere più proteica e saziante una colazione o uno spuntino. Può essere utilizzato anche al posto di salse più elaborate, condito con erbe aromatiche, olio extravergine d'oliva e spezie.
Lo skyr arriva dalla tradizione islandese. Anche se nei supermercati si trova accanto agli yogurt, dal punto di vista produttivo presenta alcune differenze e viene tradizionalmente considerato più vicino a un formaggio fresco fermentato.
Dal punto di vista nutrizionale, però, la caratteristica che salta maggiormente all'occhio è il suo elevato contenuto proteico.
Proteine: generalmente circa 10–11 g per 100 g.
Gusto: piuttosto fresco e acidulo, spesso leggermente più marcato rispetto allo yogurt greco.
Consistenza: molto compatta, densa e talvolta leggermente più asciutta dello yogurt greco.
Quando sceglierlo?
Possiamo usare lo skyr a colazione, come spuntino proteico o dopo l'allenamento grazie al suo alto contenuto di proteine e ai pochi grassi.
Forse la risposta più utile è: non dobbiamo sceglierne uno solo.
Ognuno ha caratteristiche differenti. Lo yogurt è semplice, versatile e delicato. Il kefir offre una fermentazione più complessa e una consistenza più liquida. Lo yogurt greco è più cremoso e concentrato in proteine. Lo skyr è ancora più compatto e generalmente molto ricco di proteine.
Ed è proprio per questo che il nostro consiglio è: VARIARE.
Durante la settimana possiamo alternare yogurt bianco, kefir, yogurt greco e skyr, scegliendo preferibilmente versioni naturali e senza zuccheri aggiunti. E possiamo abbinarli ad alimenti che forniscono fibre e composti utili anche al nostro microbiota: frutta fresca, cereali integrali, frutta secca e semi.
Perché quando parliamo di microbiota non dobbiamo pensare solamente ai microrganismi presenti negli alimenti fermentati.
Dobbiamo pensare anche a come nutriamo ogni giorno i microrganismi che già vivono nel nostro intestino.
Ed è forse questo il messaggio più importante mentre ci avviciniamo all'autunno: non esiste uno yogurt, un kefir o un singolo alimento capace di “alzare le difese immunitarie”.
Esiste invece uno stile di vita e un'alimentazione complessivamente sana, varia e ricca di alimenti, capace di sostenere nel tempo anche la salute del nostro intestino. (da Prevenzione A Tavola)