09/04/2026
USARE IL MURO... COME PARTNER DI ALLENAMENTO
Leggendo il titolo di questo post la prima cosa che può ve**re in mente è che l'argomento di cui tratta sia la "tensione isometrica", cioè di quel tipo di contrazione muscolare statica in cui i muscoli generano forza, senza che vi sia alcuno spostamento osteo-articolare, cioè nessun movimento.
In effetti, non parleremo di isometria, quanto meno non nel modo in cui l'argomento viene di solito trattato, vale a dire come "metodo di potenziamento muscolare attraverso l'utilizzo di contrazioni muscolari statiche".
Partiamo però da un presupposto: nella pratica di diverse discipline marziali – ad esempio nell'Yi Quan, nel Bagua o nel Taijiquan – l'azione di "spingere" è molto utilizzata, sia negli esercizi in coppia, così come nel "tuishou" ("spinta con le mani").
Nel Taiji la spinta è fondamentale e occupa un posto rilevante anche all'interno dello studio della Forma. Il termine "An", che indica una delle "otto forze" del Taiji, viene infatti tradotto nella nostra lingua come "spingere". In effetti, una traduzione più accurata sarebbe stata "pressare verso il basso".
In ogni caso, indipendentemente dalla direzione che si sceglie: pressare, premere o spingere implicano meccanismi fisici molto simili.
La domanda però è: "per un praticante di Taiji può essere utile esercitare la spinta contro un muro?"
Sicuramente, perché se lo si fa nel giusto modo, questo genere di esercizio può avere una forte incidenza su importanti presupposti della pratica: come la struttura corporea, l'allineamento articolare, la connessione e la stabilità.
Immaginate ora di stare spingendo un muro e che qualcuno vi chieda di farlo con una forza sempre maggiore, cosa succederebbe? Provateci!
Se spingete semplicemente più forte con le braccia, appoggiandovi di più al muro, ciò che sentirete è che la parte superiore del corpo viene spinta indietro dal muro in maniera considerevole, perché è impossibile spingere forte con le braccia senza introdurre una tensione eccessiva nella struttura corporea, in particolare modo nelle braccia e nelle spalle.
Il solo modo per incrementare la potenza della spinta è quello di aumentare la forza verso il basso attraverso le gambe. Il problema però è che, mentre risulta facile spingere verso l'alto (il suolo ci aiuta), non è affatto semplice spingere verso il basso con le gambe, visto che non abbiamo nulla sopra di noi da utilizzare come appoggio (ad esempio un soffitto basso).
Però, nella direzione che punta verso il suolo esiste una forza notevole di cui potremmo avvalerci. Quale?
Quella gravitazionale, ovviamente.
Quello che dobbiamo fare è rilassarci e affondare il più possibile "nelle gambe".
Appoggiate le mani contro il muro e provate...
Se riuscirete ad affondare "nelle gambe", rilassandovi sempre di più sentirete la forza scorrere nelle braccia, senza che i muscoli delle spalle e delle braccia vengano per questo coinvolti più di tanto.
Oltre al rilassamento è fondamentale allineare il corpo correttamente in modo da "far scorrere" la gravità lungo la vostra struttura.
Se irrigidite qualche parte del corpo la forza non potrà rifluire verso l'alto, ma verrà bloccata da qualche tensione locale (forse nel bacino, o nelle spalle, oppure nelle braccia...).
Questo particolare tipo di forza, che parte da terra (e dai piedi: le nostre "radici") e viene incanalata fino a giungere alle mani, è una forma (quanto meno embrionale) di quella forza raffinata che i cinesi chiamano "nei jin" ("forza interna") o, a volte, "Hun Yuan Li" ("forza elastica integrata" o "sferica").
Ripetendo l'esercizio spesso, dovreste poter notare che, man mano che il "jin" aumenta (nelle braccia, ma non solo) non venite più sbalzati indietro dal muro con la stessa facilità di quando usavate la forza muscolare (a meno che non lo vogliate voi per testare la vostra stabilità strutturale).
Ovviamente non riusciremo mai a spostare il muro, né tanto meno a buttarlo giù! Ma in un tempo relativamente breve potremo percepire un nuovo modo di muovere la forza "all'interno del nostro corpo", modulando le nostre tensioni, perfezionando i nostri allineamenti articolari.
Questa percezione potrà quindi essere ulteriormente raffinata riportandola nel movimento: eseguendo la forma, oppure confrontandoci con un partner di allenamento (questa volta "in carne e ossa").
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Potete trovare ulteriori indicazioni e modalità differenti di "spinta contro il muro", guardando il video qui sotto linkato, realizzato da Brian Kuttel.
https://www.youtube.com/watch?v=lDvGlmHzdWQ