FUDO Fondamento Unico Discipline Orientali

FUDO Fondamento Unico Discipline Orientali Scuola di arti marziali tradizionali, filosofia e arti orientali, centro di studi di formazione stor
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Buone feste a tutti da FUDO! Anche quest'inverno gli esami sono andati; Visto che gli unici adulti che dovevano sostener...
28/12/2025

Buone feste a tutti da FUDO! Anche quest'inverno gli esami sono andati; Visto che gli unici adulti che dovevano sostenere l'esame erano una bianca e una gialla, li abbiamo accorpati ai bambini: tanto, i programmi sono gli stessi (teoria, terminologia, Kihon, Kata, bunkai, Kihon Kumite... tutto). Orgoglio nostro che il gruppo dei bambini rimanga costante e pieno di voglia di fare. Ci vediamo a gennaio!

Ecco il podcast che curo per Yoi ... Andate su Yoi e mettete il mi piace anche lì! (Se vi piace)
01/09/2025

Ecco il podcast che curo per Yoi ... Andate su Yoi e mettete il mi piace anche lì! (Se vi piace)

La Voce di Yoi è il Podcast di Yoi disponibile ogni lunedì, dove si trattano temi inerenti al mondo del Karate, delle Arti marziali e della cultura orientale...

E questo primo anno di corso di Karate bambini al FUDO Fondamento Unico Discipline Orientali si è concluso con esami di ...
18/07/2025

E questo primo anno di corso di Karate bambini al FUDO Fondamento Unico Discipline Orientali si è concluso con esami di cintura:
Programma per gialla:
Taiso, Zarei con mokuso e tre saluti, Kihon (tsuki waza, keri waza e uke waza), ukemi waza, (cadute in tutte le direzioni e capriola zempo avanti e indietro), contare in giapponese da uno a venti, e per qualcuno anche fino a cinquanta - Heian shodan, un minimo di pratica di judo; per verde, oltre le tecniche di base, anche tre Heian, con relativo bunkai di tutte le tecniche, anche dei movimenti più inusuali (nukite, morote koshi gamae, kaiten ecc).
Ma soprattutto, un ottimo bilanciamento fra disciplina ed entusiasmo: l'entusiasmo di rispondere alle domande, di correggere eventuali errori e di spiegare meglio possibile le tecniche che si eseguono. Consapevolezza teorica oltre che motoria. Qualcuno, ha anche accennato un po' di storia del karate (dov'è nato, come ecc) e un po' di etimologia e pronuncia delle parole e un po' di Romaji... (Es: si scrive GHedan barai?... No!!! Si scrive senza l'h!! O "si dice Kàta o Katá?" "Nessuno dei due!! Si dice senza accento!" Oppure "cosa vuol dire osu?" "Vuol dire tante cose!" O "vuol dire tutto: vuol dire grazie, vuol dire ok, vuol dire per favore, vuol dire ciao, ecc ").
E soprattutto a domanda filosofica, risposta filosofica: "cosa è più importante di tutto nel karate?" Risposta: "il saluto!" "E subito dopo?" Riposta: "Kime!".
Non male, per un'età media di sette anni.
Grazie a tutti!

Il Karate, è un non-stile. Purché siano fatte bene e con criterio, dopo un lungo addestramento, le tecniche e le mentali...
22/02/2025

Il Karate, è un non-stile. Purché siano fatte bene e con criterio, dopo un lungo addestramento, le tecniche e le mentalità si uniscono e si dividono in base all'alchimia personale di chi pratica, così, l'arte marziale viene assorbita dall'individuo e diventa parte della sua biologia. "Che stile fai?" - "quello che riesce a me!". Condividere questa libertà tecnica, è possibile solo con l'amalgama unificante di una forma mentis esplosiva e sempre pronta all'azione, che passa dalla cortesia alle dita negli occhi in una frazione si secondo. Il maestro Fici per queste cose è una garanzia.

31/10/2024

𝑺𝑰 𝑫𝑰𝑪𝑬 𝑲𝑨𝑹𝑨̀𝑻𝑬 𝑶 𝑲𝑨𝑹𝑨𝑻𝑬̀? 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒕𝒊𝒏𝒐 𝑮𝒊𝒐𝒓𝒈𝒊

Nessuno dei due.
Nel tempo, si è vista addirittura aprirsi una diatriba (che fra parentesi, si direbbe più correttamente diàtriba) fra Karàte = sportivo e Karaté = tradizionale.
Cioè, i tradizionalisti pronunciano con l'accento sulla "e" finale, e gli sportivi pronunciano con l'accento sulla seconda "a".
Inutile ribadire, che sono entrambi degli errori. Il Giapponese non conosce il nostro accento: il nostro accento è basato su una emissione di forza (volume) e durata di una certa sillaba. Se diciamo "casa", l'accento sulla prima a è composto sia da una maggiore intensità di quella vocale, sia di un allungamento (specialmente in alcune regioni). Il giapponese non tiene conto di questo;
Nella lingua giapponese, le sillabe (più correttamente chiamate 'more') hanno eguale importanza e devono essere pronunciate bene, senza tirarne via alcune e allungarne delle altre, come spesso invece capita nelle nostre lingue occidentali.
In compenso, la lingua Giapponese contempla il pitchi akusento ("Pitch Accent"): una differenza tonale fra le sillabe. E la differenza non è di intensità o durata, ma solo di tono: in termini musicali, diciamo, la differenza che c'è fra un DO e un RE.
Se una parola ha il tono alto sull'ultima sillaba, non significa che l'ultima sillaba è accentata, ma che ha un tono più alto, come un RE è più alto di un DO (è un fatto di hertz, non di decibel).
è quindi un fatto di intonazione.
Esistono diversi tipi di 'pitch accent' in Giapponese, ed alcuni dei più noti sono ad esempio Atamadaka gata (頭高型, mora alta iniziale) Nakadaka gata (中高型 mora alta centrale) Odakagata (尾高型 mora alta finale).
Esistono molte regole di distribuzione dell'intonazione - ad esempio la necessità che le prime due more siano sempre diverse eccetera - ma il nostro caso è uno dei più semplici, perché prevede l'intonazione 平板型 Heiban gata, ossia l'intonazione piatta.

kà -rá - té

Questo tipo di intonazione non ci lascia dubbi: il tono sale dopo la prima sillaba e la seconda e la terza sono identiche in tutto e per tutto.
Detto ciò, come possiamo accostarci a regole fonetiche così diverse dalla nostra sensibilità? Alcune università (anche italiane) hanno compiuto studi sulla sensibilità a queste sfumature della lingua giapponese, ed è risultato che l'orecchio si abitua a percepirle o dopo 15 anni di pratica della lingua, o dopo approfonditi studi linguistici a tema fonetico.
La 'morale provvisoria' per noi, potrebbe essere intanto quella di sapere, che se non siamo esperti della lingua giapponese o madrelingua, sbagliamo di sicuro.
E quindi possiamo rassegnarci ad adattare le parole tecniche ad un nostro accento, cercando di rimanere nella dignità, di non forzarlo o di non esagerare l'italianizzazione.
anche perché, se vogliamo dire una parola in giapponese corretto, occorre modificare la musica di tutta la nostra frase: a noi uscirà per forza una frase come

"io faccio karAAte"
o
"io faccio Karatéé"

Se vogliamo dire quella parola (o magari una o due o tre, più lunghe o complesse) all'interno di una frase italiana che ha il suo ritmo e la sua naturale oscillazione ed appoggio (chiedere a Dante in proposito), dobbiamo accettare una lieve storpiatura, oppure sospendere la musicalità dell'italiano, e parlare con l'intonazione e il ritmo dei giapponesi anche nel resto della frase, e diventa macchinoso. In ambedue i casi, facciamo torto a qualcuno.
Io credo che, sapendo che sbagliamo, e perché sbagliamo, possiamo sbagliare con la coscienza a posto.

P.S.: Io non sono un linguista, e faccio riferimento a studi di esperti;
se altri esperti (veri) mi volessero correggere o completare su questo tema, mi farebbero piacere.

Osu a tutti
(a proposito: la u in fondo a osu è muta, come quasi tutte le u. Per questo si legge Oss: occhio a dire quindi unsù o gankakù con la famosa u di upupa).

𝙉𝙊𝙏𝘼 𝘿𝙄 𝙔𝙊𝙄: 𝘼𝙎𝘾𝙊𝙇𝙏𝘼𝙏𝙀 𝙀 𝙂𝙄𝙐𝘿𝙄𝘾𝘼𝙏𝙀...
https://youtu.be/RZaoAWYND0E

Dallo Stage di domenica scorsa: "Il Cinese possiede una mirabile forza per comunicare un moto sentimentale ed invitare a...
16/10/2024

Dallo Stage di domenica scorsa:
"Il Cinese possiede una mirabile forza per comunicare un moto sentimentale ed invitare a decidere [...]. Poco importava in questa lingua esprimere chiaramente delle idee. [...] Ci sono solo immagini: La parola cinese evoca un complesso indefinito di immagini particolari, facendo emergere per prima la più efficace. [...] La parola così, non è un segno astratto al quale si dà vita solo con l'aiuto di segni grammaticali o sintattici. Nella sua forma immutabile di monosillabo, nel suo aspetto neutro, l'ideogramma conserva l'energia di comando, nell'atto di energia di cui è emblema." - Marcel Granet, 'Il Pensiero Cinese '.
Se dunque questo popolo pensa così, parla così, agisce così e trasmette così, questo si rifletterà anche nei movimenti dei Kata: se io vado in Kiba Dachi, significa che devo lasciar defilare la forza, o che quindi mi troverò di lato, e che ci vuole una proiezione, o una rotazione? Tutte e due le cose. Il movimento di un'arte marziale è proprio come un Ideo-Gramma; e oltretutto, non è nemmeno uguale il modo in cui un ideogramma viene tracciato - come per noi, non significa la stessa cosa un movimento con un tipo di Kime o con un altro tipo di Kime. Il movimento è sintesi contenitiva di tutte le sue applicazioni.

27/08/2024
Un'occasione per chiudere il nostro anno accademico con un incontro di arti marziali a confronto, Karate, Judo, Aikido, ...
26/06/2024

Un'occasione per chiudere il nostro anno accademico con un incontro di arti marziali a confronto, Karate, Judo, Aikido, Ju jitsu... Una mattinata di laboratorio in ricordo del maestro del nostro maestro Cini Ju Jitsu Kobudo Self Defence Samurai PMA Italia. Le Arti marziali devono sempre confrontarsi e i praticanti devono avere la mente aperta e lo spirito disponibile a imparare da tutte le fronti

Esistono princìpi comuni alle arti marziali. Alcuni di questi, come la sensibilità o la fluidità, si studiano meglio a d...
28/05/2024

Esistono princìpi comuni alle arti marziali. Alcuni di questi, come la sensibilità o la fluidità, si studiano meglio a distanze ravvicinate (judo, jujitsu, Aikido, ecc - e lo studieremo il 14 luglio al Fudo insieme a Daniele Cini - a breve locandina). Altre, come il Kime, sono più esplicite nel Karate.

Ma Seme, Zanshin e Fudoshin si esplicitano al massimo grado quando si ha una Katana (o un bokken o uno Shinai) in mano. Perché c'è una spada, il pericolo è più grande, la mente gioca il tutto per tutto.
Poi, ogni praticante potrà applicare questi concetti alle tecniche del percorso su cui già si trova.

Martedì prossimo 4 giugno alla Asd Budokan insieme a Antonio Giardina, riuniremo karate e Aikido per allenarci e confrontarci fra discipline diverse, per ritrovare lo spirito di Kaze, l' Aria, che nei Godai è segno di apertura mentale, qualità quasi in cima alla vetta Shingon, seconda solo al Vuoto.

Indirizzo

Via Padre Eugenio Barsanti 6
Pisa
56121

Sito Web

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