Fitness Pino 10025

Fitness Pino 10025 Palestra Pino Torinese La palestra è circondata da un un giardino con una magnifica vista sulla collina torinese.

L’articolazione sacroiliaca (SI Joint) è la giuntura che mette in relazione l’osso sacro (alla base della colonna verteb...
20/09/2022

L’articolazione sacroiliaca (SI Joint) è la giuntura che mette in relazione l’osso sacro (alla base della colonna vertebrale) con l’osso iliaco del bacino, che funzionalmente appartiene all’arto inferiore.

Questa articolazione è soggetta a importanti sollecitazioni a causa delle forze che arrivano dal basso e scendono dall’alto.

In questa sede anatomica risiedono molti nervi che danno informazione elettrica a muscoli del bacino e dell’arto inferiore, fino ad arrivare giù al piede.

Molti traumi si possono ripercuotere direttamente o indirettamente sul bacino, quali cadute, distorsioni di caviglia, traumi sulla colonna vertebrale, cicatrici chirurgiche o disfunzioni viscerali.

Risulta molto probabile riscontrare “disfunzioni somatiche” all’articolazione sacroiliaca.

Tanti sono stati gli studi che hanno messo in relazione una disfunzione in questa sede con una mancanza di piena funzionalità dei muscoli glutei.

In campo estetico ma soprattutto funzionale, i muscoli glutei rivestono un ruolo chiave nella stabilità della bassa schiena, del bacino e di tutto l’arto inferiore.

In virtù di questo si cerca di “attivarli” o mantenerli funzionali il più possibile.

Spesso si ricorre ad “esercizi correttivi” di attivazione dei glutei.

Per quanto siano estremamente utili, spesso risolutivi, tante volte offrono solo temporanei benefici se non si “sblocca” l’articolazione sacroiliaca, che frena gli impulsi nervosi ai muscoli glutei.

In questo caso interventi manipolativi terapeutici mirati, in aggiunta ad esercizi di mobilizzazione specifici possono liberare il fisiologico impulso nervoso ai muscoli glutei.

In seconda battuta gli esercizi di stimolazione correttiva avranno ancora più efficacia ed il tutto potrà essere conclamato con stimolazione specifica, quali Lunge, Deadlift e Squat.

Prima però vanno creati i presupposti ovvero liberare l’articolazione sacroiliaca (SI).

ALLENARE I GLUTEII glutei sono un assortito catalogo di fibre veloci, lente e intermedieUn affollamento che va amministr...
27/04/2022

ALLENARE I GLUTEI

I glutei sono un assortito catalogo di fibre veloci, lente e intermedie

Un affollamento che va amministrato con misura e senza lasciarsi scappare una sola fibra: bene gli allenamenti di forza, ma anche di ipertrofia, resistenza e forza esplosiva

Si aprirà un mondo di infinite variabili giocate sui carichi, velocità di esecuzione e tempi di recupero

Senza rinunciare alla rigida sovranità della personalizzazione

Chetogenica...solo un chiarimento.La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale molto di moda negli ultimi tempi.Pra...
27/03/2021

Chetogenica...solo un chiarimento.

La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale molto di moda negli ultimi tempi.
Praticamente chiunque (tranne me che non credo in nessuna dieta) si occupi di dimagrimento, propone questo “miracolo” ai pazienti.

E ovviamente, ogni paziente che ha voglia di perdere peso, invece di cambiare per sempre abitudini e stile di vita, prova anche questo miracolo scientifico.

Di cosa si tratta?
Si tratta di un approccio nutrizionale, conosciuto da molti anni e che è stato utilizzato con nomi diversi nel tempo, molto utile in alcune patologie neurologiche e in alcuni pazienti, che prevede un basso apporto di carboidrati con un aumento dell’apporto di grassi, con apporto proteico lievemente o molto superiore alle necessità.

Ma il segreto non è l’escludere i glucidi che rende utile la dieta chetogenica per dimagrire: se fa dimagrire è perché, come tante altre diete è ipocalorica.

Si dimagrisce perché si mangia poco e molto meno di quello che le persone mangiavano prima.
Come avviene per tutte le diete ipocaloriche o fortemente ipocaloriche.

Allora perché se ne parla tanto?
Perché va di moda.
Perché chi la propone ha flotte di gente che spera nel miracolo.
Perché dietro per molti c’è anche un bel guadano nel vendere integratori e prodotti.

Ma pensare che la dieta chetogenica sia a prescindere migliore (o peggiore) di un’altra dieta dimagrante non ha alcun senso.

Come per ogni approccio dietetico ci saranno persone che si trovano bene con questo approccio e persone che si troveranno meglio con altri approcci.
Questo perché, sebbene questo tipo di approccio facilità la sazietà (data soprattutto dalle proteine) e quindi consente alle persone di non avere molta fame nel seguirla, limita il consumo di una gran varietà di alimenti per cui non sempre è una dieta facile da seguire.

Ovviamente non la possono fare tutti. Quindi fate attenzione ad affidarvi a chi vi promette mari e monti.

Possiamo però dire che si tratta di una dieta sicura se fatta insieme ad un professionista e per un tempo limitato, proprio perché restringe fortemente un gran numero di alimenti e quindi di nutrienti (ricordiamoci infatti che gli integratori non garantiscono la copertura di tutti i nutrienti esistenti, ma solo di quelli conosciuti finora e riproducibili con integratori.)

Ricordatevi che un conto è mangiare cibo e un altro prendere integratori
Ricordatevi che un conto è mangiare bene tutta la vita e un altro è passare da stare a dieta a non fare la dieta.

Con il termine di “sciatica” ci si riferisce generalmente alla sofferenza del nervo sciatico, il più grande nervo del co...
01/03/2021

Con il termine di “sciatica” ci si riferisce generalmente alla sofferenza del nervo sciatico, il più grande nervo del corpo umano.

Il dolore talvolta è così invalidante, dal gluteo fino al piede, che compromette totalmente la vita di relazione e sociale dal semplice atto di camminare a qualsiasi altro gesto del quotidiano.

Le cause posso variare da un'ernia del disco che comprime la radice nervosa alla stenosi del canale vertebrale.

Condizioni complesse che vanno assolutamente valutate con medici specialisti in particolare l’ortopedico, il fisiatra ed il neurochirurgo specie se si assiste a mancanza di forza della gamba interessata o compromissione della funzionalità degli organi pelvici.

Tra i fattori di rischio rientrano l’età avanzata, l’obesità, i lavori pesanti, le posizione troppo a lungo sedute nonché il diabete.

Tra le altre cause rientrano:

1) gli squilibri della muscolatura della zona del bacino e dell’anca;

2) compressione di alcuni muscoli direttamente sul nervo sciatico (ad es. il piriforme) anche se il più delle volte gli accorciamenti di questi muscoli sono un meccanismo di difesa ad una mancanza di stabilità pelvica;

3) disfunzioni viscerali che comprendono disordini intestinali, ginecologici, ecc;

4) disfunzioni o vecchi traumi della caviglia e del piede dallo stesso lato;

5) Disfunzioni meccaniche dell’osso sacro da cadute sul sedere o da adattamenti posturali.

Questo genere di cause, dopo attenta valutazione funzionale, richiedono approcci manipolativi ed esercizi specifici a seconda del motivo dello squilibrio.

Sarà fondamentale rieducarsi al sano movimento rispettando i propri limiti non solo durante l’attività motoria ma anche nei semplici gesti e posture della vita quotidiana.

Le connessioni delle strutture muscolari e connettivali corporee sono praticamente “infinite”. Ecco perché ogni minima p...
28/02/2021

Le connessioni delle strutture muscolari e connettivali corporee sono praticamente “infinite”.

Ecco perché ogni minima parte è direttamente o indirettamente legata con tutto il resto del corpo e si influenzano a vicenda.

Una particolare connessione che potrebbe essere alla base di uno squilibrio della bassa schiena (con annesso dolore funzionale) o in campo “estetico” di poco trofismo o mancanza di attivazione dei glutei è quella della spalla con il gluteo opposto.

Attraverso il collegamento della fascia toraco-lombare, non solo strutturalmente ma anche e soprattutto funzionalmente, si mettono in relazione le due parti apparentemente separate.

Tuttavia se si considera la dinamica del cammino si vede che quando “attiviamo i glutei” per portare la coscia indietro, la spalla opposta fa lo stesso per portare il braccio indietro.

Fenomeno ancora più evidente nelle corsa veloce.

Questa connessione funzionale è stata osservata da diversi studiosi per capire e integrare il concetto di “cross crowl”.

Un meccanismo che permette al nostro corpo di coordinare le due parti, destra e sinistra, in modo sincrono.

In tal modo la colonna vertebrale è l‘asse portante che gestisce e supporta i movimenti alternati senza subire effetti torsionali asimmetrici e mantenere un centraggio delle articolazioni.

Il ragionamento sulla “globalità del corpo” dovrebbe sempre essere presente quando si considera il movimento umano perché poco importa dove si verifica lo squilibrio se non se ne comprende la causa che lo ha generato.

In questo caso un gluteo “poco funzionale” (debole o ipotonico) potrebbe essere il risultato del fatto che la spalla opposta è in disfunzione e l’intero sistema di estensione crociata è deficitario.

La spalla da rieducare sarà l’obiettivo del recupero del movimento e non solo il gluteo.

Strutturare un percorso Fitness a donne giovani, propense allo sport, al movimento in generale senza nessun disagio, dis...
27/02/2021

Strutturare un percorso Fitness a donne giovani, propense allo sport, al movimento in generale senza nessun disagio, disfunzione se non quello di essere “ossessionate” dalla forma fisica della loro influencer è cosa ben diversa dal farlo con una donna intorno ai 50 anni che non si è mai mossa dalla sedia.

Non si tratta di fare “cose diverse” ma di strutturare un “piano adattato” (fit).

La donna in premenopausa, o in menopausa, principalmente sedentaria ha esigenze e priorità differenti rispetto ad una ragazza di 25 anni con familiarità al movimento.

I trainer dovrebbero sempre tener presente diversi punti:

1) Se un soggetto è stato fermo ad una scrivania per anni o è stata una casalinga per tutta la vita per quanto crede di essersi mossa non ha schemi di movimento “funzionali”. Bisogna partire dalla basi. Esatto hai letto bene! A 50 anni bisogna ricreare le basi del movimento.

2) La struttura ossea non sottoposta a “strain” (stress diretto sull’osso) perde in densità e non può permettersi esercizio ad alto impatto (salti, saltelli, circuiti pliometrici, ecc). Il volerlo fare non significa POTERLO fare.

3) Il pavimento pelvico delle donne nel periodo intorno alla menopausa è una argomento complesso e delicato e specie se la donna ha avuto più gravidanze, tagli cesarei, episiotomia (taglio) e ha disfunzioni alla sfera ginecologica bisogna tenerle in considerazione in modo importante e adattare il tutto.

4) Il sistema cardiovascolare va monitorato sia nelle attività cardiovascolari che in quelle di allenamento isotonico perché le risposte di un cuore non allenato non sono così scontate come si crede.

5) La composizione corporea della donna avanti con gli anni segue un andamento che non è solo correlato alle calorie e ai “macros” ma è ancora più dipendente dal nuovo assetto ormonale, emozionale, umorale, viscerale e relazionale.

Vanno rispettati prima i limiti per adattare il tutto a questi.

Un programma fitness è un vestito che va cucito su misura come fa un sarto.

Le nostre scapole possono essere motivo di tanti disagi al collo, al braccio e alla colonna vertebrale. Una problematica...
26/02/2021

Le nostre scapole possono essere motivo di tanti disagi al collo, al braccio e alla colonna vertebrale.

Una problematica molto comune è quella delle “scapole alate” dove questo osso largo non riesce ad essere compatto sulla gabbia toracica.

Si vede chiaramente la scapola “uscire fuori” dalla sua parte mediale.

Le strutture muscolari più interessate in questo scenario sono principalmente gli stabilizzatori scapolari tra cui il gran dentato un muscolo a forma di ventaglio che mantiene salda la scapola.

Ricordiamo, inoltre, che questo squilibrio può essere associato anche a disfunzioni della lingua o a muscoli anteriori della gabbia toracica ed è per questo che bisogna valutare sempre la globalità dei sistemi.

Tuttavia mantenere l’efficienza dei muscoli stabilizzatori scapolari può essere estremamente utile per contenere il disagio e gestire l’effetto deleterio della disfunzione della scapola sul collo, sulla spalla e colonna vertebrale.

Tra le stimolazioni più efficaci, ma purtroppo anche la più trascurata, per la gestione della stabilità scapolare vi è la condizione di Plank.

In questo contesto, infatti, viene ingaggiata la stabilità scapolare in modo attivo per sostenere allineamento della colonna nella sua globalità.

Il Plank convenzionale (vedi la versione sopra nella foto) può essere visto anche come un test per capire se la persone riesce a gestire il “centraggio della scapola”.

Se così non fosse l’esercizio potrebbe essere quello di alleggerire la posizione regredendo il livello di difficoltà appoggiando le ginocchia.

Se neanche questo dovesse essere utile si dovrà ulteriormente regredire fino a trovare l’esercizio al livello più individualizzato possibile.

Il Plank in questo contesto esce completamente da quella che è la sua collocazione ERRONEA di lavoro dei muscoli addominali ma come si evince da questo ragionamento trova spazio come stimolazione alla funzione motoria (in questo caso di stabilizzazione) dell’intero complesso articolare.

La struttura fasciale del nostro corpo ricopre praticamente ogni parte di noi. Questo “organo”, la Fascia, si organizza ...
23/02/2021

La struttura fasciale del nostro corpo ricopre praticamente ogni parte di noi.

Questo “organo”, la Fascia, si organizza in base alle funzioni e alle disfunzioni del corpo e può seguire delle linee preferenziali che creano nuovi assi di movimento creando scompensi alla postura.

Alcuni schemi vengono classificati secondo parametri individuati quasi un secolo fa da Gordon Zink D.O., medico osteopata americano, che definì diversi schemi che il corpo segue in base alle rotazioni delle fasce in relazione ai principali diaframmi:
diaframma cranico,
diaframma toracico superiore,
diaframma respiratorio,
pelvico.

La Fascia può assumere delle rotazioni preferenziali e quando è ben compensata vi si presenta un’alternanza delle rotazioni.

Quando invece vi è una rotazione preferenziale dallo stesso lato di diaframmi vicini vuol dire che sopra è sotto di essi sta avvenendo un lavoro extra che può portare ad alterazioni della funzionalità, disagi e dolore.

Se osservate le frecce rosse sugli omini nella slide queste mostrano i principali schemi compensatori o scompensati che può vivere ognuno di noi.

Questi schemi sono presi in considerazione sia da in piedi, seduto che da sdraiato poiché possono essere diversi comportamenti anche in relazione alla gravità.

Tale ragionamento potrebbe farci capire perché, ad esempio, una limitazione della rotazione del collo può interferire con la funzionalità della bassa schiena oppure perché un osso sacro “bloccato” può condizionare una spalla.

IDRATAZIONE: ERRORI A PELO D’ACQUAIl tema dell’IDRATAZIONE aveva già manifestato quel corteo di sintomi culturali esplos...
18/02/2021

IDRATAZIONE: ERRORI A PELO D’ACQUA

Il tema dell’IDRATAZIONE aveva già manifestato quel corteo di sintomi culturali esplosi in questi periodi plumbei dove la ricerca della speranza da scaffale è uno sport nazionale

In altri tempi L’IDRATAZIONE ha infatti già prestato il fianco agli INTEGRATORI che infittiscono una speranza posticcia: “Bevi litri di integratori anche dopo aver distillato poche gocce di sudore, che altrimenti muori!”, faceva intendere con un memento mori quello che poi è diventato il popolo dei codici sconto

L’IDRATAZIONE era già stata afflitta dal matrimonio di interesse tra piacere e dovere: mi ubriaco e mi idrato, allo stesso tempo. Sarebbe bello, se la vasopressina non cedesse alle seduzioni dell’alcol etilico. In una relazione dose-risposta…

L’IDRATAZIONE sgretolerebbe l’incanto se dichiarasse candidamente di aver bisogno solo di acqua, nella maggior parte dei casi

L’IDRATAZIONE…

Per quanto possa sembrarti strano più le persone sono comodamente sedute sulle loro graziose poltroncine o sedie e più s...
18/02/2021

Per quanto possa sembrarti strano più le persone sono comodamente sedute sulle loro graziose poltroncine o sedie e più soffrono di mal di schiena.

Che succede quando siamo seduti “comodamente” sulla nostra adorata sedia di ufficio, poltrona da salotto o sediolino dell’auto? Siamo in una posizione passiva.

Se la nostra colonna vertebrale è supportata da strutture esterne in modo passivo non ha necessità di usare i muscoli per restare dritta.

Non a caso tutti coloro che trascorrono la loro vita seduti, se non fanno attività fisica, hanno inevitabilmente schiene deboli e doloranti.

E se invece di usare una sedia ci sedessimo su una fitball?

La cosa diventa un tantino diversa.

Innanzitutto la palla può rotolarci da sotto al sedere e siamo costretti a mantenerla con i muscoli profondi della colonna che si “attivano” per il controllo della postura in modo attivo.

Il fatto di non avere uno schienale di supporto costringe a mantenere una leggera e continua attivazione dei muscoli del pavimento pelvico e dello “schienale naturale” del nostro corpo, ovvero un muscolo noto come multifido che corre lungo tutto la nostra spina dorsale.

I piedi e gli arti inferiori con i muscoli della anche saranno tirati in gioco per contrastare le potenziali rotazioni e così come i muscoli del collo e della zona cervicale bilanceranno la testa come un pendolo.

Insomma un lavoro di squadra per stabilizzare la tua preziosa colonna vertebrale.

L’uso, anche alternato, della fitball al posto della sedia potrebbe essere un inizio per una stimolazione attiva dei muscoli della tua schiena.

Una schiena più attiva sarà molto probabilmente una schiena più sana e senza dolori.

Tuttavia ricordiamo che stare su una fitball è una ginnastica e come tale occorre avvicinarsi con gradualità e buon senso.

Chi soffre di “sciatica” sa bene quanto possa essere una tortura. Una f***a che parte da dietro alla natica e scende giù...
15/02/2021

Chi soffre di “sciatica” sa bene quanto possa essere una tortura.

Una f***a che parte da dietro alla natica e scende giù fino al piede.

Molto spesso si riconduce a cause di ernia del disco o a compressione del nervo lungo il suo percorso ed è proprio qui che entra in gioco il muscolo Piriforme.

Tale muscolo è spesso responsabile della compressione del nervo sciatico ma in tanti casi lo si condanna a prescindere senza capire se realmente è la causa della sciatica.

Si consiglia, infatti, stretching del Piriforme perché così facendo si rilascia il muscolo e questo dovrebbe ridurre la compressione sul nervo.

Tuttavia allungare un muscolo senza un ragionamento causa-effetto può anche peggiorare le cose.

Dovremmo chiederci perché un muscolo così profondo va ad irrigidirsi?

Ha sempre senso fare stretching del Piriforme da “protocollo” standard per la sciatica?

Le cause di una sua retrazione sono tante, ad esempio:

1) Caduta sul sedere che crea una torsione sugli assi dell’osso sacro

2) Compenso dall’alto ad esempio alla base del cranio (collegamento cranio-sacro)

3) Compenso per sostituzione di muscoli stabilizzatori del bacino

4) Squilibri dell’anca, ecc…

La rigidità in caso di mancanza di stabilità potrebbe essere un sistema alternativo di “supporto” per stabilizzare le articolazioni sia del bacino che dell’anca.

In questo caso invece di pensare ad allungare il piriforme dovremmo “rinforzare” gli stabilizzatori profondi e ricreare un fisiologico equilibrio di tensioni tra il piriforme ed altri muscoli affini.

Valutazioni dettagliate ed indagini specifiche potranno dare una visione più globale e stabilire un piano di esercizi che possa migliorare il quadro della sciatica non risolto con trattamenti di altro genere.

Anche molti esercizi per gli arti inferiori e per il pavimento pelvico potrebbero aiutare all’equilibrio in questa sede ed evitare compressioni sul nervo sciatico.

Il dolore è una percezione sgradevole, scomoda e molte volte invalidante. Soffrire di dolori può seriamente comprometter...
13/02/2021

Il dolore è una percezione sgradevole, scomoda e molte volte invalidante.

Soffrire di dolori può seriamente compromettere la qualità della vita, privata e di relazione.

Tuttavia nella maggior parte dei casi i consigli medici sono sempre gli stessi: fare regolare attività fisica e mangiare sano.

Lo abbiamo sentito fino alla nausea e più o meno, grazie ai moderni mass media, tutti siamo informati su cosa significhi avere un sano stile di vita.

Ma li mettiamo realmente in pratica questi consigli?

Sii sincero con te stesso…

A quanto pare sono davvero poche le persone che hanno “uno stile di vita sano”.

Fanno regolare attività fisica dalle 3 alle 5 volte a settimana, si muovono a piedi più spesso che possono, usano meno la tecnologia e più il corpo.

Bisogna muoversi spesso ma muoversi bene rispettando la propria postura e allenarsi in base ai propri limiti.

Mangiare cibi sani.

Affidarsi ad un professionista nutrizionista che possa curarci e adattare una sana alimentazione in base alle nostre reali necessità.

Purtroppo una cattiva alimentazione, una vita sedentaria, stressante, con l’aggiunta di cibo spazzatura o comunque poco sano, concorrono drammaticamente all’insorgenza di dolori diffusi.

Il corpo vive in uno stato totale di infiammazione ed è come fosse perennemente in “allarme”.

Un sano stile di vita è probabilmente il primo passo da fare per gestire dolori cronici che non ti lasciano stare.

Diceva Ippocrate, il padre della medicina, circa 2.500 anni fa che se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute.

E tu stai facendo realmente qualcosa per stare meglio o aspetti la pillola magica che ti risolverà tutti i dolori?

Pensaci bene...

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