Liguria in bici

Liguria in bici Hai voluto la bicicletta? Ora pedala !

29/08/2026

𝗖𝗮𝗱𝗲, 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗹𝘇𝗮, 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗮: 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗵𝗮𝗹𝗺𝗮𝗻𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗩𝘂𝗲𝗹𝘁𝗮

C'è un momento, nel caos di una caduta di gruppo, in cui tutto sembra fermarsi. Poi c'è chi si rialza. Roland Thalmann, corridore svizzero della Tudor Pro Cycling Team, finisce a terra nell'ottava tappa della Vuelta insieme ad altri atleti travolti da una delle tante cadute che hanno segnato la giornata. La pelle si apre contro l'asfalto, le abrasioni sono profonde e visibili, ma il corpo a terra non resta a terra a lungo.

Nel giro di pochi secondi Thalmann è di nuovo in piedi, accanto alla sua bicicletta, mentre il dolore delle ferite ancora fresche si mescola all'istinto di chi non conosce altra strada che quella di continuare. Risale in sella senza esitazione, senza cercare scuse, senza fermarsi a guardare quanto sangue abbia lasciato sull'asfalto. Pedala per riagganciare il gruppo, un gesto semplice che in realtà racconta tutta la forza mentale necessaria per affrontare tre settimane di corsa ai massimi livelli.

È proprio in episodi come questo che si misura la vera natura di un ciclista, ben oltre i risultati e le classifiche. Al suo debutto assoluto in un grande giro, Thalmann trasforma un momento di paura e sofferenza in una piccola grande lezione di resilienza, davanti agli occhi di chi segue la corsa. Nessun annuncio, nessun gesto plateale, solo la determinazione silenziosa di chi si rialza e continua a pedalare, perché la strada, in fondo, non aspetta nessuno.

21/08/2026

LA RIVOLUZIONE DELLE PEDIVELLE CORTE: BIOMECCANICA E NEUROSCIENZE AL SERVIZIO DEL CICLISTA
Guarda le pedivelle nella foto. Cortissime. Eppure per decenni il mondo del ciclismo è rimasto ancorato a un dogma apparentemente indiscutibile: "pedivella più lunga uguale a maggiore leva meccanica, quindi più potenza". Questo calcolo puramente statico considerava la bicicletta, ma ignorava completamente la complessità biologica del motore umano.
Oggi la scienza dello sport e i moderni protocolli internazionali hanno polverizzato questa vecchia teoria, dimostrando che accorciare la pedivella (passando ad esempio dalle classiche misure stradali da 172.5 mm a soluzioni da 165 mm) è il segreto per sbloccare l'efficienza respiratoria, migliorare l'aerodinamica e salvaguardare le articolazioni.

Attenzione: non tutti siamo predisposti a questi cambiamenti!

Nel nostro laboratorio biomeccanico non ci limitiamo ad applicare formule matematiche fisse. Utilizziamo una tecnologia avanzata che unisce l'analisi cinematica 3D e il monitoraggio delle onde cerebrali in tempo reale, interfacciando questi dati con il nostro simulatore robotizzato Cyclope ergoLAB ad automazione elettroidraulica. Questo ci permette di ottimizzare la posizione in circuito chiuso (Closed-Loop Optimization), modificando le geometrie millimetro per millimetro mentre il ciclista pedala per isolare l'effetto esatto della pedivella.

Ora mi attendo i soliti commenti: "tutte p***e", "ho sempre fatto così", "sono supercazzole"...

Ognuno è libero di pensare ciò che crede, ma personalmente credo nella rivoluzione dei sistemi, altrimenti ci fermiamo.
Ma perché la letteratura scientifica e i protocolli moderni pongono oggi un veto invalicabile basato sulla mobilità articolare dell'atleta?

Scopriamo i tre motivi fondamentali che spiegano questa transizione tecnica:

APERTURA DELL'ANGOLO DELL'ANCA AL PMS (MENO COMPRESSIONE)

Il punto più critico della pedalata è il PMS (Punto Morto Superiore), ovvero il momento in cui la pedivella si trova nella posizione più alta. Quando un ciclista utilizza una pedivella troppo lunga rispetto alla sua mobilità flesso-estensoria, il ginocchio è costretto a salire eccessivamente verso il tronco.
Il Vincolo Clinico: Se l'atleta presenta una rigidità articolare o muscolare (evidenziata nell'anamnesi del mio protocollo attraverso lo Slump Test per il nervo sciatico o il Test di Thomas per lo Psoas), la pedivella lunga provoca una chiusura acuta dell'anca al di sotto della soglia critica dei 50°.
• Impatto Biologico: Questa chiusura genera una compressione interna condizionante che schiaccia gli organi viscerali e limita l'escursione del diaframma, ostacolando l'espansione della cassa toracica. Spesso si manifesta, come ho spiegato ieri in un commento, con la compressione dell'ileo-psoas.
• La Compensazione e il "Knee Jitter": Per superare questo blocco meccanico e oltrepassare il Punto Morto Superiore, il corpo è costretto a deviare lateralmente il ginocchio verso l'esterno. Questo sbandamento, noto come Knee Jitter o Lateral Travel, destabilizza il bacino sulla sella creando asimmetrie di spinta e incrementando l'affaticamento respiratorio sotto sforzo.
Nell'analisi dinamica con il mio software si vede chiaramente, attraverso dei vettori di forza, come l'articolazione devia e l'oscillazione latero-laterale pelvica sia più evidente. Accorciando la pedivella (ad esempio di 7.5 mm), il ginocchio sale di meno nel punto più alto. L'angolo dell'anca si apre, il bacino si stabilizza, il ginocchio si muove perfettamente sul piano sagittale e l'indice di inefficienza neuromuscolare crolla istantaneamente.

RIVOLUZIONE AERODINAMICA ED EFFICIENZA DEL CORE
La riduzione della pedivella innesca un effetto domino geometrico che trasforma l'assetto del ciclista. Se accorciamo la pedivella di 7.5 mm, per mantenere la medesima estensione inferiore della gamba al PMI (Punto Morto Inferiore) e preservare l'altezza di spinta, dobbiamo alzare la sella esattamente di 7.5 mm rispetto al movimento centrale.
Il Guadagno Meccanico: Questo incremento dell'altezza sella offre al biomeccanico la straordinaria opportunità di abbassare e stringere l'avantreno (il manubrio).
La Schiena Piatta: Il ciclista può così assumere una posizione con la schiena estremamente piatta, ottimizzando l'impatto aerodinamico frontale e riducendo la resistenza all'aria, il tutto senza schiacciare la cassa toracica proprio grazie all'angolo dell'anca precedentemente liberato dalla pedivella corta. Tutto vero se la tua elasticità articolare della schiena te lo permette!
Efficienza del Core: Questo setup riduce drasticamente le oscillazioni parassite del busto (Trunk Oscillation) e il dondolio laterale del bacino (Pelvic Rocking), convogliando il 100% delle forze muscolari in senso longitudinale per esprimere potenze medie elevatissime in salita e in pianura. Ricordiamo sempre che l'ileo-psoas è il muscolo che collega le gambe alla schiena e, di conseguenza, una compressione eccessiva oltre ad un forte dolore provoca una netta perdita di potenza.

INCREMENTO DELLE RPM E RISPARMIO NEURO-MUSCOLARE
La letteratura scientifica dello sport evidenzia che una pedivella più corta riduce la circonferenza totale percorsa dal piede durante un ciclo completo di pedalata (quella che ieri abbiamo definito velocità periferica).
La Risposta del ciclista: Coprendo meno spazio a ogni giro, la velocità lineare del piede diminuisce e il muscolo si contrae effettuando un percorso più breve nello spazio. Questo rende molto più facile far girare le gambe ad alte frequenze, facilitando il mantenimento di cadenze elevate (superiori alle 95 RPM) anche su lunghe distanze.
La Regola del Rischio Asimmetrico: Gli studi clinici concordano sul fatto che una pedivella leggermente più corta del teorico non genera alcuna patologia e richiede solo pochi minuti di adattamento neuromuscolare (sempre se non usa particolarmente la forza). Al contrario, una pedivella troppo lunga aumenta esponenzialmente il rischio di infortuni alle ginocchia (sovraccarico e infiammazione rotulea) e stress alla colonna lombare. Scegliere una pedivella corta significa spostare il carico di lavoro dal sistema muscolare (coppia e forza pura che affaticano le fibre) al sistema cardiovascolare, preservando la freschezza muscolare per i momenti decisivi della corsa.

COME FUNZIONA IL NOSTRO TEST REAL-TIME SU CYCLOPE ergoLAB
Il nostro laboratorio ha automatizzato questa complessa validazione. Tramite un'architettura di comunicazione dedicata gestita dal modulo specifico di programma colleghiamo i dati biologici dell'atleta direttamente alla centralina elettroidraulica del simulatore robotizzato Cyclope.
Mentre l'atleta pedala monitorato dai sensori di potenza, lo script analizza lo stress in background attraverso tre parametri neuro-meccanici:
1. Analizza il rapporto spettrale Theta/Alpha per verificare il blocco dell'anca.
2. Rileva le onde Gamma per intercettare l'attivazione neurologica del dolore da ipercompressione o sovraccarico rotuleo.
3. Traccia con precisione millimetrica lo sbandamento esterno del ginocchio.
Ecco a cosa serve l'algoritmo dinamico: Poiché la pedivella fisica del simulatore non può accorciarsi meccanicamente durante la pedalata, per simulare una pedivella corta in tempo reale senza far scendere l'atleta, il software ordina al Cyclope ergoLAB di alzare la sella e avanzarla temporaneamente, compensando la variazione anche sulle quote del manubrio. Se l'innalzamento della sella fa crollare istantaneamente lo stress dell'anca e azzera il movimento laterale del ginocchio, l'angolo ottimale superiore è trovato.
Nulla ci vieta di provare diverse soluzioni di misura delle pedivelle per verificare realmente le qualità meccaniche della scelta della lunghezza. Contemporaneamente, il sistema controlla l'estensione inferiore al PMI: se l'angolo del ginocchio non supera i 145°, l'assetto è perfetto. Se invece il ginocchio va in allarme di iperestensione (rilevato dallo stretch posteriore), significa che abbiamo raggiunto il limite fisico della gamba: la pedivella attuale è biologicamente troppo lunga e va sostituita con una misura inferiore (es. scendendo da 172.5 a 170 mm, finché non si trova la soluzione più efficiente).
Per non dimenticare il passato, chi ha gareggiato nelle categorie giovanissimi sa con certezza che la lunghezza con i rapporti molto agili è determinante, e nella categoria esordienti, fino a non molti anni fa, era radicata l'abitudine di utilizzare pedivelle corte da 165 mm. Teorie che si sono p***e per inseguire il marketing, che ci ha convinto che è tutto inutile e tutto va standardizzato.

30/05/2026

Molto molto bravo

25/05/2026
27/04/2026

Indirizzo

Pietra Ligure E Dintorni
Pietra Ligure
17027

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