Fratellanza Granata

Fratellanza Granata UNA PAGINA PER DISCUTERE DI TORO... DI TORO VERO!!! Quindi un libro ancor più che una classica intervista. Mi proposero di tenere una rubrica sul sito.

Ecco come Cairo si appropriò del Toro:
2005, Morte e Rinascita del Toro, di Pierluigi Marengo
La PREFAZIONE dell'AUTORE:
Cari Fratelli di Fede, 2005 Morte e Rinascita del Toro è palesemente un libro atipico, costruito su una lunghissima intervista resa a Toro.it che mi ha portato a ripercorrere gli eventi della caldissima estate 2005, quella della morte e resurrezione del Toro. Un’intervista che

si sviluppò in 14 settimane, fatta di domande inviatemi con mail a cui rispondevo in forma scritta. Mi piace conseguentemente chiamarlo “libro intervista”. Tutto nasce da una telefonata di inizio anno che ricevetti dalla redazione di Toro.it. Accettai di buon grado ed iniziai con un pezzo di analisi su una partita, ma molti lettori di Toro.it commentarono quel primo pezzo, chiedendomi però di lasciar perdere l’analisi delle partite… da me volevano la cronistoria di quanto avvenne nel lontano 2005. Volevano sapere come avvenne il passaggio a Cairo del Toro, da noi lodisti riportato in vita con il Lodo Petrucci. Feci immediatamente mie quelle richieste, anche se da quella calda estate del 2005 erano ormai trascorsi 13 anni. Dopotutto è giusto che, venuta meno la cronaca per decorso del tempo, si scriva ora la storia. Fu così che iniziò questa lunghissima intervista, pubblicata su Toro.it in 14 puntate a cadenza settimanale. I lettori risultarono tanti, tantissimi, a comprova che, anche se erano decorsi ormai tredici anni, la memoria di quell’estate 2005 è ancora viva nella mente di migliaia e migliaia di tifosi. Tifosi che vogliono tutt’ora sapere la verità su quei giorni. Mentre di settimana in settimana l’intervista appariva su Toro.it, vari amici granata mi chiesero di trasformare il tutto in un libro, da tenere in biblioteca a perenne memoria di quei fatti. La storia risiede materialmente nei libri e quell’estate fu una delle più pregnanti pagine storiche del nostro Toro. Non potevo certo tirarmi indietro… ed ecco il libro. Un libro che riprende l’intera intervista a suo tempo pubblicata su Toro.it, mantenendone fedelmente l’impianto domanda – risposta ma leggermente rivista sotto l’aspetto formale ed integrata in alcuni passaggi, con al suo interno significativi documenti su quanto avvenne, quali la domanda di ammissione al Lodo Petrucci e il comunicato di accettazione del medesimo della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Pietre miliari della storia granata, pezzi da museo. In coda ho poi inserito la visura camerale, con un breve commento, di Società Civile Campo Torino srl, la società da me utilizzata per accedere al Lodo Petrucci che, cambiando nome, è successivamente divenuta il Torino F.C. Un passaggio che ho ritenuto fondamentale per dare chiara visione ai lettori sul perché il Lodo si sviluppò con Società Civile Campo Torino srl. Un libro che ho voluto aprire con due poesie:
le notissime rime di Giovani Arpino di ME GRAND TURIN e quelle più recenti di Ermanno Eandi di SARò GRANATA;
due poesie espressione pura dell’essenza granata. Quella di Arpino palesa come la storia del Toro si intersechi con la storia di Torino e delle sua gente, rendendo il nostro Toro elemento proprio della torinesità. Un Toro, tra trascendenza ed immanenza, che è torinesità pura e ci rende fieri nel poter affermare urbi et orbi: Torino siamo noi. Chiunque altro faccia calcio a Torino può magari blasonarsi dei più magnificenti titoli, ma non è e non sarà mai espressione dell’anima autentica della città. Una torinesità schiacciata, a partire dall’inizio del secolo scorso, da una certa famiglia, che è però ancora viva e non morirà mai. Una torinesità che non risiede nel bel mondo cittadino, spesso prono alle volontà della Sacra Famiglia, ma che è nel dna di tante anonime persone, che vivono all’ombra di Superga e non si sono piegate alla corte fiattina. Una torinesità nel calcio prerogativa nostra, solo nostra. Quella di Eandi esterna invece ed in modo esemplare la nostra natura, il nostro essere granata. Un essere granata che non pone nelle vittorie il suo realizzarsi. Un granata, lo rima bene Ermanno, “lascia a chi non sa soffrire il semplice gioco di chi si accontenta”. Un granata non si accontenta di una vittoria, certo né gioisce, ma vuole di più. Vuole dei valori, vuole la valorizzazione ed il rispetto della sua storia. Perché ho voluto citare e far mie queste due poesie, in un libro che è di fatto un’intervista? Semplicemente perché sintetizzano al meglio quanto io e gli amici che operarono con me nel lontano 2005, primi tra tutti Sergio Rodda e Gianni Bellino, volevamo realizzare. Quanto speravamo di realizzare. Quanto sognavamo di realizzare. E dopo le poesie ho voluto riportare, ad inizio libro, l’elenco dei Presidenti del Toro a far data dalla sua fondazione. L’ho voluto fare per dare anche visione grafica di un fatto fortunatamente ineluttabile: i Presidenti passano ed il Toro resta. Nel 2005 non volemmo solo salvare il Toro come poi di fatto avvenne. Nostro intento era sì il toglierlo dalla bara in cui lo posizionò la gestione Cimminelli – Romero, ma per rimetterlo in campo quale Toro vero, quel Toro che è cantato nelle due poesie qui pubblicate e che è nei nostri cuori di autentici tifosi del vero Toro. Fatto ciò, sarei poi divenuto uno dei tanti Presidenti dell’elenco. Semplicemente uno dei tanti Presidenti che sono transitati nel Toro…
Purtroppo non andò così. Tolsi il Toro dalla bara e divenni il suo primo Presidente dopo la rinascita, ma senza la soddisfazione di aver rimesso in campo il Toro sublimato nelle due poesie. Non ci fu lasciato il tempo per realizzare il nostro progetto, ci fu solo consentito di iscriverlo al Campionato, poi si dovette passare la mano ad Urbano Cairo, che ha una visione del Toro molto differente dalla mia. Magari ciò non fu un male per il Toro… Magari quel romanticismo granata che ci permeava è un modus operandi non più sintonico con l’attuale mondo del calcio… Magari non ha più senso parlare di antichi valori a propositi di società professionistiche di calcio… Magari è sbagliato porre la nostra storia a criterio valutativo del presente… Tanti magari senza controprova, senza elementi per oggettivamente valutare se fu un male o un bene. Io però credo tuttora nel romanticismo del calcio e nei valori granata fondati sulla nostra storia, perché, come disse Manlio Collino inventore e direttore di Fegato Granata, il più bel giornale torinista di tutti i tempi, il Toro non è una squadra, è un’idea. Un’idea in cui credo e che mi portò a fare, insieme agli amici che operarono al mio fianco, ogni umano possibile sforzo per darvi realizzazione. Un’ultima finale chiosa. Questo non è un libro contro Urbano Cairo o in polemica con lui. È solo la mera rappresentazione di due persone che hanno una diversa visione sull’essere granata e del modus operandi; due persone che tredici anni addietro sono venute in contatto tra loro per il Toro. Da parte mia vi è pieno riconoscimento della bravura imprenditoriale di Urbano Cairo e della sua capacità di operare nel mondo degli affari, ma per me il Toro non è un’azienda e non è un affare.
È un’idea. Una magnifica, travolgente, iniziatica idea.

IL REFERENDUM HA PARTORITO IL TITOLOChiedo ora ai fratelli più avvezzi alle statistiche di inviarmi (usando messenger) l...
17/09/2024

IL REFERENDUM HA PARTORITO IL TITOLO
Chiedo ora ai fratelli più avvezzi alle statistiche di inviarmi (usando messenger) l'elenco dei record negativi battuti dal Torino FC del periodo Cairo.

UNA NARRAZIONE VERA PER CONTRASTARE I SERVI PIÙ REALISTI DEL RERientrato or ora da un giro in Senegal, ho preso atto che...
08/09/2024

UNA NARRAZIONE VERA PER CONTRASTARE I SERVI PIÙ REALISTI DEL RE
Rientrato or ora da un giro in Senegal, ho preso atto che la protesta nei confronti dell'uomo di Masio, che fece da proscenio e palco di Torino – Atalanta ed a cui convintamente partecipai seguendo il corteo organizzato dagli Ultras, non solo non si è spenta, ma si è sin'anche rinforzata, divenendo proscenio e palco persino di un allenamento. E di ciò occorre render primario onore ai gruppi Ultras ed ai tanti giovani (e diversamente giovani) che han saputo portare al loro seguito.
Una protesta che solo in forza dei giovani scesi in piazza ha potuto trasformarsi nell'odierno uragano, ma di cui è parte non minimale anche il popolo granata di bianco pelo.
Due mondi diversi che debbono però essere accomunati verso un'unica metà, pur procedendo in diversità di ruoli. Hai primi l'egemonia di piazza e di colonna sonora dello stadio, ai secondi il contribuire alla protesta con un sedentario ma costruttivo lavorio di penna.
Nel 2015, in occasione del decennale dell'arrivo al Torino dell'uomo di Masio, i vari Chiambretti, Mario Giordano, Gino Nebiolo, Gian Paolo Ormezzano ed altri partorirono il libro “URBANO CAIRO DIECI”... ovviamente edito da Cairo Publishing.
Cosa pensate che avverrà nel 2025?
Certamente vedrà la luce una nuova ILIADE in salsa masiota, con l'uomo di Masio reso un unicum di Achille ed Ulisse, di cui canteran le gesta i consueti narratori ciechi sulla realtà dei fatti, che van dai giornalisti di regime ai servi più servi del reame. Un libro che non avrà certo difficoltà, per nella sua totale farloccheria, a trovare un editore. Un libro che godrà di un forte supporto promozionale su certi giornali rosa e/o meneghini. Un libro che inonderà la vetrina del mercante nel tempio e diverrà, per i creandi "Figli del 2 Settembre", ciò che la Bibbia è per i Testimoni di Geova.
In sintesi, un libro che fuori dal mondo granata e nel futuro rischia di divenire la distorta, ma unica, narrazione sull'uomo di Masio.
Ed allora ecco l'idea che ho maturato girando le savane senegalesi.
Da diversamente giovane o, usando un termine Checchiano, da distinto anziano, ritengo di poter contribuire alla protesta costruendo una memoria cartacea che vada a pubblicamente contrastare le menzognere narrazioni, estranee ad ogni realtà, dei soliti noti.
Un libro, quand'anche scritto da me, che però voglio figlio di tutti noi. Un'opera da diffondersi in ogni dove e da porre in ogni biblioteca di città o paese, ad imperitura ed immarcescibile memoria sul chi è stato realmente per il Torino l'uomo di Masio, su quali e quanti disastri ha dispensato nel Mondo Granata, di quanto poco abbia versato nelle casse societarie e fronte degli enormi benefici ricevuti, sul come e perché sia il presidente di gran lunga giudicato il peggiore di tutti i tempi dalla maggioranza dei tifosi e comunque in assoluto il meno amato tra i trenta che si son succeduti al timone societario dal 1906 ad oggi. Un libro che, per dargli massima diffusione, dovrà esser venduto al solo costo di stampa, all'incirca 4,5 euro a copia.
Un libro, in poche parole, rigidamente veritiero sulla storia dell'uomo di Masio al timone del Torino nel trascorso ventennio... se poi qualcuno vorrà leggere quello scritto dai servi del padrone, liberissimo di farlo, importante è che nel mondo granata e non solo vi sia anche la narrazione della verità contrapposta alla falsa retorica.
Il mio libro “2005 Morte e Rinascita del Toro” raccontò come l'uomo di Masio arrivò al Torino e lo fece suo, finendo la narrazione al 2 settembre 2055. Questo secondo partirà dal 3/9/2005 e finirà con l'ultimo anno del ventennio cairota: 2025.
E visto che lo voglio ascrivere a tutti i Fratelli di Fede, inizio richiedendovi suggerimenti per il titolo.
Al momento avrei pensato: "2005 - 2025 CAIRO URBANO UN VENTENNIO DI SOFFERENZA" o “CAIRO URBANO, STORIA DI UN DISASTRO DURATO VENTANNI” o “CAIRO URBANO, UN VENTENNIO DI DOLORE E SOFFERENZA” o “2005/2025 - CON CAIRO URBANO, NON V'È STATO LIMITE AL PEGGIO” o “CAIRO URBANO, UN VENTENNIO ANTI TORO” o “DA MASIO AGLI INFERI, STORIA DI UN VENTENNIO GRANATA”.
Resto quindi in attesa di vostri suggerimenti sul titolo.

A BREVE SU QUESTI SCHERMI: BELLANOVA L'ENNESIMO TRADITOREAttendo con ansia di assistere alla gara tra chi scalpita per e...
21/08/2024

A BREVE SU QUESTI SCHERMI: BELLANOVA L'ENNESIMO TRADITORE
Attendo con ansia di assistere alla gara tra chi scalpita per essere il più pungente nel definire Bellanova un traditore. L'ennesimo traditore della maglia... che tra l'altro se ne è andato senza salutare.
D'altra parte, per alcune (poche) migliaia di tifosi (parolona), la colpa è sempre e solo di chi se ne va, mai di colui che li vende, intascando palate di milioni, che poi svaniscono come l'acqua sulla pietra, allorché si tratta di metter mano al portafoglio per rinforzare la rosa.
Al pari, per quegli stessi soggetti, la colpa è sempre di chi viene costretto ad andarsene, per tutelare una propria carriera che, sotto la Mole, verrebbe diroccata da quella totale carenza di ambizione e progetto che è caratteristica peculiare dell'amato, da loro e dai giornalisti della Gazzetta dello Sport, masiota.
Da parte mia, quindi, gli auguri a Bellanova per la sua carriera, uniti ad un totale disprezzo non tanto verso il masiota, che svolge (e bene) il suo divino incarico di distruttore del mondo granata, ma verso la squallida pletora che lo incensa e sostiene.

17/08/2024

COMUNQUE BUONO IL PUNTO IN CLASSIFICA
Una partita vinta sino a che il solito Vanja Milinković-Savić non ha regalato il goal del pareggio al Milan.
Per il resto due tifoserie con l'una che criticava Pioli ed oggi si rende conto di quanto infondate (ed infelici) fossero quelle critiche, mentre l'altra incensava Juric ed oggi si rende conto di quanta pochezza vi fosse nel serbo inginocchiato.
Il rischio... visto il pareggio (quasi vittoria) a San Siro, non si può escludere che il mercato sia di fatto finito, con il secondo goal di Zapata a declararne la chiusura.
La certezza: nessun rischio retrocessione, questa squadra, risparmiando milioni in panca ed incassato decine di milioni dalle cessioni, ha certamente in decimo posto nelle sue corde... e se qualcuno vuol di più, vada a Venaria.
Una considerazione finale: ha senso giocare partite di campionato due giorni dopo Ferragosto?

Ed ora si inizia... peccato non sia stato possibile farlo con il Toro.E si inizia in Romagna, terra di mare anni luce lo...
07/08/2024

Ed ora si inizia... peccato non sia stato possibile farlo con il Toro.
E si inizia in Romagna, terra di mare anni luce lontana dalla mia natura (e cultura) alpigiana e montanara, ma con un grandissimo pregio: si mangia divinamente e la cortesia degli osti non è prerogativa di pochi, ma normalità.
Qualche fratello di fede magari si chiederà perché ho posto il mio impegno e le mie relazioni su un progetto in Romagna... la risposta è estremamente semplice: in primis mi ha cercato chi voleva realizzare quel progetto e, in secundis, pensare a un'operazione di acquisizione del Torino è pura fantasia... non si può acquistare ciò che il proprietario non vuole vendere ed non ha, lo dice la norma di legge, alcun obbligo di vendere.
E vi assicuro che chi mi ha incaricato di gestire questa operazione avrebbe potenzialità economica per la prima serie!

La BP Global è società di veicolo con una compagine sociale degna della massima divisione

CARO ALESSANDRO,nelle prossime ore firmerai per il Napoli, dopo aver granatamente rifiutato un'offerta dei gobbi, ancor ...
08/07/2024

CARO ALESSANDRO,
nelle prossime ore firmerai per il Napoli, dopo aver granatamente rifiutato un'offerta dei gobbi, ancor più remunerativa, con due semplici quanto conchiudenti parole: NON POSSO.
Probabilmente ci saranno a breve alcuni tifosi granata (?) che ti diranno che hai “tradito la maglia”, che vai in una squadra che “lo scorso anno è arrivata dietro il Torino FC”, che “lo fai per i soldi”...
Ebbene, come disse il vate Dante, non ragionar di loro ma guarda e passa... son solo becerume, servo nel corpo e nell'anima. È gentaglia che non sa cosa significhi il calcio figlio di un serio progetto. Un progetto che fondi su personaggi capaci e si ammanti di ambizione.
Giocatori del calibro di Martin Vasquez firmarono per un Torino neo promosso, firmando però non per una matricola ma per un grande progetto, che di lì a nulla ci avrebbe portato ai vertici del Campionato Italiano, a giocare una finale europea dopo aver eliminato il Real Madrid e a vincere una Coppa Italia.
Son trascorsi 34 anni, ma leggo una grande similitudine tra la tua odierna firma per un Napoli che arriva da un 10° posto e quella di Martin Vasquez per quel Toro che, addirittura, usciva dalla B...
E son contento che tu vada a far fulcro di un progetto sportivo come quello di De Laurentis – Conte, perché lo meriti.
Lo merita la tua bravura tecnica. Lo merita il tuo esser persona seria e colta. Lo merita la tua carriera.
Ovviamente, per puro egoismo, mi sarebbe piaciuto averti per sempre in maglia granata, ma come si può chiederti di restare in una società senza ambizioni, scevra di ogni valore granata ed estranea alla storia del Toro... chiederti di limitare la tua carriera alla perenne lotta nel limbo calcistico., chiederti di sacrificare ogni ambizione sull'altare di una maglia in cui per primi non credono i vertici societari...
Chiedertelo sarebbe mancarti di rispetto e non volerti bene per quanto hai sin'ora fatto per il Toro.
Ed allora, caro Alessando, vai a volare alto cercando di divenire un simbolo del calcio italiano, ma restando granata nel cuore, e stai certo che i tifosi del Toro ti onoreranno per sempre e saran felici per ogni tuo successo, con qualunque maglia ottenuto. salvo quella che, da granata vero, hai perentoriamente rifiutato pochi giorni addietro.
Un grandissimo abbraccio.

Due Mondiali vergognosamente guardati in TV, inframmezzati da un Europeo vinto nel 2020 in ragione di irripetibili congi...
30/06/2024

Due Mondiali vergognosamente guardati in TV, inframmezzati da un Europeo vinto nel 2020 in ragione di irripetibili congiunzioni astrali (tradotto: le natiche che si congiungono), così come lo vinse la Grecia nel 2004, per poi sparire dai radar del calcio.
Oggi un Europeo ove abbiam fatto ridere il mondo.
Una partita strappata di misura alla grande Albania (2,7 milioni di abitanti); una partita persa con la Spagna che ci ha dato una lezione di calcio, ridicolizzando il nostro gioco; una partita pareggiata per pura congiunzione di natiche al 98° contro una Croazia che fu si grande, ma che oggi è solo più composta da ex giocatori; una partita persa contro la strabordante Svizzera, che ci ha umiliato nel gioco, nel ritmo e nella tenuta fisica, con un Rodriguez che, contrapposto a Chiesa, pareva Maldini giovane.
In sintesi: un'Italia che, per l'arroganza di Gravina, la presunzione di Spalletti e l'oggettiva pochezza dei Chiesa e Bastoni e dei Di Lorenzo e Di Marco, è uscita da ogni radar calcistico... esattamente come avvenne per la Grecia nel 2004.
Anzi NO!
La Grecia sparì dai palcoscenici del calcio che conta, ma non fu né derisa e né divenne oggetto di sberleffi e sarcasmi planetari; l'Italia purtroppo si.
E se così è... se oggi l'Italia è destinataria di pernacchie e scherno, gran merito va dato a quei due fenomeni che, invece di limitarsi al ringraziare sotto voce il c**o avuto, quali autentici interpreti dello stile juve han ben pensato di sfottere le squadre vere con il loro pietoso "mangiar pastasciutta".. quelle squadre che, a differenza nostra, han giocato i due ultimi mondiali e son tuttora in corsa nell'Europeo.
Gli italiani vilipesi ringrazino quindi in coro Chiellini e Bonucci...

DNA…  TUTTO SI RICONDUCE ALLE CELLULE PROCAIROTEDopo aver sfogliati testi scientifici ad oltranza, dopo aver consultato ...
13/06/2024

DNA… TUTTO SI RICONDUCE ALLE CELLULE PROCAIROTE
Dopo aver sfogliati testi scientifici ad oltranza, dopo aver consultato premi Nobel della scienza, dopo aver visionato ininterrottamente tutte le puntate delle trasmissioni di Piero Angela, acquisiti pareri proveritate da Ventura e Juric, acquistata una maglia FIGLI del DNA da Testa, confrontatomi con i membri del Circolo Non Soci del Torino, ho alfin compreso il messaggio pubblicitario sul DNA.
Dalle cellule procariote, senza membrana nucleare e di conseguenza con il DNA sparso all'interno della cellula, derivano solo esseri monocellulari, es.batteri.

08/06/2024
07/06/2024

UN VOTO UN PÒ COLORATO DI GRANATA
Come tutti sanno, non è mio uso assumere posizioni politiche su facebook ed infatti non lo farò.
Voglio però segnalare ai Fratelli Granata alcuni candidati alla Regione, rigorosamente in par condicio, che in questi anni han aiutato l'Associazione Ex Calciatori Granata nelle suo operare e si son dimostrati amici del Mondo Granata.
Partendo dal CENTRODESTRA:
in FORZA ITALIA: Andrea TRONZANO
nella LISTA CIRIO: Gianluca VIGNALE
in FRATELLI D'ITALIA: Paola ANTONETTO
Andando al CENTROSINISTRA:
nel PARTITO DEMOCRATICO: Mauro SALIZZONI
in ALLEANZA VERDI SINISTRA: Roberto TRICARICO
Non vi sto quindi chiedendo di tradire il vostro schieramento politico, chi è di sinistra è giusto che voti a sinistra, chi è di destra è altrettanto giusto che voti a destra, ma vi voglio semplicemente segnalare alcuni nomi di politici, candidati nei vari schieramenti, che han dimostrato di esser Amici del nostro Toro, anche se magari non tifosi, e quindi da tener a mente se volete colore con un po' di granata il vosto voto Ovviamente è un mio mero parere, una mia mera scelta operata attraverso una conoscenza diretta di tali soggetti in questi anni, che giammai esclude vi siano altri candidati altrettanto meritevoli del voto granata, ma che, semplicemente, non ho avuto il piacere di conoscere.

Tantissimi auguri Capitano, è stato un onore vederti crescere con la maglia granata!E non prendertela se qualcuno, allor...
06/06/2024

Tantissimi auguri Capitano, è stato un onore vederti crescere con la maglia granata!
E non prendertela se qualcuno, allorché lascerai prima o poi il Torino, ti fischierà o ti darà del traditore, la mamma dei deficienti è sempre gravida.
Un grande abbraccio.

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