07/04/2016
Orientamenti dell’attività fisica nelle persone anziane. Nella nostra rubrica, interessandoci anche di attività motoria e notando alcune incongruenze nell’ambito di questa pratica, riteniamo doveroso chiarire alcuni concetti che sono alla base del movimento, il meno costoso carburante del nostro corpo, riferito alle varie età cronologiche in cui si pratica l’attività ginnastica. Come ogni sistema, anche il sistema muscolare, nel corso della vita cambia e la performance (intesa come indicatore di efficienza) muscolare aumenta in correlazione con l’età per poi diminuire dopo la seconda e la terza decade d’età. Il decadimento diviene molto veloce in tarda età adulta ma può essere rallentato mantenendo un elevato livello di attività motoria. Il decadimento, è stato dimostrato scientificamente è troppo spesso in correlazione all’inattività, alla ipodinamicità, alla scarsa pratica del movimento. Questo decadimento è la causa principale delle limitazioni articolari e delle cadute che si verificano, appunto, in tarda età. Questo avviene perché con il decadimento fisico, diminuisce la forza e la resistenza muscolare. Non è tutto. Oltre a quanto accennato, in età avanzata si verifica anche una riduzione della velocità di movimento e l’incapacità di recuperare adeguatamente la fatica. Nella popolazione anziana, la fatica al movimento si verifica verso i settant’anni e le forme più evidenti sono espresse dalla difficoltà di alzarsi con rapidità da una seggiola, dalla difficoltà nel mantenere l’equilibrio, dalla difficoltà di scendere o salire le scale, dalla difficoltà di camminare velocemente, ecc. Tutti gli studi scientifici hanno evidenziato che tali problematiche sono reversibili con un adeguato allenamento e con un adeguato lavoro muscolare. Dalla sintesi di specifiche riviste scientifiche di attività motorie e dai consigli del National Institutes of Health abbiamo dedotto che la migliore prevenzione si basa su quattro punti fondamentali:1) pratica di esercitazioni di forza in maniera tale da migliorare e rinforzare i muscoli delle gambe negli adulti più anziani e aumentare così il metabolismo, che aiuta a mantenere il peso e la glicemia sotto controllo e a prevenire cadute; 2) esercizi di equilibrio (una donna su tre, un uomo su 6 che raggiungono i 90 anni, subiranno una frattura dell’anca durante la vita) per migliorare l’inevitabile riduzione dell’equilibrio dovuta all’invecchiamento; 3) esercizi di stretching per migliorare la funzionalità articolare e la flessibilità; 4) esercizi di resistenza (jogging, nuoto, bici, attività di giardinaggio, cammino prolungato, ecc) per migliorare la gittata cardiaca e la funzione respiratoria. Ecco, secondo il National Institutes of Health l’applicazione di queste quattro regole permettono di mantenersi in salute più di ogni altro che, al contrario, non pratica alcuna attività.Paolo Raimondi