01/03/2016
Ambiente e sportL’essere umano evolve e acquisisce la sua piena maturazione psico-fisica in rapporto al mondo che lo circonda, cioè all’ambiente in cui vive (testimonianze estreme possono riferirsi al bambino lupo di Hesse (adottato da un lupo), il ragazzo orso lituano (adottato da un orso), la ragazza pecora, il ragazzino lupo dell’Aveyron, i bambini di Filadelfia, ecc). L’ambiente, quindi, forgia la personalità del giovane e proprio per questo motivo l’uomo deve imparare a conoscerlo; deve apprendere come reagire ad esso; come esplorarlo; come procacciarsi tutto ciò di cui ha bisogno; come relazionarsi con gli altri; come fare esperienze e come adattarle alle varie esigenze relazionali. Tutto ciò fin dalla nascita. Lo sviluppo psico-genetico ne è la prova. Al contrario di quanti definiscono ambiente solo ciò che è topografico, climatico, biologico, ecc. tengo ad evidenziare che esiste anche un ambiente psicologico familiare, scolastico, lavorativo, sociale, culturale generale e specifico, ecc. L’essere umano, seguendo gruppi di istinti, tendenze, bisogni, arricchendo gradatamente i suoi comportamenti di contenuti derivanti da più alte sfere psicologiche, realizza da un lato la sua sistemazione esistenziale nell’ambiente fisico e psicologico integrandovisi, mentre, d’altro canto, struttura, sviluppa e arricchisce la sua personalità. In ultima analisi il corpo e l’ambiente è il binomio che oltre a strutturare la personalità umana permette l’interazione con tutto ciò che circonda l’uomo e viceversa. Le caratteristiche di questi due mondi si influenzano, si determinano, si evolvono in un interscambio di valori. A tal riguardo l’esperto Giugni parlando di personalità e ambiente così si esprime:” I mezzi essenziali di cui la personalità dispone per il suo autonomo adattamento sono il movimento e il linguaggio, strettamente legati fra loro per la comune origine e le comuni condizioni”...“Il movimento rappresenta la proiezione del corpo nello spazio con le motivazioni che l’accompagnano: proiezione verso l’alto (aspirazione di superamento, desiderio); proiezione all’indietro (angoscia, timore, conflitto, autodifesa); proiezione verso di sé (interiorizzazione, meditazione, regressione, ripiegamento); proiezione dell’ampiezza (esteriorizzazione, espansione, accettazione, gioia); proiezione della forza ( affermazione di sé, aggressività); proiezione in avanti (donazione, apertura, desiderio di contatto, sentimento dell’alterità)”... Anche sotto la prospettiva dei rapporti uomo ambiente, quindi, il movimento appare: espressione psicofisica; un mezzo esprimente tutto ciò che l’uomo è nella globalità biologica e psicologica; un mezzo che gli rende possibile un adattamento nell’ambiente in cui vive. In sintesi evidenziamo: che l’uomo deve trovare gli adattamenti adeguati a permettergli la sopravvivenza e l’integrazione con l’ambiente in cui vive; che attraverso tali adattamenti struttura la sua personalità, non come oggetto passivo dell’ambiente ma come soggetto attivo ricevitore dell’ambiente e nel contempo donatore allo stesso.Paolo Raimondi