10/09/2026
Il 10 settembre 1995 la Serie A torna allo stadio della Galleana per la seconda giornata del campionato 1995-96. Dopo la scoppola dell’Olimpico (4-1 per la Lazio di Zeman) il Piacenza di Cagni ospita la 𝗝𝘂𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀 campione d’Italia per quella che ha tutta l’aria della festa. I biancorossi arrivano all’appuntamento malconci e incerottati: sono reduci dalla clamorosa eliminazione in Coppa Italia per mano del Forlì (squadra di C2) ai calci di rigore e mancano Brioschi, Conte e Cappellini infortunati oltre a 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗶, squalificato per due giornate per aver mandato a quel paese l’arbitro Borriello contro la Lazio. La rosa è ridotta all’osso, nonostante l’innesto del terzino Lorenzini del Milan, e Cagni è costretto a pescare a piene mani dalla Primavera di Braghin per completare la panchina con cui affrontare Vialli, Ravanelli e compagni. Il mister ostenta fiducia nei giorni precedenti (“𝘔𝘢 𝘤𝘩𝘪 𝘭’𝘩𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘪?” dichiara a Libertà), ma anche lui sta affrontando difficoltà nuove, con una squadra quasi completamente rifatta dopo la conclusione del ciclo dei ”ragazzi del 1993” e ancora da plasmare secondo i suoi dettami. Lippi da parte sua deve fare a meno di Vierchowod e 𝗗𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗼, e ha una squadra distratta dalla sfida di Coppa dei Campioni contro il Borussia Dortmund in programma il mercoledì successivo oltre che dal “𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗹𝗶”, che in settimana ha detto addio alla Nazionale.
L’atmosfera del prepartita è elettrica. Il pullman della Juve viene accolto da un migliaio di tifosi, i biglietti vanno a ruba e la domenica mattina i botteghini aprono alle 10 per la vendita dei pochi tagliandi ancora disponibili. Alla Galleana calano giornalisti e televisioni inglesi, tedeschi e giapponesi per la Vecchia Signora, e quando le due squadre entrano in campo alle 16 agli ordini del signor Cesari di Genova il colpo d’occhio è impressionante. I numeri ufficiali parlano di 𝟮𝟮.𝟱𝟳𝟮 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, per un incasso di 905 milioni di lire: è doppio record, che batte il precedente sempre contro la Juventus nell’aprile del 1994 (21.260) e supera anche la capienza nominale dell’impianto (21.608 posti).
E il Piacenza per tutto il primo tempo è all’altezza della situazione, corto e aggressivo. L’asse Di Francesco-Turrini spadroneggia a destra e l’ex di turno 𝗖𝗼𝗿𝗶𝗻𝗶 prende in mano il centrocampo. Il Genio sembra in gran giornata e al quarto d’ora stampa la traversa su calcio di punizione, mentre Caccia manca il vantaggio a ridosso dell’intervallo a tu per tu con Rampulla, subentrato a Peruzzi infortunato. Gol sbagliato, gol subito: alla prima sbavatura in pieno recupero la Juventus passa con 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗹𝗶, servito in area da Paulo Sousa. Lo svantaggio stronca il Piacenza nella testa prima che nelle gambe, e Cagni ha in panchina solo Moretti per invertire la rotta. Getta nella mischia il romano a inizio ripresa, ma subito dopo arriva anche il 2-0 di 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗶𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶, al primo gol in Serie A. Il Piacenza si squaglia e frana, arrivano anche il tris di Ravanelli e poi Vialli chiude il conto nel finale. Lippi è onesto: “𝘈𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘮𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘷𝘢𝘯𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘢𝘷𝘦𝘳𝘭𝘰 𝘰𝘵𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰”. Cagni nel dopo gara non le manda a dire ai suoi (“𝘊𝘢𝘱𝘪𝘴𝘤𝘰 𝘨𝘭𝘪 𝘦𝘳𝘳𝘰𝘳𝘪, 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦”) e alle porte c’è la terza sfida da brividi, a San Siro contro l’Inter…
𝗣𝗜𝗔𝗖𝗘𝗡𝗭𝗔-𝗝𝗨𝗩𝗘𝗡𝗧𝗨𝗦 𝟬-𝟰
𝗣𝗜𝗔𝗖𝗘𝗡𝗭𝗔: Taibi; Rossini; Polonia, Maccoppi, Lorenzini (57’ Moretti); Di Francesco, Corini, Carbone; Turrini, Caccia, Piovani. A disposizione: 12 Simoni, 19 Colicchio, 20 C.Ballotta, 17 G.Ballotta. All. Cagni.
𝗝𝗨𝗩𝗘𝗡𝗧𝗨𝗦: Peruzzi (41’ Rampulla); Tacchinardi; Ferrara, Porrini, Pessotto; Di Livio, Deschamps (46’ A.Conte), Paulo Sousa (46’ Torricelli), Jugovic; Vialli, Ravanelli. A disposizione: 13 Marocchi, 21 Padovano. All. Lippi.
𝗔𝗥𝗕𝗜𝗧𝗥𝗢: Cesari di Genova.
𝗠𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶: 46’ pt Vialli, 60’ Torricelli, 73’ Ravanelli, 85’ Vialli (J).