06/09/2026
COMUNICATO STAMPA
Kickboxing, doppio bronzo per la Yama Arashi a Budapest
Nella Hungary World Cup WAKO sul podio Matilde Cutaia e Riccardo Bramieri
Trasferta ungherese con medaglie per il Team Yama Arashi, protagonista a Budapest nella Hungary World Cup WAKO di kickboxing, con circa 3000 atleti in rappresentanza di oltre 400 squadre provenenienti da 48 nazioni.
La squadra piacentina ha partecipato all'evento seppur con una delegazione limitata, dato che alcuni atleti sono in preparazione in vista del campionato del mondo e non potevano rischiare eventuali infortuni.
Il bottino internazionale è di due medaglie di bronzo, conquistate da Matilde Cutaia nel Pointfight e da Riccardo Bramieri nella Kick LIght. Due allori di spessore che regalano valore olter al risultato: per Matilde si tratta della conferma del proprio valore a livello internazionale dopo la delusione del campionato italiano, sfiorando per un solo punto l'accesso alla finale nella competizione ungherese.
Il terzo posto è linfa importante anche per Riccardo Bramieri, che necessitava di una soddisfazione e di confermare, soprattutto a livello personale, il proprio valore dopo qualche delusione che lo aveva un po' destabilizato. Nella sua categoria fino a -63 chilogrammi, si è arreso al primo match negli ultimi dieci secondi dopo averlo condotto sempre in vantaggio. Nella categoria superiore (-69 chilogrammi), dopo un lungo confronto con coach Rizzi - è riuscito a ritrovarsi, gareggiando molto bene e arrendendosi in semifinale al campione moldavo, poi vincitore di categoria. Buone prestazioni anche per Nicolò Guarnieri, Alex Favaretto e Federico Nordio, con quest'ultimo capace di sfiorare il podio cedendo nei quarti a un forte atleta bulgaro.
"Considerato - le parole di coach Gianfranco Rizzi - che negli ultimi due mesi i ragazzi hanno sostenuto una preparazione con volumi e carichi importanti, con ben otto sessioni di allenamento a settimana, mi ritengo estremamente soddisfatto delle prestazioni di tutti. Mi congratulo con Matilde e Riccardo, ma anche gli altri hanno combattuto bene. Budapest è stato un test importante per capire meglio la loro condizione attuale, ora che il lavoro inizia a diventare più specifico, le loro performance miglioreranno e sono certo che tutti sapranno prendersi le soddisfazioni che meritano".