24/04/2018
L’importanza di respirare molto profondamente è dovuta al fatto che, secondo la tradizione cinese, al centro della pancia noi abbiamo un punto di raccolta fondamentale del Qi: il Dantian.
Mentre nella cultura indiana esistono sette punti energetici, i Chakra, in quella cinese ne esistono solo tre.
Il primo dantian, è posto al centro della pancia, due dita circa dietro l’ombelico. In giapponese è chiamato “tandem” o “hara” con il significato di centro gravitazionale, energetico e respiratorio. Il carattere “dan” si può tradurre con cinabro. Esso è anche definito solfuro di mercurio, la materia prima della pietra filosofale, che nell’alchimia esterna è il materiale base per la trasformazione dell’oro, in quella interna, l’elisir dell’immortalità. Il termine “tian”, invece, significa campo e introduce l’idea della coltivazione. I “campi del cinabro”, quindi, non sono solo punti di raccolta dell’energia, ma veri e propri campi di trasformazione.
Il Xia dantian o inferiore, come già detto, è all’altezza dell’ombelico, immagazzina Qi, energia sessuale, ed è il centro gravitazionale. Presiede anche alla trasformazione del Jing, l’essenza, l’aspetto ereditario della vitalità organica.
Zhong dantian è il mediano, all’altezza del cuore, in corrispondenza del plesso solare.
Shang dantian è quello superiore, nel centro del capo, all’altezza delle sopracciglia, in corrispondenza di quello che gli indiani chiamano “terzo occhio”.
Capire come funziona il meccanismo dei dantian è semplice, basta usare la metafora della fornace. Nel primo dantian arriva il Qi in forma grezza, esattamente come quando l’argilla deve essere ancora cotta. Nel secondo dantian avviene la cottura, quindi l’argilla è trasformata. Nel terzo dantian il manufatto è rifinito fino a raggiungere il suo aspetto definitivo.