05/06/2020
Caro Papa Francesco,
lo sapevi che a Piacenza c’è un ente religioso che sfratta i poveri per far posto ai ricchi?
Proprio così.
Si può sintetizzare purtroppo in questo brutto concetto la vicenda che ha come protagonista una società sportiva, la LibertaSpes (pronipote diretta della gloriosa Libertas, 75 anni di storia!), che viene cacciata dal proprio campo, il mitico “Calamari” dall’ente religioso proprietario della struttura, l’Opera Pia Alberoni, intenzionata ad affidarla ad un altro gruppo di persone!
La ragione? I nuovi gestori sono più facoltosi di quelli attuali e hanno promesso di effettuare lavori di restyling e messa a norma dell’impianto, che in effetti è ammalorato dagli anni (più di mezzo secolo di vita) anche se tuttora in piena efficienza.
Nulla importa ai proprietari del Calamari (che pure sono un ente religioso, addirittura un’Opera Pia con finalità di aiuto ai meno abbienti) di “buttare fuori” di casa una realtà sportiva che rappresenta centinaia di famiglie del quartiere e della città, che fa giocare a calcio circa 200 ragazzini, che rappresenta storicamente l’oratorio della vicina chiesa del Corpus Domini.
Chi gestisce attualmente l’impianto è un gruppo di amici appassionati: non ci sono “ricchi“ sponsor, solo persone semplici, che amano il calcio nella sua forma più pura, cioè quella giovanile e dilettantistica.
Queste persone nel corso degli anni hanno avuto sempre cura del loro campetto, intervenendo a proprie spese per i problemi più urgenti, hanno messo mano al portafoglio più volte per mandare avanti un punto di riferimento importante per il quartiere, hanno agito nel più nobile spirito del volontariato per portare avanti un’attività sportiva che parte dai più piccoli (con la scuola calcio) e arriva fino agli adulti con lo stesso spirito amatoriale, con la stessa etica, con gli stessi valori.
Tutto questo però viene “spazzato via” e la LibertaSpes tra pochi giorni sarà costretta a trasferirsi su un campo di periferia abbandonando la propria storica “casa”.
Lo trovi giusto?
Speriamo che tu possa in qualche modo fermare questa decisione ed evitare che tanti anni di passione e sacrifici vengano mortificati da una decisione difficilmente comprensibile, tanto più se assunta da un ente che dovrebbe avere a cuore i giovani e le persone meno abbienti.
Un grazie anticipato
un caro saluto
e un grande abbraccio