Un Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti

Un Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti Un bellissimo spreco di tempo.

E’ questa l’essenza dello sport, per chi lo guarda da lontano e ne assapora i momenti, che poi entrano a far parte della propria vita

11/12/2023
Didascalico. Che si dice quando c'è la tendenza a spiegare troppo.    Mentre il teatro è fantasia, immaginazione. Anche ...
25/07/2022

Didascalico. Che si dice quando c'è la tendenza a spiegare troppo.
Mentre il teatro è fantasia, immaginazione. Anche nelle storie di sport, che assicurano una buona resa, ma dove gli autori vengono generalmente dalla cosiddetta "nicchia": ed hanno la tendenza a sottovalutare lo spettatore, a prenderlo un po troppo per mano.
Però lo spettacolo di Andrea Zorzi mi è piaciuto:
"La leggenda del pallavolista volante", che avevo mancato nelle rappresentazioni invernali.
Più che altro, mi è piaciuto lui. Che non sarà attore di accademia, ma quel testo lo recita meglio di quanto non avrebbe fatto Lawrence Olivier. Poi, mi è piaciuta Monteriggioni di notte, al sabato: il vento caldo dell'estate, la luna, le fiaccole, la gente, il travertino nella piazzetta... Ma quello è un'altro discorso. Ero andato là per lo spettacolo, e ci ho trovato esattamente quello che volevo.

Che poi non è tanto diverso dalle emozioni in fila vissute la scorsa settimana, quando in tv hanno rievocato, in tutte le salse, i Mondiali dell'82. In quel senso Lucchetta vale Bruno Conti, Tofoli vale Antognoni e Bernardi sta sullo stesso piano di Tardelli. Velasco è un Bearzot ancora più letterario. Un Bearzot versione sudamericana, e quindi più affascinante... Alla Paolo Conte.
Bas Van de Goor è Stielike. Con la differenza che Stielike se la prende in saccoccia, mentre quel perfido "roscio", e i suoi stramaledetti olandesi, ci negano per ben due volte l'oro olimpico: Barcellona'92 ma soprattutto Atlanta'96, dove la "Squadra del Secolo" era andata a raccogliere l'unica vittoria che gli mancava per raggiungere l'empireo.
E che, purtroppo, non vincerà mai.

Ma non c'è rammarico.
C'è invece l'orgoglio di aver vissuto una stagione irripetibile: Kiraly "il maestro", Tande e i funambolici Brasiliani, i Russi, gli Argentini. I favolosi Jugoslavi, il "lupo" bulgaro Ganev, il "diablo" cubano Joel Despaigne... Gli Immortali. E noi li abbiamo battuti tutti, e quindi eravamo i più grandi.
Infine, la sensazione bella che Zorzi è “uno di noi”. Nel senso pieno dell'”uno di noi”. Lo stesso, identico significato che gli attribuisce Conrad, quando descrive Lord Jim, in uno dei più bei romanzi del novecento.
E' “Uno di noi” perchè ha (come molti Campioni di quegli anni lì) una cosa da niente: l'umanità.
E cosa sia l'umanità di un campione, "La Leggenda del pallavolista volante” lo racconta benissimo... Racconta cosa significava nascere in un paese del trevigiano in quegli anni lì: portare i vestiti smessi del fratello, andare a messa e salutare con rispetto la gente per strada. Avere la mamma infermiera, il babbo camionista, il picnic domenicale nell'850, stretti come sardine, la Panda 30 come prima automobile. Commuoversi, ricordando Vigor Bovolenta e Michele Pasinato.
E nonostante quello (anzi, forse grazie a quello) diventare uno dei più grandi pallavolisti della storia. E quindi un conto in banca da milionario, una bella notorietà, il contratto con Sky, che ti permette di rimanere nel giro, e viaggiare per il mondo.

Poi, quando alla fine sei quasi commosso e gli chiedi un autografo ecco che quel grande, fenomenale atleta ti sorride largo. Ti prende sotto le ali dei suoi due metri abbondanti e ti raccomanda di fare i complimenti a Beatrice Visibelli, che è la vera anima dello spettacolo: poi ti restituisce la penna, ti dà una piccola, impercettibile pacca sulla spalla e ti sussurra: “Grazie per essere venuto a vederci, questa sera.”
E realizzi che se tu fossi diventato un Campione, beh.. Probabilmente saresti stato quella roba lì.

Adesso vestirebbero maglie color giallo fluo, o verde lime, probabilmente.       Anche se non ce ne sarebbe tutto questo...
08/01/2022

Adesso vestirebbero maglie color giallo fluo, o verde lime, probabilmente.
Anche se non ce ne sarebbe tutto questo bisogno, da quando la Var ha tolto ogni tipo di discrezionalità ad arbitri e guardalinee. Che, potendosela rivedere con calma, non hanno più il problema dei calzettoni e del sottomaglia che devono essere in tinta, o delle maglie verdi, che sono da vietare assolutamente sennò ci si confonde con l'erba (e pensa quelli che sono cresciuti con l'Avellino di Di Somma o del Saint Etienne di Rocheteau e Bathenay, che gli ci scappò anche una finale di Coppa Campioni con il Bayern).
Quindi, se la Fiorentina giocasse putacaso a Cesena (a quella partita, infatti, si riferiva la fotografia dell'altro ieri) potrebbe tranquillamente tornare alla classica maglia viola. Maglia viola, pantaloncini bianchi, o neri, calzettoni viola e lo stemma della città sul petto. Quel Viola che erroneamente si fa risalire ad un candeggio sbagliato e che invece fu una precisa scelta del marchese Ridolfi. Che riteneva il bianco e il rosso una combinazione fin troppo banale per una città come Firenze.

Piano con le nostalgie, dirà qualcuno.
Quella Fiorentina lì, dal "mi piace" facile e dai colori belli e sgargianti, è anche la Fiorentina del Micoren e del Cortex: dei raggi Roentgen tre volte per settimana per guarire in fretta dalla pubalgia. E dietro quella maglia così viola c'è un sacco di gente che è morta giovane. Storie tragiche di tumori e leucemie, e di patologie fin troppo circoscritte per non destare qualche sospetto.
Èd è vero, purtroppo.
Anche il calcio, in quel senso, era lo specchio dei tempi. Figlio di un'epoca che avvertiamo vicina, ma anche così lontana da non riconoscerla. Tempi allegri eppure pieni di fumo, di monossido di carbonio e di diossina. Dove nelle stufe si bruciava di tutto, i giocattoli per i bambini contenevano percentuali di amianto e con l'eternit si costruivano anche i depositi per l'acqua da bere.

Ma era, quella, anche la Fiorentina di Antognoni. Il più bravo di sempre.
Talmente bravo che pareva persino ingiusto vederlo sb*****si in una squadra che non lottava mai per lo scudetto. Che vinceva una Coppa Italia ogni dieci anni e una volta evitò la retrocessione per miracolo, all'ultima giornata, grazie a Scanziani, nientedimeno. Che giocava nell'Inter, e con un gol allo scadere condannò alla serie B il Foggia.
Non il Foggia di Zeman, bensì quello di Pirazzini e Colla; e in attacco, la coppia Braglia- Bordon, con la quale non si andava lontano.
Oddio... Non si andava lontano nemmeno con Saltutti e Desolati (celebre la filastrocca dell'epoca "undici-Pellegrini-Desolati-che- giocano-a-Caso"), ma per vedere quella Fiorentina, ogni domenica erano 45/50.000 fissi allo stadio, sia che ci fosse la Juventus o il Catanzaro. Le norme di sicurezza non esistevano, eppure non si faceva male nessuno: la pay-tv nemmeno, ma le partite ci sembravano addirittura più belle.

E poi, il piedino di Casarsa, che fu uno dei primi "falsi nueve" che ci capitò di vedere. Superchi, Brizi e Merlo, unici superstiti della squadra del 69. La sfortuna di Vincenzo Guerini, che era il più olandese dei nostri centrocampisti, e a ventidue anni era già un ex calciatore. E costituì, insieme a Kawasaki-Rocca, della Roma, il rimpianto più acuto degli sportivi dell'epoca.
Bruno Beatrice. Che giocò anche a Siena e a Montevarchi, lasciando dietro di sé la scia luminosa di un gentiluomo prestato al pallone, e di un destino più grande di lui.

Era, questa , la Fiorentina che vestiva la maglia viola.
Viola per davvero.

"Un bellissimo spreco di tempo"
Ed. Absolutely Free-2020

LA NOTTE ROSSA Arci Siena CIRCOLO XXV APRILE SIENAORE 18 Un'Impresa Impossibile Riccardo Lorenzetti Luigi Dallai
01/12/2021

LA NOTTE ROSSA
Arci Siena CIRCOLO XXV APRILE SIENA
ORE 18 Un'Impresa Impossibile
Riccardo Lorenzetti Luigi Dallai

GUAZZINO 17 NOVEMBREUn'Impresa Impossibile
10/11/2021

GUAZZINO 17 NOVEMBRE
Un'Impresa Impossibile

Gigi Proietti fu la dimostrazione plastica di quanto sia stato semplice togliersi il cappello, davanti al talento: e com...
05/11/2021

Gigi Proietti fu la dimostrazione plastica di quanto sia stato semplice togliersi il cappello, davanti al talento: e come, in presenza di esso, non ci sia spazio per invidie, rancori o antipatia.
Il talento si ammira a prescindere, e chi non ne è capace, lo fa a suo rischio e pericolo. Come quello che storse il naso di fronte al Giudizio Universale di Michelangelo: “alcune tonalità di rosso non mi convincono”, disse.
Ma anche quei tipi come Batistuta. O Marco Van Basten: che non erano né pittori, né scultori, ma raccoglievano applausi ovunque, e a prescindere. Oppure la rovesciata di CR7, che fece venir giù le tribune dello Juventus Stadium.
Gigi Proietti è stato fenomenale artista. Uno degli ultimissimi esemplari rimasti: fenomenale e poliedrico, capace di commuovere e di far ridere, a suo agio nel comico e nel drammatico... Qualsiasi ospitata in televisione registrava il picco d’ascolto, nella fiction sfornava numeri da record e anche una semplice barzelletta aveva il potere di tenerti incollato allo schermo. A me piaceva quell’aria leggermente svagata, di chi sa ridere soprattutto di se stesso, tipica del Romano (inteso come abitante di Roma) e del romanesco, (inteso come slang, o dialetto): lo stesso tratto che avevano Sordi, o il presentatore Corrado. E Giulio Andreotti. addirittura.
Sapeva anche cantare, Gigi Proietti. E bene. Geloso del repertorio classico della sua città, dove teneva il passo con certe interpretazioni di Lando Fiorini, Claudio Villa, o Gabriella Ferri… Che sono il meglio del meglio della tradizione romana.

Gli è mancato, forse, il grande film.
Quello che ti consacra anche a livello internazionale, come fu "La ciociara" per la Loren o "La dolce vita" per Mastroianni.
Il film che tutti ricordano, paradossalmente, è “Febbre da Cavallo”: una di quelle cosettine anni’70 dove, con un giovanissimo Montesano, faceva il verso al mondo degli scommettitori.
Niente di memorabile, ma bastò il tormentone del “whisky maschio senza rischio” per farne un piccolo oggetto di culto.
Ricordo invece il semisconosciuto “Tutti al mare”, del 2011, dove insieme a Mastrandrea e a Marco Giallini fornì una prova attoriale che trovai irresistibile: ma il film non fu pubblicizzato né dalla De Filippi né da Mara Venier, ed uscì in contemporanea con il cinepanettone. E alla fine non se lo filò nessuno.
Così, il Proietti migliore ce lo ha riservato il teatro. Che però, in Italia, è una roba di nicchia… Talmente di nicchia che ci sarebbe da vergognarsi, o quasi: come quella volta che, ad un premio televisivo, chiesero il documento a Roberto Herlitzka: mentre un comico di “Made in Sud”, lì accanto, aveva la fila per gli autografi.
Il Cyrano de Bergerac di Gigi Proietti (metà anni’80) è una di quelle opere d’arte che non solo ti rimangono dentro, ma possono addirittura cambiarti la vita: perché diventano imprescindibili, e da lì in poi, ogni spettacolo che vedi, sarai costretto a paragonarlo a quello. Come ogni grande esecuzione di Mozart deve per forza fare i conti con quello che seppe tirar fuori Von Karajan.
Vero che nel Cyrano c’è anche la traduzione di Roberto Lerici (e i costumi di Giulia Mafai), ma il Proietti di quelle due ore e passa è addirittura mostruoso. Una prova senza cedimenti, dal comico al drammatico, che lascia a bocca aperta e fa impallidire persino Gerard Depardieu. Che da un’interpretazione del genere ebbe la Legion d’Onore.
E quando arriva il fatidico momento, un sabato ventisei, “che di un colpo inopinato, il Sir di Bergerac è morto assassinato”, si capisce come tutti noi muoriamo un po' con lui.
Insieme a quel monologo finale che dovrebbe essere l’epitaffio di ogni grande artista, e che (anche per quello) ci strappa sempre una lacrima.
Ti sia lieve la terra.

"Un'impresa Impossibile"
Ed.Slam-Absolutely Free 2020

27/10/2021

⏰ È giunta l’ora del primo grande annuncio…

📖 Ecco i magnifici finalisti di OFFTHEPOST ANTOLOGIA 2021:

Federico Greco - Calcio Romantico
Giacomo Morandin e Florind Xhaferri - 5-5-5
Francesco Andreose, Leonardo Aresi e Diego Mariottini - Contrasti
Tobias Colangelo, Gianni Galleri e Dino Huseljc - EaST Journal
Ezio Azzolini - Esquire Italia
Luca Sisto - Football&Life
Paolo Marcacci - Gioco Pulito
Federico Baranello, Marco Cianfanelli, Francesco Gallo, Riccardo Lorenzetti, Antonio Mattera, Massimo Prati e Danilo Sandalo - Gli Eroi del Calcio .com
Alberto Facchinetti - Il Fatto Quotidiano
Giulio Mola - Il Giorno
Minuto Settantotto
Marco Garghentino - Numero Diez
Valerio Moggia - Pallonate in faccia
Francesca Di Giuseppe - PostCalcium
Alessandro Ruta - Quattrotretre
Eduardo Accorroni, Diego D’Avanzo e Dario Focardi - Rivista Undici
Matteo Cipollone, Cosimo Giordano e Matteo Garibaldi - Sottoporta - Il Calcio Internazionale
Giuseppe Ranieri - Sport Popolare
Simone Renza - Sportellate.it
Alessandro Bassi - Storie di football perduto
Ilaria Ciangola e Luca D'Alessandro - Storie di Premier
Fabio Belli - Storie Fuorigioco
Simone Cola - Uomo nel Pallone
Gianluca Cedolin - Yanez

🏆 Annunceremo i vincitori nella serata finale di giovedì 4 novembre, quando tutti loro avranno il loro momento di gloria nel corso della serata…

22 ottobre VICOPISANO vi aspetto!. rio
18/10/2021

22 ottobre
VICOPISANO vi aspetto!. rio

🗣Torna la rassegna "Le parole contano, il Festival delle cose importanti" da venerdì 22 ottobre, alle 21:15, in un Teatro di via Verdi finalmente a capienza completa, secondo la più recente normativa Covid, ideato e organizzato dall'Assessore alle Politiche Giovanili, Juri Filippi.

👉 Cose da ricordare per tutte le serate:
✅ ingresso gratuito;
📧 obbligatoria la prenotazione scrivendo a [email protected];
🟩obbligatorio il Green Pass.

📝Programma
5️⃣Cinque gli appuntamenti in cartellone dal 22 ottobre al 13 dicembre (indicati nella locandina 👇) tra letteratura, teatro, ambiente, sport, libri, poesia, pedagogia, cinema e tante altre emozioni. Con il gusto della parola, e del buon narrare, al centro, veicolo e scambio, tra i protagonisti delle serate e il pubblico.

1️⃣ Primo appuntamento venerdì 22 ottobre, alle 21:15: "Un Bellissimo Spreco di Tempo", Riccardo Lorenzetti dialoga con Nicola Strumia. Prenotazioni obbligatorie scrivendo a [email protected].

📚🧳"Un piccolo viaggio sensoriale che dura 230 pagine e attraversa una serie di emozioni legate allo sport: non solo al calcio, perché all'interno del libro si parla anche di ciclismo, di automobilismo, di tennis e di sci.", come descrive il suo testo l'autore stesso.
🤗Un libro di nostalgia e dolci ricordi, anche solo a scriverli adesso: Eugenio Bersellini e il paròn Nereo Rocco, le figurine Panini, gli inviati di Novantesimo Minuto e la grande Olanda del '74, la sigla di Eurovisione, la Lotus nera di Mario Andretti Gilles Villeneuve".

⚽️🚴‍♂️⛷🎾🏎"Un bellissimo spreco di tempo. È questa l'essenza dello sport, per chi lo guarda da lontano e ne assapora i momenti, che poi entrano a far parte della vita. Una serie infinita di fatti e di personaggi, di vittorie e di sconfitte, di gioie indicibili e di penose sofferenze. Di ricordi che poi ti accompagneranno per sempre, insieme alle persone con le quali hai condiviso una emozione.
E gli abbracci, la disperazione, il pianto, la risata, la commozione e tutto quello che un campione, o un'impresa, può rappresentare. Per poi capire come la vittoria più mirabolante, o la sconfitta più rovinosa, è proprio roba da un minuto o poco più. E che l'emozione, per quanto intensa svanisce in fretta: destinata ad essere ben presto immagazzinata nel cosddetto tempo sprecato della nostra esistenza.

✨Poi c'è il ricordo, che quella emozione si porta dietro. E quello è bellissimo. E non svanisce mai.✨"

Rieccoci. VICOPISANO VENERDI 22 OTTOBRE TEATRO DI VIA VERDIUn Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti Per fortu...
12/10/2021

Rieccoci. VICOPISANO VENERDI 22 OTTOBRE
TEATRO DI VIA VERDI
Un Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti
Per fortuna che c'e' il Riccardo - Lorenzetti sui Social

Indirizzo

Petroio
53020

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Un Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Un Bellissimo Spreco di Tempo - Riccardo Lorenzetti:

Condividi

Digitare