02/03/2026
Un uomo scende a 412 metri con un contaminuti da cucina e una pentola della moglie.
Non è una barzelletta. È quello che accade il 12 marzo 1948 nelle acque del lago di Como, al largo di Argegno.
Pietro Vassena era un artigiano di Malgrate, provincia di Lecco. Tra il 1945 e il 1947, nella sua officina, costruì da solo il batiscafo C3. Senza un ente statale. Senza fondi pubblici. Senza una marina alle spalle.
Il sistema di allarme? Una cornetta telefonica sistemata dentro una pentola prestata dalla moglie. Il timer di controllo? Un contaminuti da cucina. Per risparmiare carburante durante il trasporto, trainò il mezzo con un comballo — una barca a vela tradizionale del lago.
E qui arriva il bello.
Quella discesa a 412 metri non era un'impresa regionale. Era il record mondiale assoluto di profondità con equipaggio a bordo. Il lago di Como, con quella fossa lacustre da 412 metri, è il più profondo d'Italia — ma quasi nessuno lo sa ancora oggi.
A bordo con Vassena c'era Nino Turati, ex sommergibilista della Regia Marina sul sommergibile Enrico Toti. Il collaudo ufficiale del 29 febbraio 1948 aveva toccato i 68 metri. Dodici giorni dopo, 412.
La notizia fece il giro del mondo. Auguste Piccard — il fisico svizzero che sarebbe diventato il riferimento mondiale per le immersioni in profondità — volle conoscere Vassena di persona. Il C3 fu esposto al Palazzo Reale di Milano, visitato dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi. La US Navy lo registrò ufficialmente come il primo mezzo sottomarino di pace per ricerche scientifiche.
Spoiler: finisce malissimo.
La Marina Militare italiana prese in prestito il C3 per una campagna di ricerche scientifiche sui fondali, coordinata dal professor Pietro Parenzan. Il 8 ottobre 1948, un portello lasciato aperto fece imbarcò acqua al mezzo, che precipitò a circa 100 metri. Recuperato con fatica.
Il 16 novembre 1948, durante un tentativo di discesa senza equipaggio al largo di Capri, un errore di manovra del personale della Marina spezzò il cavo di traino del pontone Tenace. Il C3 finì sul fondo del mare di Capri.
Definitivamente.
Ogni tentativo di recupero fallì. Il fondale era pieno di residuati bellici scaricati dagli americani durante la guerra: il sonar non riusciva a distinguere il C3 dai rottami. Vassena non fu mai risarcito per la perdita.
Un artigiano del lago costruisce il mezzo più avanzato al mondo con una pentola e un contaminuti. Lo Stato lo prende in prestito e lo perde sul fondo del mare. Fine della storia.
In breve:
Pietro Vassena, artigiano di Malgrate (Lecco), costruì il batiscafo C3 tra il 1945 e il 1947 usando materiali di fortuna, tra cui una pentola della moglie come sistema di allarme.
Il 12 marzo 1948 scese a 412 metri nel lago di Como: record mondiale di profondità con equipaggio, riconosciuto dalla US Navy e da Auguste Piccard.
La Marina Militare italiana prese il C3 in prestito e lo p***e definitivamente sul fondo del mare di Capri nel novembre 1948. Vassena non ricevette mai alcun risarcimento.