06/06/2026
EVENTI TRAUMATICI E INFIAMMAZIONI
E’ risaputo che per ridurre il livello dello stress nel corso della nostra giornata e in alcuni periodi molto più lunghi e particolari della nostra vita è necessario controllare la nostra dieta, la qualità del sonno, fare regolare attività fisica, imparare tecniche di meditazione e rilassamento, coltivare hobby e prenderci cura di noi magari socializzando di più o ascoltando della musica rilassante o leggendo un buon libro, avere un buon ritmo circadiano (regolazione sonno – veglia).
Potrebbe essere di grande aiuto trascorrere più tempo all’aperto, fare passeggiate in un parco o in una zona verde, ma anche rendere il nostro ambiente casalingo e lavorativo più confortevole magari migliorando gli spazi disordinati e facendo uso di aromi rilassanti.
Ma i dati e le ricerche scientifiche riportano dati tutt’altro che rassicuranti e sembra che non sia così facile avere uno stile di vita più curato.
Purtroppo lo stress emotivo ha un’influenza diretta sui processi infiammatori che sono causa di allergie respiratorie, artrite reumatoide, fibromialgia, obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2, cancro, malattie autoimmuni e malattie cardiovascolari. Stati depressivi e insonnia amplificano e aggravano gli effetti dello stress.
In una pubblicazione del 2019 sono state evidenziate “categorie di persone e lavoratori” che presentano particolari circostanze stressanti e che possono portare ad avere alti livelli infiammatori: persone sole, badanti, lavoratori della pubblica amministrazione con un basso reddito e poco controllo sul loro ambiente di lavoro, persone disoccupate, precari o occupate ma con basso reddito e scarsa qualifica, ma anche coloro che godono di uno status sociale molto più elevato che però subiscono lo stress legato al rischio finanziario.
Lo stress purtroppo non riguarda solo gli adulti ma coinvolge anche i soggetti più giovani.
Uno studio del 2017 “The hidden Wounds of childhood trauma?” ci spiega che l’infanzia è una tappa talmente cruciale nello sviluppo umano, che gli eventi traumatici avvenuti in questa fase della vita possono avere ripercussioni in età più adulta sulla salute fisica e mentale. Uno studio molto ampio del 2015 condotto su 1037 soggetti nati tra il 1972 e il 1973 ha evidenziato come esperienze negative di maltrattamenti avvenuti durante la prima decade della vita dei partecipanti in età adulta (32 anni) abbiano evidenziato un graduale aumento nei livelli di infiammazione 20 anni dopo l’evento o gli eventi traumatici.
Ma successivamente sono stati effettuati altri studi che hanno evidenziato che l’alterazione delle infiammazioni non si limitava solo al maltrattamento degli adulti sui bambini ma si estendeva anche ad altre gravi forme di stress come i casi di bullismo da parte dei coetanei.
Sono dati da tenere in considerazione se si vuole tutelare la salute nostra e di chi formerà la società del futuro.