21/08/2026
C'è una differenza fondamentale tra meditare con la mente e l’esperienza profonda della Meditazione in cui la mente e l’intelletto scompaiono.
Quando cerchiamo di controllare, dirigere, correggere ogni pensiero durante la pratica, non stiamo meditando: stiamo utilizzando la mente e l’intelletto che sono sostenuti dalle memorie, dai pensieri, dalle emozioni e dall’ego.
L'ego infatti, si nutre proprio di questo: del bisogno di controllo, della sensazione di essere “colui che pratica", "colui che raggiunge", "colui che migliora".
Nello stato della Meditazione tutto questo scompare, la separazione creata dall’ Ego e
dall’Intelletto si dissolve e sorge una esperienza di pace interiore.
Guruji ci ricorda che finché è l'ego a guidare la pratica, resteremo sempre dentro i confini
della mente stessa, incapaci di vederne la vera natura. La quiete interiore non si ottiene
dominando i pensieri, ma smettendo di identificarci con essi.
Quando pratichiamo l'osservazione, senza giudizio e senza sforzo, l'ego perde terreno, e in quello spazio silenzioso, comincia a rivelarsi ciò che siamo veramente, oltre la nostra mente.
Accogliere questo insegnamento significa lasciare andare la presa dell'ego e aprirsi alla
consapevolezza che già ci appartiene.🙏