10/03/2016
Due cose vanno denunciate con vigore: 1. I maestri cosiddetti "maestri", i non meglio identificati "sifu", con i quali sempre più spesso bisogna confrontarsi. Finché le arti marziali non avranno una propria regolamentazione sul punto, chi avrà fatto uno stage di sanda si professerà "maestro di sanda" o aggiungerà il sanda nella locandina degli stili della propria scuola. Diffidare sempre di questi personaggi perché in Italia il mondo marziale ne è pieno! Vuoi perché la mancanza di regolamento glielo permette, vuoi perché è gente che lo fa di lavoro, e magari aggiungere 2-3 discipline in più a caso porta più allievi. Chi si avvicina a qualsiasi stile dovrebbe prima di tutto informarsi sulla "provenienza" del proprio "maestro". Controllare scrupolosamente i diplomi acquisiti (i protocolli dei diplomi), le federazioni e gli enti di promozione sportiva cui la scuola é affiliata perché possano riferire, gli stages svolti, la padronanza vera di un determinato stile, le conoscenze teoriche, gli obbligatori corsi di aggiornamento... Ecc... 2. Basta di organizzare corsi di arti marziali o stages nelle scuole degli studenti: in campi da basket, saloni freddi e bui, campi da calcetto indor o da pallavolo. Le arti marziali sono arti marziali!!!! Il Kwoon esige rispetto ed é l'unico luogo in cui si può veramente e decentemente praticare!!! Per questo porró il piú deciso veto e sconsiglierò la partecipazione dei praticanti della scuola a gare, stages, o corsi che non siano svolti in una decente area di allenamento che consenta di poter fare le tutte le tecniche nel rispetto della disciplina praticata più autentica.