Nel 1968, trasferitosi da Milano, ricominciava a Pavia la sua attività di insegnante di Judo il Maestro Luigi Fiocchi
(allora cintura nera IV° Dan, oggi VI° Dan). Nel suo curriculum figura tra gli altri meriti il fatto di essere stato uno dei primi grandi campioni del Judo Italiano, un atleta a cui la tecnica era stata insegnata direttamente dai primi grandi Maestri giapponesi da poco arrivati in
Italia. In quest'ambito è tuttora ricordato, ancora a distanza di anni dal suo ritiro dall'attività agonistica, come "Fiocchi il fenomeno". Nel 1972 dava vita al "Judo Club Pavia", Associazione sportiva senza fini di lucro, prima scuola pavese di Judo ad essere affiliata alla relativa Federazione sportiva nazionale nell'ambito del CONI (oggi FIJLKAM). Da allora ha continuato a trasmettere la sua conoscenza tecnica ad un numero ragguardevole di allievi di ogni età, sino al suo trasferimento in altra regione, avvenuto qualche anno fa. Il Judo Club Pavia ha comunque continuato la propria attività sotto la guida di suoi allievi, che si prefiggono di tramandare la sua concezione del Judo e dello spirito judoistico, che coincide poi con quella dei grandi maestri giapponesi. L'idea del Judo che Luigi Fiocchi ha cercato di trasmettere ai suoi allievi è quella di uno sport non basato sulla forza fisica (qualità che peraltro non gli mancava), bensì piuttosto sull'intelligenza, sulla conoscenza approfondita dell'uso delle tecniche da impiegare nel combattimento, sul perchè una tecnica funzioni se effettuata in un determinato modo piuttosto che in un altro, sulla capacità di portare l'avversario in una posizione di squilibrio corporeo che ne permetta l'attacco. Per tutto questo, quelli che hanno appreso il Judo da lui lo ringraziano e lo considereranno sempre il loro unico, grande Maestro, quello di cui vantarsi di essere stati allievi..