13/06/2021
2010
Giampaolo Ricci, 19 anni, è in lunetta per ti**re i liberi. La maglia è della Stella Azzurra Roma, il campionato è la C2. "Per me era già un grande passo, calcolando che quando a 16 anni partii per andare a Roma, qualcuno a Chieti mi disse 'Ma dove vai?? Non diventerai mai un giocatore'... All'inizio pensavo che avessero ragione, avevo anche smesso di giocare a basket per andare a giocare a calcio perchè mio fratello era molto più forte di me... Ma la C2 per me, in quel momento, era già un bel traguardo".
2014
Gioca in DNA Silver, l'allora terzo campionato (l'attuale Serie B.), e chiude la stagione a 10.7 punti e 6 rimbalzi di media vincendo il premio di "giocatore più migliorato della stagione". Nessuno pensa che possa giocare in una categoria superiore. Nessuno tranne lui.
2016
Conclude il campionato a Verona, in A2. Un livello al quale in pochi avrebbero creduto potesse giocare. Non gioca molto. "Ricci, a 25 anni, ormai può fare al massimo il gregario in A2" è l'etichetta che si porta addosso.
2017
A 26 anni, il treno della Serie A sembra non poter passare mai. D'estate lavora duramente e si presenta tirato a lucido per la stagione a Tortona, sempre in A2. Gioca benissimo. Finita la stagione "perde tempo" (gli dirà qualcuno) a giocare con l'Università di Bologna: è campione d'Europa delle Università, traguardo mai raggiunto da nessuna università italiana. Su di lui piomba la Vanoli Cremona. É la Serie A. Non ci crede nemmeno lui. É un sogno che si avvera.
2018
La sua prima stagione in Serie A non è esaltante, 4.5 punti di media in 12 minuti. Sfoga le sue delusioni nello studio cercando di dare più esami possibili. Sì perchè Ricci, mentre fa il giocatore professionista di basket, è un laureando in Matematica.
2019
Sempre a Cremona, raddoppia praticamente tutte le sue voci statistiche, vince la Coppa Italia da protagonista, segna i suoi primi punti in Nazionale a 28 anni, e a giugno arriva la chiamata dalla Virtus.
"Nella mia vita mi sono guadagnato con la fatica tutto quello che ho ottenuto".
Quella di Ricci è la storia di un giocatore che ha fatto tantissima gavetta. Che per arrivare in Nazionale ha giocato in cinque diverse categorie. Che un'estate ha giocato con gli amici dell'Università, e l'estate dopo si è allenato con Belinelli e Gallinari. Che ieri sera, a 30 anni, dopo averne trascorsi 12 a sentirsi dire che non avrebbe mai potuto giocare in B, e poi in A2, e poi in Serie A, e poi in Nazionale, è diventato campione d'Italia.
Ha vinto la costanza, ha vinto la voglia di non arrendersi, ha vinto un ragazzo che nonostante si alleni 7 giorni su 7 è uscito dallo Scientifico con 100 e lode, e dopo una trasferta a Milano, a Varese o in Russia, trascorre la notte a studiare gli integrali e l'algebra perchè deve finire la laurea magistrale in Matematica.
Ha vinto Pippo Ricci.