Ultrastifosi

Ultrastifosi ULTRASTIFOSI è un audio Podcast e Podcast in MovieTelling che racconta storie e anedoti di partite e atleti "leggendari"

“Regoliamoci”Progetto Didattico, Educativo, Sportivo• Comune di Manzano• Istituto Comprensivo Scuola Secondaria di Manza...
03/05/2025

“Regoliamoci”
Progetto Didattico, Educativo, Sportivo

• Comune di Manzano
• Istituto Comprensivo Scuola Secondaria di Manzano
• Manzanese Calcio
• Sulleregole Football Team

E' stato il primo calciatore di colore a giocare per la nazionale tedesca. Fare gol gli piaceva quanto bere e di gol ne ...
15/10/2024

E' stato il primo calciatore di colore a giocare per la nazionale tedesca. Fare gol gli piaceva quanto bere e di gol ne faceva tanti. Peccato che il suo rivale all'epoca per la maglia numero 9 della Germania Ovest fosse uno dei più grandi centravanti della storia del calcio. La sua bellissima e controversa storia è qui.

E abbiamo superato anche 2️⃣3️⃣0️⃣0️⃣ 💥 persone che seguno la pagina FB di  !Stiamo viaggiando ad una media di oltre 75 ...
26/05/2019

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E siamo arrivati anche alle 2️⃣1️⃣0️⃣0️⃣ 💥 persone che seguno la pagina FB di  !Una crescita che sembra inarrestabile e ...
05/05/2019

E siamo arrivati anche alle 2️⃣1️⃣0️⃣0️⃣ 💥 persone che seguno la pagina FB di !
Una crescita che sembra inarrestabile e che ci rende orgogliosi.
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2.000 ... 2.000 ... 2.000 ... DUEMILA !!!!!E siamo arrivati anche al "secondo millennio" :-)  2.000 persone che seguono ...
26/04/2019

2.000 ... 2.000 ... 2.000 ... DUEMILA !!!!!
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Sono passati 27 anni esatti da quel giorno meraviglioso. Il racconto della partita decisiva della stagione tratto da "LE...
26/04/2019

Sono passati 27 anni esatti da quel giorno meraviglioso. Il racconto della partita decisiva della stagione tratto da "LEEDS CAMPIONE - Il racconto di una stagione di gloria" edizioni URBONE PUBLISHING

SONO PASSATI 27 ANNI ESATTI da QUEL GIORNO ...
Tratto da "LEEDS CAMPIONE - Il racconto di una stagione di gloria"
25 aprile 1992
Stamattina solita ora abbondante a provare e riprovare i calci piazzati.
Offensivi e difensivi.
David Batty come sempre è esentato.
Il nostro fantastico motorino di centrocampo è iperattivo e proprio non ce la fa a rimanere fermo tanto tempo a provare e riprovare questo tipo di soluzioni.
In fondo a lui toccano solo le rimesse laterali ora che non c’è Mel.
Tutto il resto lo coinvolge assai poco.
Ogni tanto lo guardo mentre si diverte a scaricare pallonate verso la porta.
E’ incredibile con quanta potenza e quanta precisione sappia calciare e ancora più incredibile che il suo “ritorno” in termini realizzativi sia di sole 3 reti in oltre 200 partite !
L’allenamento finisce senza sussulti.
Al pomeriggio partiremo per Sheffield.
Tutti in hotel per la cena e poi tutti a nanna.
L’atmosfera è positiva e rilassata.
Si ride e si scherza. Tutti segnali positivi.
Così almeno sembra.
Mentre andiamo in pullman verso Sheffield molti di noi hanno l’orecchio sulle radioline.
Nessuno si è dimenticato che lo Sheffield Wednesday, con una vittoria oggi sul Crystal Palace supererebbe il Manchester United e addirittura ci affiancherebbe in vetta alla classifica !
Con una partita in più è vero, ma con la possibilità matematica di mettere nel sacco sia noi che il Manchester United in quella che sarebbe una delle più grandi beffe della storia della First Division visto e considerato che lo Sheffield Wednesday non è stata una sola volta in testa alla classifica in tutto il campionato !
Le premesse non sono per niente buone.
A venti minuti dalla fine lo Sheffield Wednesday sta vincendo 1 a 0 al Selhurst Park.
Splendido. Pare che dovremo fare i conti anche con loro.
Poi per fortuna ci pensa Mark Bright, il forte centravanti delle “Eagles” a rimettere tutto a posto.
Lo Sheffield Wednesday fa il punto che gli garantisce il terzo posto e stacca il biglietto per la Coppa UEFA della prossima stagione in barba a team come Arsenal o Liverpool.
Ma il campionato ce lo giochiamo noi e il Manchester United come in fondo è giusto che sia.

Adesso finalmente tocca a noi.
Ci attende lo Sheffield United.
Vincere oggi vorrebbe dire mettersi in tasca mezzo titolo.
Probabilmente anche qualcosa in più.
Domenica prossima in casa con il Norwich, all’Elland Road, davanti al nostro popolo, ad un passo dal trionfo, con il trofeo a bordo campo pronto per essere sollevato non possiamo non vincere.
Oggi invece sarà durissima.
Lo sappiamo tutti, Wilko per primo.
Dave Bassett, manager delle “Blades”, è un grande amico del Boss.
C’è sempre stata una sana rivalità tra i due.
La loro filosofia di gioco, i metodi di allenamento e l’approccio con i calciatori sono molto simili.
Wilko sa benissimo che oggi non c’è da aspettarsi nessun regalo.
Anzi.
Sarà una battaglia.
“Osserva e ascolta i ragazzi” mi ripete spesso il Boss.
Anche e soprattutto negli spogliatoi.
Quando l’adrenalina pre-partita cresce è davvero interessante vedere i diversi comportamenti dei ragazzi.
Ci sono quelli iperattivi come Mel, Fairclough, Rodney e soprattutto Batts.
Fanno esercizi di stretching, poi si siedono, poi camminano un po’, buttano un occhio al programma del match e arrivano anche a togliersi e rimettersi gli scarpini anche due o tre volte.
C’è Gordon, il nostro capitano, che ha una parola per tutti, che stimola, spinge e “carica” i compagni uno per uno.
Ma la maggior parte di loro, Big John, Huggy, Tony, Hodgy, Macca, Chappy sono concentrati ma tranquilli, quasi serafici.
Danno quasi l’idea di voler assaporare questi momenti, di volerli vivere fino in fondo, ogni singolo secondo.
Speedo, nonostante la giovane età, fa parte di questo secondo gruppo.
Ha una maturità incredibile ed è di una professionalità assoluta.
Si dice che trequarti delle ragazze di Leeds farebbero carte false per portarselo a letto (e credo di sbagliarmi per difetto).
Di sicuro non è un monaco ma è molto chiaro per chiunque lo conosca che il calcio per lui viene prima di tutto.
Un altro che mi impressiona davvero è il giovane Newsome.
Sembra un guerriero.
Non sta nella pelle.
Non vede l’ora che la battaglia inizi.
Tecnicamente non sarà un fenomeno ma in quanto a carattere questo ragazzo non è secondo a nessuno.
Eric è una sfinge.
Anche oggi partirà dalla panchina.
Siamo in molti a pensare che meriterebbe più spazio di quello avuto finora, soprattutto nelle ultime partite.
Ne abbiamo anche parlato con il Boss.
“Eric ha ancora bisogno di tempo per abituarsi ai ritmi del calcio inglese”.
“Il nostro calcio è ancora troppo frenetico per lui, almeno per un’ora di partita”.
“Ma quando i ritmi nel finale calano un po’ e il pressing avversario diventa un po’ meno asfissiante Eric diventa per noi fondamentale”.
Il ragionamento non fa una grinza.
Resta il fatto che la sua qualità è davvero di primissimo livello.
Se ne sta seduto, tranquillo.
Il suo inglese è ancora limitatissimo ma il suo carisma è incredibile.
Difficile credere che abbia solo 25 anni.
Ha conquistato tutti, tifosi, staff e compagni di squadra.
Manca meno di un quarto d’ora all’inizio.
Il breve “sermone” pre-partita del Boss ha colto nel segno.
Nessun pressione, solo il ringraziamento per l’impegno profuso, per tutto quello che i ragazzi hanno saputo fare in questi otto lunghi mesi e che ci ha permesso di arrivare fin qua a contenderci il titolo con solo centottanta minuti da giocare.
Non è il momento di discorsi motivazionali alla Winston Churchill.
La pressione e la tensione che ognuno dei ragazzi sente è più che sufficiente.
Li guardo negli occhi, uno per uno.
Vedo che hanno apprezzato.
Qualche ultimo esercizio di stretching, qualcuno si bagna la testa (fa caldo oggi nello Yorkshire), qualcuno ricontrolla gli scarpini.
Poi qualche urlo di rito, soprattutto da Mel che, seppure in borghese, è già più sudato di tutti gli altri.
Siamo pronti.
Si va in campo.

Domenica 26 aprile – Bramall Lane – Sheffield
SHEFFIELD UNITED – LEEDS UNITED
Si è capito subito che non sarebbe stata una partita come tutte le altre.
E’ stato un match f***e e imprevedibile, brutto e spettacolare, nervoso ed emozionante.
In sostanza: è accaduto di tutto.
Un centravanti che fa gol nella propria porta, un attaccante che segna senza sapere bene come, un terzino che diventa goleador e un difensore centrale che segna con la classe di un grande attaccante.
Anche lui però nella propria porta !
Caldo quasi estivo, vento forte, campo secco e con un fondo irregolare non sono esattamente gli ingredienti migliori per assistere ad uno spettacolo calcistico di alto livello.
Quando poi la famosa “posta in palio” è di questa portata diventa ancora più difficile.
Si è capito altrettanto rapidamente che lo Sheffield United non aveva alcuna intenzione di regalarci nulla … anzi.
Con il Bramall Lane stipato e l’incessante incitamento dei propri tifosi le “blades” hanno iniziato fin dai primissimi minuti il bombardamento aereo che Wilko aveva facilmente previsto.
D’altronde quando in attacco hai due giganti come Alan Cork e Brian Deane diventa quasi una scelta obbligata.
I nostri tentativi di giocare palla a terra, di aggirare i nostri avversari sfruttando le corsie esterne e di far valere il nostro superiore tasso tecnico si sono praticamente sempre infranti contro il muro difensivo, l’aggressività e la corsa di uno Sheffield United che ci ha messo davvero tutto l’orgoglio possibile in questo derby.
Quando Alan Cork, in seguito ad una mischia in area di rigore ha trovato il gol del vantaggio per le Blades con una “ciabattata sporca” di sinistro abbiamo capito immediatamente tutti che sarebbe stata un giornata molto ma molto complicata.
A questo punto, visti gli infruttuosi tentativi precedenti di imporre il nostro gioco, ci è rimasta una sola scelta: giocare come lo Sheffield, utilizzando le loro stesse armi e lo stesso approccio tattico sperando poi che la nostra superiore qualità potesse fare la differenza.
Con il primo tempo ormai agli sgoccioli sull’ennesimo pallone indirizzato verso la testa di Chapman riusciamo a guadagnare un calcio di punizione sulla trequarti avversaria.
Gordon batte la punizione immediatamente, prima che la difesa dello Sheffield United possa schierarsi.
Il “taglio” di Rod è perfetto e permette al nostro velocissimo attaccante di presentarsi da solo davanti a Rees, il numero 1 avversario.
Il suo tiro però è tutt’altro che irresistibile e Rees riesce a deviare il pallone che carambola verso il centro dell’area.
Ci si avventano quasi simultaneamente Beesley, difensore delle “Blades” e il nostro Speedo.
Il numero 6 dello Sheffield è però in vantaggio e riesce ad arrivare sul pallone un attimo prima del nostro centrocampista che però ci mette coraggiosamente il piede.
La palla schizza come impazzita verso destra e finisce per incocciare nel ginocchio dell’ignaro Rod Wallace.
Il pallone disegna una parabola verso la porta e nonostante il tentativo di “parata” di un difensore dello Sheffield United si infila in fondo alla rete !
Rocambolesco. F***e. Comico. Vergognosamente fortunato.
Ma non ce ne frega assolutamente nulla !
E’ l’1 a 1 con cui andiamo negli spogliatoi.
Wilko lascia che i ragazzi riprendano fiato.
Poi pensa solo a trasmettere loro tranquillità.
“Ragazzi, ci basta un gol. Un solo gol. Potrebbe arrivare anche all’ultimo minuto. Poco importa “quando”.
Dobbiamo solo fare ancora più attenzione. Attenzione sui calci piazzati e attenzione sulle “seconde palle”.
E soprattutto non abbiate timore a prendervi responsabilità in fase di attacco, ad inventare, a rischiare giocate complicate o difficili.
Ragazzi … siamo ad un solo gol dal titolo. Un gol e, ne sono certo, saremo campioni d’Inghilterra”.
Quelli che scendono in campo in avvio di ripresa sono 11 leoni.
Aggrediamo lo Sheffield United come non eravamo ancora riusciti a fare finora.
Non diamo loro tregua, non li lasciamo giocare.
E’ un arrembaggio.
Lo Sheffield quasi non riesce ad uscire dalla sua trequarti difensiva.
Batty dalla destra incrocia un pallone con il contagiri sul vertice sinistro dell’area dello Sheffield United.
I difensori dello Sheffield chiudono su Chapman e su Mc Allister ma il pallone non è per loro: è per Speedo che arriva di gran carriera sul secondo palo.
Gary aspetta il primo rimbalzo del pallone, si coordina e poi si lancia in una acrobatica semirovesciata perfetta nella sua eleganza ed efficacia.
Il pallone è colpito con violenza e precisione, di pieno collo-piede dall’eccellente sinistro del giovane gallese.
Rees riesce a sfiorare il pallone di quel tanto che basta per mandarlo a sb****re sul palo alla sua destra.
La palla torna in campo finendo sui piedi di Macca.
La porta è vuota ma Macca non riesce a trovare la coordinazione e spara il pallone in curva.
E adesso ?
Era forse questa la nostra grande occasione ?
Quella che magari saremo costretti a rimpiangere ?
Come reagiremo ?
Non ho neanche il tempo di formulare fino in fondo il pensiero che per un fallo su Batts ci viene concesso un calcio di punizione dalla sinistra.
Gary Macca si appresta a batterla.
I nostri occhi (e quelli dei difensori delle “Blades”) sono tutti per Speedo e Chappy, le nostre due armi migliori in queste situazioni.
Hanno praticamente addosso due uomini ciascuno.
Parte la parabola di Macca.
E’ “a giro” ed è ampia.
Forse anche il vento contribuisce a tenerla sospesa per qualche metro in più.
Fatto sta che il pallone supera l’accrocchio di giocatori a centro area.
Supera Chappy e supera Speedo.
Ma quello che più conta è che supera anche il portiere dello Sheffield United che aveva tentato l’uscita.
Sul secondo palo, solo soletto e dimenticato da tutti, arriva il giovane Newsome che si deve quasi chinare per poter colpire il pallone di testa.
La porta è completamente vuota.
Il nostro giovane John non sbaglia.
E’ il 2 a 1.
Sarà questo il gol che ci darà la vittoria e forse il titolo ?
Manca meno di mezz’ora ma sappiamo che durerà un’eternità.
Passano una manciata di minuti.
Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla esce dall’area di rigore ma prontamente dalla sinistra e quasi dalla linea di fondo arriva un cross teso, sul primo palo.
Proprio lì è appostato il nostro bomber, Lee Chapman.
Il suo senso del gol ha pochi eguali.
Chappy ci mette la gamba.
Il pallone incoccia il suo stinco destro e finisce in fondo al sacco.
E’ fatta ?
No.
Perché c’è un problema e non da poco.
Il cross è di Pemberton, terzino destro dello Sheffield United e la porta in cui Chappy devia il pallone è la nostra.
2 a 2. Tutto da rifare.
Solo che adesso di tempo non ne è rimasto molto.
Venti minuti o poco più.
Lo Sheffield, inesistente o quasi fino a quel momento, riprende coraggio.
Quel coraggio che invece sta cominciando a mancare a noi.
C’è bisogno di qualcosa.
Di un’invenzione, di un colpo di genio, di un gesto memorabile … o di un colpo di fortuna.
Guardo Eric seduto in panchina a pochi metri dal Boss.
Ha gli occhi spiritati.
“Se entra in campo questo se li mangia vivi” penso.
Il Boss per fortuna la pensa come me e come le migliaia di tifosi del Leeds che da tempo stanno invocando il suo nome dagli spalti.
Eric entra al posto di un esausto Macca.
Manca meno di un quarto d’ora alla fine.
Difficile spiegare a parole le sensazioni di quei momenti.
Resta il fatto che l’ingresso di Cantona ridà fiducia e convinzione a tutti.
Compagni di squadra in primis.
Con lui in campo la percezione è sempre la stessa, fin dal primo giorno in cui è arrivato da noi a febbraio: qualcosa può succedere da un momento all’altro.
E quasi sempre succede.
Intanto però lo Sheffield United ha ripreso vigore dopo il gol del pareggio e continua a spingere con veemenza.
Evidentemente non basta loro averci inflitto una ferita molto probabilmente letale: vogliono il nostro scalpo.
Eric è entrato da meno di un minuto.
Lo Sheffield United mette l’ennesimo pallone in mezzo alla nostra area.
Whyte e Fairclough, che sicuramente stasera soffriranno di emicrania viste le decine e decine di zuccate a respingere palloni, non si fanno sorprendere.
E’ Tony Dorigo il più lesto sulla famosa “seconda palla”.
Il suo rinvio ha solo l’obiettivo di allentare la pressione e di dare la possibilità alla nostra difesa di respirare.
E’ un pallone alto e lento che cade qualche metro prima della linea di metacampo.
Chapman però vince il duello aereo con Beesley e il suo tocco libera proprio Eric che, sempre di testa, prolunga per lo scatto di Rod.
Il nostro piccolo numero 8 è un fulmine però Gayle, il difensore e capitano dello Sheffield United, pare abbondantemente in vantaggio e in controllo della situazione.
Il suo primo tentativo di rinvio è però maldestro.
Riesce solo ad alzare la palla in un goffo “campanile”.
Rod e Eric si avventano sul pallone vagante ma il numero 5 della “Blades” è ancora in vantaggio.
Arriva ancora lui per primo sul pallone e il suo colpo di testa sembra il classico appoggio all’indietro al proprio portiere. Sembra.
Si perché Rees è uscito dai pali convinto di arrivare sul pallone prima di tutti gli altri, di Eric, di Rod e del suo capitano.
Il calcolo è sbagliato.
La testa di Gayle arriva un attimo prima delle mani protese del proprio portiere che si vede così scavalcare dal più dolce (per noi !) dei pallonetti.
La palla rotola verso la porta.
Finisce la sua corsa in fondo alla rete.
E’ il 3 a 2.
Siamo tutti impazziti.
Noi in panchina, i giocatori, i tifosi.
La dea bendata che tanto ci ha perseguitato in questi mesi ha evidentemente deciso, in un giorno solo, di riequilibrare il conto.
C’è però ancora da soffrire.
Ormai abbiamo capito che in questa f***e partita tutto è davvero possibile.
La spinta dei tifosi di casa, l’orgoglio delle “Blades”, il vento, la stanchezza, la tensione.
Ma riusciamo a resistere.
Spazzando via qualsiasi pallone arrivi nei paraggi della nostra area, mettendo la gamba in ogni contrasto e continuando ad affidare la palla a Gordon e soprattutto ad Eric, capaci come nessun altro di nasconderla agli avversari, di prendersi la responsabilità di tenerla fra i piedi, rischiando calcioni o brutte figure.
Questi sono i giocatori-uomini determinanti in queste situazioni.
Il fischio finale è liberatorio.
Vado verso il Boss.
Ci abbracciamo.
Cerchiamo di non andare oltre le righe, di mantenere un contegno.
Non è scaramanzia, è senso di realtà.
Non è ancora finita.
Anche se la sensazione di esserci davvero ad un passo è quasi palpabile.
Andiamo tutti a salutare le migliaia di tifosi che si sono fatti il breve tratto di M1 per essere qua a sostenerci.
Questa vittoria, come tutte le altre di questa meravigliosa e f***e stagione, è anche loro.
Quando rientriamo negli spogliatoi il frastuono è impressionante !
I ragazzi urlano, cantano, si abbracciano.
Qualcuno ha già fatto arrivare qualche bottiglia di champagne. (Mel è ovviamente l’indiziato numero uno !)
Wilko stringe mani, abbraccia tutti.
Sorride.
L’abbraccio con il capitano, il nostro piccolo-grande scozzese Gordon Strachan, è speciale.
Quasi commovente.
Il Boss sa perfettamente che con il suo arrivo quasi quattro anni fa tutto è cambiato nel Leeds United Football Club.
Sa perfettamente che il fatto che Gordon abbia creduto talmente tanto nel suo progetto da farlo lasciare il Manchester United e la First Division ha fatto si che qui arrivassero nel giro di pochissimo tempo tutti gli altri grandi giocatori che hanno permesso al Leeds di tornare ad essere quello che è in questo momento.
Gordon però è stato l’inizio di tutto, la pietra miliare, il nostro Big Bang.
RISULTATO FINALE: SHEFFIELD UNITED 2 (Cork 28’ Chapman aut. 68’) LEEDS UNITED 3 (Wallace 44’ Newsome 64’ Gayle aut. 77’)

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11/03/2019

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E' arrivato il nuovo Podcast-MovieTelling ULTRASTIFOSI:🔴 NUOVO EPISODIO di  !➡️ Di chi parliamo?- Una leggenda per i "gu...
04/03/2019

E' arrivato il nuovo Podcast-MovieTelling ULTRASTIFOSI:
🔴 NUOVO EPISODIO di !
➡️ Di chi parliamo?
- Una leggenda per i "gunners" di Londra
- regista nato a Dublino e capitano della nazionale Irlandese
- e le squadre nelle quali ha giocato
- In Italia dopo due scudetti con la Juventus ha dovuto suo malgrado, lasciare il posto ad un certo Michel Platini
- Un grande campione e "signore" del

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⚽️ Parliamo di lui: !
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03/03/2019

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⚽️ Dublino 13 Febbraio 1956 - Arsenal, Juventus, Inter, Sampdoria, Ascoli e West Ham le squadre nelle quali ha giocato d...
01/03/2019

⚽️ Dublino 13 Febbraio 1956 - Arsenal, Juventus, Inter, Sampdoria, Ascoli e West Ham le squadre nelle quali ha giocato dal 1973 al 1989
- 🇮🇪 72 le presenze nella nazionale Irlandese con 9 reti
- 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 1 Coppa d'Inghilterra (Arsenal 1978-79)
- 🇮🇹 2 Scudetti in Italia (Juventus 1980-81 e 1981-82) - 1 Mitropa Cup (Ascoli 1986-87)
- 🔝 Player of the Year del Campionato Inglese nel 1979

Nel prossimo MovieTelling si racconterà la storia di questo grande calciatore e "signore" del Calcio Internazionale.
Chi sarà?
Stay Tuned! 📲
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Scaricate GRATUITAMENTE i file MP3 dei 10 episodi ULTRASTIFOSI che sono stati pubblicati fino ad oggi.Cliccate sull'imma...
28/02/2019

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