08/07/2026
🌱👊SAN BASILIO RESISTE.
Come un albero con radici profonde, grazie alla solidarietà e all'impegno delle centinaia di persone che in questi 15 anni di attività politica e sociale hanno sostenuto, attraversato, preso parte, contribuito a costruirne i percorsi, lo spazio di via San Basilio 17, sede del Centro Sociale ExKarcere e del Comitato Territoriale Olivella, continua a resistere.
Un pezzo della storia delle lotte sociali della nostra città prosegue il suo percorso di sport popolare, salute di comunità, iniziative sociali ed eventi a tutela del quartiere e dei suoi abitanti, mobilitazioni contro la guerra. Un luogo di cultura che nasce e si propaga dal basso, per l’autodeterminazione dei territori e per riportare la decisione politica tra le strade, nei vicoli, nelle piazze e nei quartieri.
Il percorso prosegue, dopo una trattativa con gli uffici della Città Storica e del Patrimonio, che ha avuto come risultato la consegna dei locali con accesso da Via San Basilio n.19. Nel frattempo, i lavori di ristrutturazione e restauro da parte del Comune di Palermo sono iniziati: già nel 2021, non appena saputo dello stanziamento dei fondi e dell’annunciata gara d’appalto per l’apertura del cantiere, avevamo messo in campo una mobilitazione per contestare la totale assenza di confronto con il territorio da parte delle istituzioni locali.
Si parlava già allora negli uffici del palazzo di città di una grande vittoria nell’essere riusciti ad aggiudicarsi i finanziamenti, che avrebbero poi interessato vari edifici di proprietà comunale da rifunzionalizzare in chiave culturale e turistica. Una ben architettata operazione di consenso, che tentava di normalizzare una cosa semplice: la gestione politica dei nostri territori non ha alternativa se non l’accontentarsi dell’abbandono e dell’incuria di enormi pezzi del patrimonio pubblico, sottratto agli abitanti della città, fino all’ennesimo grande finanziamento europeo o all’intervento dell’ennesimo soggetto privato di turno che deciderà di investire per i propri profitti nel nostro centro storico.
In più, la scelta di destinare l’ex convento San Basilio a “Casa delle Culture” non teneva conto del fatto che l’immobile, per lungo tempo caduto in disuso, era stato riaperto nel 2011 e restituito alla sua originaria funzione di palestra e luogo di attività sociali per gli abitanti della zona.
A tutto questo, abbiamo scelto di porre un freno, di rispondere con la mobilitazione e la forza accumulata in questi anni insieme alla comunità politica e sociale con cui abbiamo intrecciato vita e legami.
Sappiamo quello che ha significato l’esperienza degli spazi sociali occupati e delle organizzazioni politiche indipendenti in tante città. Laboratori di sperimentazione, di lotta e di protesta che hanno costruito delle alternative al vuoto delle istituzioni, a volte fino a farsene totalmente cooptare. Altre volte introflessi fino a non generare più niente, se non la riproduzione di ingiustizie e meccanismi di questa società. Abbiamo attraversato a spintoni questi decenni, questi anni contrassegnati dalla crescente sfiducia popolare negli organismi politici e della “politica di professione” dei partiti, nella crisi delle strutture organizzative e del riassorbimento dei movimenti sociali, con i loro limiti, fratture e trasformazioni.
Lo abbiamo detto chiaramente: durante questa fase continueremo a lottare per difendere questo presidio popolare in un centro storico sempre più divorato da speculazione, privatizzazioni e turismo di massa, con l’obiettivo di restituirlo nuovamente alla città al termine del restauro. San Basilio resiste.