14/04/2026
🔥 SMONTIAMO LE LEGGENDE: IL MITO DEL 3X10
Tre serie. Dieci ripetizioni. Carico medio.
Per anni venduto come la ricetta universale dell’allenamento.
Ma è davvero così?
Spoiler: no.
Il 3×10 nasce negli anni ’40 come protocollo riabilitativo del medico Thomas DeLorme, pensato per la recovery post-operatoria.
Non per costruire atleti.
Non per formare principianti.
Non come schema fisso e permanente.
Col tempo, per comodità, è diventato dogma.
E il dogma in palestra fa danni.
Il problema non è il 3×10 in sé.
Il problema è il posto che gli viene dato.
Se lo usi su un complementare, esercizio poco tassante, con basso costo tecnico, per creare stress metabolico locale; Ha senso.
Se lo usi su tutto , dai fondamentali al principiante, dall’intermedio all’avanzato, stai usando un martello per fare tutto: avvitare, tagliare, dipingere.
Il principiante ha bisogno di tutt’altro.
I guadagni iniziali di forza nei neofiti dipendono quasi esclusivamente da adattamenti neurali: reclutamento delle unità motorie, sincronizzazione, apprendimento del pattern motorio. L’ipertrofia viene dopo, una volta che il gesto è consolidato.
Quindi cosa serve davvero?
✅ Qualità tecnica
✅ Apprendimento motorio
✅ Volume distribuito, non concentrato
✅ Recupero vero tra le serie
Un 6×5 ben gestito batte quasi sempre un 3×10 nelle fasi iniziali.
Più serie brevi = più ripetizioni di qualità, meno decadimento esecutivo, migliore consolidamento dell’automatismo motorio.
La ricerca sull’apprendimento motorio lo conferma chiaramente.
Il principiante deve uscire dalla seduta migliorato, non distrutto.
La cultura del “no pain no gain” ha convinto troppi che la seduta devastante sia sinonimo di seduta efficace.
Non lo è.
L’adattamento avviene nel recupero, non durante la serie.
Portare un principiante troppo presto alla fatica locale significa interferire con il processo, non accelerarlo.
Allora il 3×10 va buttato?
No. Va rimesso al suo posto.
👉 Su esercizi complementari: ✅
👉 Per stress metabolico e accumulo periferico: ✅
👉 Come schema universale su tutto: ❌
👉 Per costruire un principiante: ❌
In palestra la semplicità è una virtù ma solo se non cancella il ragionamento.
Le domande giuste da fare prima di scegliere uno schema sono:
✅ Che funzione ha questo esercizio?
✅ Che adattamento voglio cercare?
✅ Qual è il livello del soggetto?
✅ Quanto volume può reggere con qualità?
Se rispondi sempre “3×10” senza farti queste domande, non stai programmando. Stai compilando una scheda.
Questo è quello che insegniamo alla Functional Training School: non schemi da copiare, ma criteri per ragionare.
Perché un allenatore che capisce il perché dietro ogni scelta vale infinitamente di più di uno che sa solo il cosa.
Buon allenamento!💪🏻
Pietro D’Angelo
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