23/04/2026
🎙️INTERVISTA A FABRIZIO MANTIA.
Presidente, che anno sportivo è stato quello che si sta concludendo?
La stagione sportiva che sta volgendo al termine è stata, a mio avviso, positiva. Per quanto riguarda la Prima Divisione, siamo partiti con una squadra composta quasi esclusivamente da esordienti o quasi. Fatemi ringraziare gli unici due senior, Giampaolo Muratore e Daniele Bellanca. Won e Lubelli li considero degli under o quasi, e il loro apporto è stato fondamentale.
Gli obiettivi di inizio stagione sono stati centrati: infatti ci siamo salvati con anticipo e abbiamo partecipato al primo turno dei playoff.
Tanti giovani si sono messi in mostra: Pellegrino (2005), Genchi e Pelleriti (2006), Ucelli e Albanese (2007), Li Puma, Agalbato e Pisciotta (2009). Molti ragazzi hanno esordito quest’anno, giocando tanti minuti e facendosi valere in un campionato senior complesso come la vecchia Serie D.
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Il settore giovanile come è andato?
A questa domanda vorrei che rispondesse Ivan Drigo, persona per bene, ottimo allenatore e adesso anche manager, il quale ha il perfetto termometro della situazione. Altro pilastro è Jorge Silva, allenatore di altra categoria ma anche formatore di assoluto livello. Jorge si è calato con umiltà nel progetto giovani, consapevole che qualche sconfitta sarebbe stata comunque utile per la crescita dei nostri ragazzi.
Ritornando al settore giovanile, abbiamo partecipato a:
* due Under 19 (2° e 5° posto);
* Under 17 Eccellenza (3° posto nella prima fase, in calo nella seconda complice qualche infortunio);
* Under 17 Regionale gold (3° posto);
* Under 15 in collaborazione con i Raptors(3 posizione);
* Under 13 insieme a Raptors e Assobasket.
Insomma, un numero importante di ragazzi è sceso in campo sotto l’attenta guida di Ivan, Jorge, Dentici, Ciriminna, Serraino e Mele, senza dimenticare il ruolo fondamentale dei dirigenti accompagnatori Pisciotta, Albanese, Genuardi ed Enea, preziosi dal punto di vista organizzativo.
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Come vede il futuro del Green e del basket palermitano?
Il futuro del Green lo vedo sempre insieme alla Leonardo da Vinci, insieme a Ivan e Jorge, con l’intento di formare e far crescere quanti più giovani possibile, costruendo mattone su mattone. Poi chissà, mai dire mai…
Il basket palermitano, invece, lo vedo purtroppo indietro. Basti pensare che la quinta città d’Italia vanta una squadra di Serie C (il Cus) e due di Serie D (noi e la Panormus): direi un po’ pochino.
Terminata la nostra esperienza di cinque anni in Serie B Nazionale e oltre dieci anni in Serie C, nonostante la buona volontà di tanti – con la famiglia Paternò in testa – non si è riusciti a eccellere.
Le ragioni sono molteplici: dagli impianti sportivi alla mancanza di cultura cestistica, fino alla cronica assenza di sponsor leader capaci di trainare il movimento sportivo. Anzi, fatemi ringraziare gli sponsor che hanno continuato a starci vicini.
Ci lasciamo con l’auspicio che il nuovo Palazzo dello Sport, che prima o poi riaprirà, non diventi una sorta di cattedrale nel deserto e che chi di dovere si renda conto che senza adeguate politiche sportive e giovanili non si va da nessuna parte.