22/10/2026
🚗💥 "Togliti di mezzo! Ma guarda questo che si crede il proprietario della strada!"
Siete al volante, caffè appena preso, radio accesa. State andando in ufficio e avete pure un po' di fretta.
Davanti a voi, un ciclista. Pedala costante, senza scomporsi.
La carreggiata è stretta, dall'altra parte arrivano auto e lui... non è spiaccicato al marciapiede.
Sento già il sangue che sale alla testa. 🤯
Mano sul clacson: Piiiiip!
Niente.
Abitacolo con finestrino abbassato e l'immancabile urlata:
“Ehi! Stai sul bordo, levati dal centro!”
Una scena che vediamo (e viviamo) ogni singolo giorno. Ma fermiamoci un attimo e poniamoci la domanda vera:
👉 Il ciclista ha davvero l'obbligo di pedalare con le ruote dentro al tombino pur di farci passare?
Facciamo un po' di chiarezza con il Codice della Strada alla mano. 👇
🏛️ 1. L'asfalto non è un'esclusiva delle quattro ruote
La bicicletta (o velocipede) non è un "intralcio tollerato per gentilezza". È un veicolo a tutti gli effetti, con pieno diritto di circolare. Chi guida un'auto non ha una corsia preferenziale sul mondo solo perché paga il bollo o ha 150 cavalli sotto il cofano.
🛡️ 2. "Tenere la destra" non significa rischiare l'ospedale
L'art. 143 C.d.S. dice che bisogna circolare vicino al margine destro. È vero.
Ma c'è un "ma" gigante: la sicurezza prima di tutto.
Un ciclista che pedala a mezzo metro dal bordo non lo fa per dispetto. Sulla destra si concentrano:
🕳️ Buche e crepe nell'asfalto
🚗 Portiere di auto parcheggiate che si aprono all'improvviso (dooring)
🪨 Ghiaia, vetro, tombini sporgenti o scivolosi
🌿 Rami e vegetazione priva di manutenzione
Chiedere a un ciclista di stare attaccato al marciapiede equivale a chiedergli di rischiare una caduta rovinosa. La posizione corretta si adegua allo stato concreto della strada.
⏱️ 3. Se non puoi sorpassare... aspetti. Punto.
L'art. 148, comma 9-bis C.d.S. impone di lasciare almeno 1,5 metri di distanza laterale durante il sorpasso dei velocipedi (quando le condizioni lo consentono).
Se la strada è stretta, se c'è doppia striscia continua o se arrivano auto di fronte, non si sorpassa. Stringere il ciclista contro il muro per risparmiare 10 secondi sul navigatore non è una manovra: è un azzardo sulla pelle altrui.
📢 4. Il clacson non è un'arma di persuasione
Usare il clacson come sfogo da frustrazione è sanzionabile (art. 156 C.d.S.). In città serve solo per evitare pericoli immediati, non per intimorire chi va più piano. Un colpo di clacson improvviso a un metro da chi è su due ruote può far sparaventare qualcuno a terra per lo spavento.
👥 5. E le coppie di ciclisti affiancati?
L'art. 182 C.d.S. parla chiaro: fuori dai centri abitati si procede in fila indiana (salvo eccezioni come i minori accompagnati). Nei centri abitati si può stare affiancati, ma al massimo in due e mai creando intralcio ingiustificato.
⚠️ ATTENZIONE: Il ciclista NON ha sempre ragione. Se occupa la strada a casaccio, senza motivi di sicurezza o per fare il "comodo suo", sta sgarrando anche lui. Il rispetto delle regole vale per tutti.
💡 LA MORALE DELLA FAVOLA
La strada è uno spazio condiviso, non una pista da corsa dove vince chi pesa di più.
Se trovate un ciclista davanti a voi e non ci sono le condizioni per superarlo in sicurezza: fate un bel respiro, aspettate il momento giusto e sorpassate a debita distanza.
Prima di urlare "Guarda quel cretino!", assicuriamoci di non essere noi quelli che stanno mettendo a rischio la vita di una persona per non aspettare 30 secondi dietro a un manubrio. 😉