19/02/2021
Attenzione: la violazione di terreno/proprietà privata è ben più grave di un’infrazione al Codice della Strada!
Se avete letto l’altro post che rimanda a cosa avviene per il transito su strade private, non vi sarà sfuggito un aspetto che non è affatto banale.
Se si viola una prescrizione (ad esempio un divieto di transito) del Codice della Strada (che può essere commessa SOLO se la strada è ad uso pubblico, altrimenti non varrebbe il CdS) si compie un illecito, punibile con una sanzione amministrativa (ammenda, multa, soldi da pagare) e la cosa finisce lì.
Se al contrario il tutto avviene su strada privata ad uso privato può avere dei risvolti PENALI.
Entrare in una proprietà privata, per di più segnalata con un apposito cartello o recintata a dovere, è una violazione di terreno, dunque un REATO e, come tale, viene punita dal Codice penale con sanzioni nei casi meno gravi o finanche con la reclusione da sei mesi a tre anni.
(alcuni commenti che seguono da parti di nostri appassionati “ferrati” in materia vi danno anche più dettagli. Grazie a chi ha contribuito costruttivamente!)
Ora è spontaneo pensare che “nemmeno il ladro colto in flagrante” si “becca la galera” nella nostra amata Italia, ma credetemi che la giustizia italiana è lenta, ma è altrettanto “implacabile”.
Anche solo una denuncia/querela per violazione di proprietà privata vi causerebbe una “serie infinita di rogne”, trafile lunghissime, spese importanti, necessità di avvocati, fedina penale “sporcata” se condannati, e così via.
È altrettanto ovvio che chi arreca danno (colture, etc) sarà tenuto al risarcimento dei danni.
Pensiamoci bene prima di “pensare di essere furbi”.
Molto meglio è “chiedere permesso” e comportarsi in maniera consona alla risposta che si ottiene.
Nella stragrande maggioranza dei casi reali, se fatta nei modi opportuni, tale risposta è oltretutto positiva.
Escursionista avvisato, mezzo salvato.