29/08/2026
QUESTO E' DEDICATO ANCHE AGLI ALLENATORI
“La prima vittoria che propongo ai miei giocatori è quella contro i nostri difetti, i nostri limiti. Se non si vince questa gara non c’è miglioramento, cioè aumento della qualità”
Julio Velasco
Questa frase di Julio Velasco racchiude una delle verità più importanti dello sport e, in fondo, della vita.
La prima partita da vincere non è contro l’avversario che abbiamo di fronte.
È contro noi stessi.
Contro i nostri difetti.
Contro i nostri limiti.
Contro le nostre paure.
Contro le abitudini che ci impediscono di crescere.
Contro la tendenza a trovare sempre una giustificazione quando qualcosa non funziona.
Un atleta può avere talento, tecnica, forza fisica e grandi qualità. Ma se non è disposto a riconoscere ciò che deve migliorare, difficilmente potrà fare un vero salto di qualità.
Il miglioramento comincia quando smettiamo di difendere i nostri limiti e iniziamo ad affrontarli.
Per un allenatore, questo significa non cercare soltanto di insegnare un gesto tecnico o una tattica. Significa aiutare l’atleta a conoscersi, a capire dove può crescere e, soprattutto, ad avere il coraggio di lavorare proprio su ciò che oggi rappresenta la sua difficoltà.
Perché è facile allenare ciò che ci piace.
È molto più difficile allenare ciò che ci mette in difficoltà.
È lì che nasce la crescita.
Ogni errore può diventare un’informazione.
Ogni sconfitta può diventare una lezione.
Ogni limite può diventare un punto di partenza.
Il compito dell’allenatore non è promettere ai propri atleti che vinceranno sempre.
È insegnare loro come diventare migliori ogni giorno.
E spesso la vittoria più importante arriva molto prima del risultato sul tabellone:
quando un atleta affronta ciò che prima evitava,
quando non cerca più scuse,
quando accetta la fatica,
quando impara dai propri errori,
quando continua a lavorare anche quando i risultati non arrivano immediatamente.
Prima si vince contro se stessi.
Poi si può pensare di vincere contro gli altri.
Perché quando aumenta la qualità della persona, aumenta anche la qualità dell’atleta.