24/10/2024
ESSER LEADER NEL TANGO
C'è una grande verità nel parlare di "leader" e "follower" nel tango, ma spesso viene fraintesa. Le persone spesso si bloccano su questi ruoli, come se fossero separati, e ciò crea nella mia visione un malinteso. Questo porta a due cose:
1️⃣ il leader si stressa, si sente sopraffatto dal dover gestire tutto, 2️⃣ il follower finisce per sentirsi un robot che esegue ordini.
Ma ballare tango non è un'esibizione di potere o controllo.
È un dialogo tra due persone che si incontrano e si ascoltano, come in una vera relazione empatica e rispettosa.
Immagina di guidare una persona cieca: è una grande responsabilità, certo, ma la persona che si affida a te non è passiva. Ha bisogno delle sue capacità, del suo equilibrio, della sua consapevolezza.
Nel tango, è lo stesso.
Non è solo il leader a fare tutto il lavoro; il follower ha un ruolo attivo, deve mantenere il proprio equilibrio, ascoltare la musica, rispondere alle intenzioni del leader con il proprio corpo.
Questo mi fa pensare a quanto spesso, nella vita, ci troviamo in situazioni simili. Quante volte cerchiamo di prendere il controllo completo, di essere "il leader" in una relazione, in un progetto di lavoro, o anche solo in una conversazione?
E quante volte, invece, ci sentiamo come il "follower", lasciando che qualcun altro prenda tutte le decisioni, senza metterci del nostro?
Ma le relazioni autentiche non funzionano così.
Funzionano quando c'è , quando entrambi i partner si muovono insieme, ognuno con la propria forza e delicatezza.
Un altro punto cruciale secondo me di questo dialogo è l'abbraccio.
Nei primi anni di vita ho pensato che un abbraccio forte e deciso fosse un modo per dimostrare il mio ruolo di leader.
Poi con il passare degli anni ho capito che non è un gesto di forza, non serve a mantenersi in equilibrio o a spingere il partner in una direzione. È un gesto di connessione.
È come quando abbracci qualcuno che ami: non lo fai per trattenerti in piedi o per controllarlo, lo fai per sentire la sua presenza, per condividere un momento.
Nel tango, l'abbraccio ho compreso possa avere un significato simile. È il tra due persone che si incontrano a metà strada, ognuno con il proprio spazio, ma con la voglia di esplorare insieme un viaggio.
Così ho cominciato a osservare gli abbracci altrui, di chi balla o dei miei allievi, e a riuscire a capire quando il loro abbraccio probabilmente risultava troppo rigido, freddo, come se uno dei due non riuscisse a lasciarsi andare.
È come quando, nella vita, non riusciamo a fidarci del partner, ci chiudiamo, ci proteggiamo troppo.
Eppure, il tango ci insegna che l'abbraccio dovrebbe essere flessibile, a volte stretto altre più aperto, comunque sempre capace di accogliere l'altro senza perdere noi stessi e sempre capace di farlo sentire bene.
Questo mi ricorda che nella vita, come nel tango, dobbiamo trovare l'equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il condurre e il seguire, tra l'abbracciare e lasciarci abbracciare. Sia che tu stia ballando o vivendo una relazione, non è mai questione di chi guida o chi segue. È questione di come insieme costruisci qualcosa di bello, di come condividi l'energia, le intenzioni e i sentimenti.
Per questo l'ultima volta che una follower mi ha detto "che bello ora posso provare l'abbraccio più bello di Padova", non mi sono sentito orgoglioso o pieno di me, ma ho capito che finalmente ho imparato a proteggere lasciando spazio, a guidare deciso senza togliere il fiato, a accogliere l'altro lasciando il suo spazio per essere ed esprimersi, a esser dolce accogliendo la dolcezza dell'altra persona. Perchè l'abbraccio, nel tango e nella vita, è un atto di fiducia. Non è uno strumento per ottenere qualcosa, ma un modo per dire all'altro:
"Sono qui con te,
mi fido di te,
e insieme possiamo creare
una tanda magica".
E tu come vivi l'equilibrio follower e leader?
E come senti di abbracciare l'altro?
Un abbraccio cari amici.
Michele
Maestro Abrazo TANGO CLUB