22/01/2025
TEST OLYMPIA MURDOK provata uno spettacolo
Una volta in sella alla Olympia Murdok non ti accorgi subito di essere su una e-Mtb così tanto capace, perché per rendersene conto occorre metterla in movimento.
E a quel punto inizia lo stupore.
Vi confesso che quel numero, "180 mm", mi ha intimorito: ma cosa ci faccio con 180 mm di corsa?
Memore delle sensazioni in sella alle prime endurone elettriche (poco agili, geometrie non indovinate e pesanti) temevo che la Olympia Murdok sarebbe stata una e-Mtb... eccessiva.
E invece...
Un po' il motore Polini E-P3+ MX e un po' la qualità costruttiva (dalla geometria alla sospensione posteriore), questa Olympia Murdok mi ha davvero colpito per la facilità, ma soprattutto per la confidenza che mi ha ispirato.
Telaio
La Olympia Murdok è dotata di un telaio costruito in fibra di carbonio Toray T800 monoscocca, sospensione posteriore inclusa, una delle tipologie di carbonio più raffinate. L'escursione è di 180 mm su entrambi gli assi e il diametro delle ruote è di tipo misto, cioè 29 pollici davanti e 27,5 dietro.
La sospensione è di tipo a quadrilatero deformabile con giunto Horst e ha un disegno del tutto analogo a quello di altre e-Mtb di casa Olympia.
E' possibile regolare la geometria su due posizioni, Hi e Lo, che variano di +/- 0,5° l'angolo di sterzo e l'angolo piantone.
Il motore Polini E-P3+ MX da 90 Nm svolge un ruolo chiave nell'esperienza d'uso in sella alla Olympia Murdok. E' dotato di 5 mappature, Touring, Dynamic, Race, Custom 1 e Custom 2, ognuna delle quali è dotata di 5 livelli di assistenza.
Le prime 3 mappature non sono modificabili, mentre Custom 1 e 2 lo sono ampiamente, sia in termini di coppia massima e percentuale di assistenza, sia per il livello di assistenza elettrica appena si smette di pedalare.
L'app Polini tramite la quale agire su questi parametri è ben fatta, intuitiva e di rapidissima connessione con la bici
gran mezzo