Escursionato in Abruzzo

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02/09/2026

🚴‍♂️✨ La costa dei trabocchi in bici ha un sapore diverso quando la vivi così..

Con un gruppo di amici — alcuni conosciuti da anni, altri incontrati per caso — che in un attimo diventano famiglia. .community
Perché la bici ha questo potere: avvicina, scioglie, unisce.
Tra una risata, una salita che ti mette alla prova, e quel momento in cui ti guardi intorno e pensi:
“Cavolo… l’Abruzzo è davvero un posto che ti rimette al mondo.”

La costa brillava, il mare respirava con noi, e ogni chilometro era una storia nuova.
E poi c’è la magia della condivisione: persone sconosciute che diventano squadra, complicità che nasce spontanea, energia che ti rimane addosso anche quando scendi dalla bici.

Un grazie enorme a per averci dato la possibilità di pedalare su una bici personalizzata che racconta chi siamo.
Grazie a per lo sponsor degli occhiali — perché vedere bene è importante, ma vedere bello lo è ancora di più.
E grazie al per averci fatto trovare tutto quello che serviva per mangiare, bere e ricaricare le gambe… e il cuore.

Questa non è stata solo una pedalata.
È stata un’esperienza.
Una di quelle che ti ricordano che la vita, quando la vivi insieme, pesa meno e brilla di più.

Accanto al dolore per la terra ferita, la storia recente del Morrone ci impone una riflessione profonda sulla responsabi...
23/08/2026

Accanto al dolore per la terra ferita, la storia recente del Morrone ci impone una riflessione profonda sulla responsabilità individuale e collettiva. Il fuoco non è quasi mai un evento puramente accidentale: che si tratti della mano dolosa di chi agisce per criminale stoltezza o della negligenza di un gesto sconsiderato, ogni rogo porta con sé un’inconfutabile matrice umana.
Ci troviamo così a vivere un’evidente contraddizione. Da un lato celebriamo la montagna come patrimonio ideale, simbolo di bellezza, turismo e identità territoriale; dall’altro, la lasciamo spesso esposta alla vulnerabilità della scarsa prevenzione, della cura occasionale e della fragilità climatica che rende i nostri boschi sempre più simili a polveriere. Non possiamo più permetterci di considerare la tutela dell’ambiente come un’emergenza da gestire soltanto quando il fumo invade le valli.
La vera sfida che il Morrone ci consegna dopo gli eventi del 2017 e del 2026 non riguarda solo la ricostruzione del bosco, ma il nostro modo di stare sul territorio. Amare la montagna significa passare dalla commozione alla custodia attiva: fare prevenzione costante durante l’inverno, educare le nuove generazioni al rispetto del bene comune e pretendere una vigilanza rigorosa. La cenere prima o poi vola via e la vegetazione tornerà a spuntare, ma la lezione del fuoco resta immutata: la natura sa rinascere da sola, sta a noi dimostrare di essere all’altezza di abitarla senza distruggerla.

Una serata che racconta molto più di una semplice collaborazione.I ragazzi che hanno partecipato ai GNI sono stati ospit...
22/08/2026

Una serata che racconta molto più di una semplice collaborazione.

I ragazzi che hanno partecipato ai GNI sono stati ospiti del CAI di Sulmona per un momento di festa e per la consegna degli attestati di partecipazione, arrivati da Special Olympics e, per l’occasione, rigorosamente incorniciati.

Prima della consegna abbiamo avuto anche l’opportunità di raccontare cosa significa davvero Special Olympics, attraverso parole, immagini e video: sport, inclusione, autonomia, amicizia, possibilità.

A rendere la serata ancora più speciale, il riconoscimento consegnato dal Presidente del CAI a BCA Sulmona, insieme al gagliardetto della sezione, come segno di gratitudine per un’esperienza che ha lasciato qualcosa a tutti.

Abbiamo incontrato persone sensibili, disponibili e capaci di comprendere fino in fondo il valore di questi progetti.

Ed è proprio da incontri come questo che possono nascere nuove strade da percorrere insieme.

Grazie al CAI Sulmona per l’accoglienza e per esserci stato.
BCA Sulmona continuerà a credere e investire nello sport come strumento reale di inclusione, insieme a Special Olympics. Grazie anche a Estra - Energia al Futuro

Definire questo gesto come una semplice “imprudenza” o “ragazzata” sarebbe un edulcorare la realtà, quasi un complimento...
21/08/2026

Definire questo gesto come una semplice “imprudenza” o “ragazzata” sarebbe un edulcorare la realtà, quasi un complimento che ne giustifica la gravità. Presentarsi sulle creste del Gran Sasso in costume da bagno e infradito va ben oltre l’inesperienza: è una deliberata mancanza di rispetto. È una provocazione gratuita verso la montagna, la sua storia e, soprattutto, verso chi ogni giorno la frequenta con la dovuta prudenza, con la fatica negli scarponi e la consapevolezza nello zaino.
Guardare un’immagine del genere lascia un senso di profonda amarezza. Sulle rocce d’alta quota non ci si improvvisa; la montagna non è un’estensione della spiaggia e non piega le sue leggi per accomodare la superficialità di chi cerca uno scatto d’impatto o un momento di esibizionismo. Ogni passo falso su quel terreno, con calzature del genere, cancella qualsiasi margine di errore.
Ciò che fa più rabbia è l’egoismo di fondo:
L’impatto sui soccorsi: Chi si espone a rischi simili con totale leggerezza dimentica che, in caso di incidente, a mettere a rischio la propria vita per recuperarlo saranno i tecnici del Soccorso Alpino e gli equipaggi degli elicotteri.
La svalutazione del pericolo: Far passare il messaggio che la montagna sia un parco giochi accessibile a chiunque e in qualsiasi modo sminuisce la cultura della montagna, costruita sulla preparazione, sul rispetto dei propri limiti e sulla sicurezza.
Servono testa, preparazione e rispetto. Lasciamo le infradito dove devono stare e restituiamo alla roccia la dignità e la prudenza che merita.

16/08/2026

La montagna brucia di nuovo. E fa male al cuore.
È mostruoso dover rivivere questa agonia. Sembra di essere tornati all’incendio del Morrone del 2017: stessa paura, stessa impotenza, e la ferita di non aver mai visto giustizia per quel disastro.
Oggi non c’è nemmeno il caldo torrido degli altri giorni, ma c’è un vento fortissimo che spinge le fiamme e inghiotte tutto. Ma il vento alimenta solo quello che l’uomo innesca. Mi chiedo come si possa avere così poca cura della propria casa. L’Abruzzo è pieno di bellezza, una bellezza fragile che andrebbe accudita, non bruciata per superficialità o, peggio, per cattiveria pura.
Chi va in montagna deve capire che un mozzicone lanciato senza pensare o una disattenzione da niente sono una condanna. Per chi lo fa apposta, non ci sono parole, solo il disprezzo di una comunità intera. Facet li brav... mannagg la fregn, abbiate rispetto.
Fermiamoci a riflettere prima di fare un gesto sbadato. La natura ci mette decenni a crescere, e noi la distruggiamo in un pomeriggio.
Se ci sarà bisogno di dare una mano per il nostro territorio, facciamoci trovare pronti. Ci aggiorniamo qui.

Indirizzo

Piazzale Magnola 61
Ovindoli
67046

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