18/06/2026
Oggi è stato un giorno difficilissimo. Abbiamo detto addio al nostro galletto Pietro Borsini. Oltre alla sua maglia numero 5 firmata da compagni, allenatori e dirigenti, ai fiori biancorossi e ad un collage di sue foto in campo, alla fine della funzione funebre gli abbiamo voluto dedicare una lettera.
Non è stato facile rivolgersi a lui, perché sembra ancora impossibile. Un pensiero lo abbiamo rivolto anche a Mattia e Lorenzo, i due ragazzi sopravvisuti all'incidente. Lorenzo, peraltro anche lui nostro tesserato fino a due anni fa, ha partecipato con forza e determinazione disteso su un letto. Il tuo gesto Lori ha commosso tutti. Sappi che il San Biagio è anche casa tua.
Ecco il testo integrale della lettera a Pietro letta in chiesa:
"Pietro nostro, in questi giorni ti hanno chiamato in tanti modi, Anima bella, Figlio del Galletto, Amore bello, Cucciolo, Guerriero, Angelo indomito, tutti veri e inevitabili.
E’ difficile spiegarti il dolore e l’incredulità che proviamo. E’ più facile ricordarti che cosa per noi rappresentassi: il futuro. La missione. L’identità. Ecco che cosa eri per il San Biagio.
Ragazzi come te, attaccati ai nostri colori, al nome del paese, orgoglioso a prescindere di portare sul petto quel galletto rosso così cazzuto, con la cresta alta, e il petto in fuori. Ecco di cosa il San Biagio ha bisogno. Di gente come te, della quale andare fieri. Non sarà facile, ma il tuo esempio non sarà mai dimenticato e sarà da stimolo per insegnarlo ai futuri Galletti.
Quelli che ti hanno vissuto al campo sportivo raccontano di un ragazzo che a soli 18-19 anni era già un grande esempio di educazione, rispetto e disponibilità. Raccontano di contrasti senza paura a centrocampo e di stacchi di testa in area di rigore.
Raccontano di arrivi al campo un minuto prima di inizio allenamento con gli occhi che tradivano la stanchezza ma anche la soddisfazione per aver condiviso una giornata di lavoro con papà Roberto e per essere finalmente al campo a godersi la tua passione più grande.
Raccontano di passaggi in macchina offerti dopo allenamento, “Borso, salta su! No dai, vado piano, è qui vicino, tutta discesa”.
Raccontano di cori da stadio per la tua passione da ultras.
Raccontano di dolcezza e grinta, di umiltà e sfrontatezza, di appartenenza e sogno, di sorrisi e sostegni.
Eccolo il nostro Pietro. Trascinatore del gruppo Juniores e promessa della Prima squadra biancorossa. Il tuo ultimo anno è stato un po' complicato, ma non hai mollato un attimo. In attesa, paziente e fiducioso, che arrivasse il tuo momento. E noi tutti a tifare per te. Per il sambiagese che poteva essere il profeta in patria. Il destino, atroce e incomprensibile, non te lo ha permesso. Ma Pietro, saremo noi a tenerti lì al campo sportivo. La tua presenza non verrà mai meno.
D’altronde il tuo ultimo eroico gesto, con il quale hai donato quasi tutto di te per offrire ad altri una seconda vita, ci regala la fortuna di averti ancora concretamente tra noi, non solo nei nostri cuori e nei nostri pensieri.
Quindi, Grazie Pietro perché sei stata luce e lo sarai ancora. Grazie per tutto questo, per essere stato Semplicemente Borso.
Un messaggio a Roberto, Federica e Davide, non sarete soli, il San Biagio resterà sempre casa vostra.
Ora vola in alto Pié assieme a Davide, e sventola orgoglioso il tuo biancorosso, quello sambiagese e quello anconetano.
E da lassù proteggi la tua famiglia, i tuoi amici e il tuo Galletto. Che da oggi avrà un motivo in più per dare il massimo. Per te e con te, sempre a cresta alta e petto in fuori.
Ciao Anima bella, riposa in pace".