21/04/2020
Il "cartello" delle Leghe pallavolo Maschile e femminile serie A.
Un focus sulle vicende sportive ancor più in questo periodo di grande stravolgimento, oggi per una riflessione più approfondita sui comunicati resi noti dalle Leghe Pallavolo Maschile e Femminile Serie A con specifico riferimento al mandato che le stesse Società associate hanno conferito a commissioni interne presiedute da a.d. di Lega e/o relativi Presidenti al fine di addivenire ad una "gestione quadro” delle trattative economiche con giocatori e staff tecnici.
Sotto l'aspetto strettamente giuridico preme evidenziare il mio pensiero sul concetto enunciato dalla Leghe Pallavolo maschile e femminile serie A di accordo e/o gestione “quadro” delle trattative economiche che, così come proposto, non configurerebbe una corretta procedura nello svolgimento di future trattative di riduzione collettiva dei compensi dei giocatori e staff tecnici di serie A .
Per meglio intenderci: le associate delle Leghe Pallavolo serie A maschile e femminile avendo conferito oggi un mandato a commissioni interne elaboreranno presumibilmente proposte da sottoporre agli atleti ed ai loro componenti i propri staff tecnici ( tramite i loro agenti) per una riduzione in termini percentuali dei compensi riferiti alla stagione sportiva 2019/2020, ormai definitivamente sospesa. Così operando la Leghe Pallavolo maschile e femminile di Serie A si sarebbero date un indirizzo comune, comunicando le proprie volontà di ridurre i compensi applicando una percentuale generalizzata(40% , 30%), che esse vorrebbero poter essere generalmente applicate a tutti i soggetti interessati.
In realtà ritengo questo sarebbe solo un semplice indirizzo a cui possono giungere, poiché nulla le citate Leghe Pallavolo serie A potrebbero imporre a giocatori e/o staff tecnici per condizionare successive trattative di chi volesse procedere individualmente.
Qualora le Leghe tendano a coinvolgere anche i procuratori in questa trattativa, ritengo non siamo nell'ambito di accordi che si raggiungono in sede sindacale e collettiva non potendo applicarsi la normativa della relativa contrattazione poiché non vi sono rappresentanze riconosciute ; il mondo del volley è ben lontano oggi dal poter ratificare con piena efficacia tali accordi non essendo riconosciuto come sport professionistico (forse oggi è il momento di pensarci con con coraggio e decisione per i campionati maggiori maschile e femminile e con le dovute tutele alla componente atleti e staff tecnici) ; non può esserci quindi una contrattazione collettiva e nulla può essere imposto; così come un "gentleman agreement" non avrebbe efficacia erga omnes.
Atleti e staff tecnici che non saranno d'accordo sull'indirizzo proposto dalle commissioni interne delle citate Leghe sulla riduzione percentuale dei compensi non potranno essere vincolati o condizionati ad un presunto "cartello" se volessero percorrere la strada di una trattativa individuale. Ció anche perché si potrebbe sentir dire dalle società :" per le riduzioni si deciderà in Lega", cosa che evidentemente non può determinarsi da un punto di vista giurdico.
Le associate in Lega Pallavolo serie A maschile e femminile presentano realtà molto variegate tra loro ( Superlega, A2 e A3 maschile e A1 e A2 femminile) con bilanci societari assai differenti nonché obiettivi sportivi differenti ; all'interno di esse prestano e/o hanno prestato la propria opera 20/25 soggetti che non guadagnano le stesse cifre; i contratti sono tutti diversi sia per il livello degli emolumenti, sia per il modo in cui sono essi strutturati.
Va evidenziato altresì che molti di questi accordi prevedono "bonus" che premiano la qualità della prestazione (premi per raggiungimento obiettivi sportivi, premi partita etc.); con ciò detti premi si tradurrebbero anche in risultati sportivi che generano vantaggi per tutti i componenti. Quindi molti atleti e tecnici hanno " rischiato e scommesso" su se stessi, per condividere un percorso di merito con la società ( più contribuisci alle vittorie più ti pago), ma si ritrovano a non poter centrare gli obiettivi prefissati per un fatto eccezionale qual è quello della pandemia da "coronavirus". Il giocatore e lo staff tecnico quindi non dovrebbero vedersi ridurre al tempo stesso l'ingaggio per un'ipotetica percentuale e perdere anche la parte variabile senza poter fare nulla.
Ritengo che in ambito " volley" le trattative sui contratti debbano essere condotte individualmente o con accordi conclusi all' interno delle società perché ciascun soggetto sa com'è "calibrato" il suo contratto ed ognuno sa a cosa può rinunciare, ovviamente applicando una dose di buon senso alla situazione difficile ed improvvisa che si è venuta a creare per tutti, società, atleti e staff tecnici. serie A.
Un focus sulle vicende sportive ancor più in questo periodo di grande stravolgimento, oggi per una riflessione più approfondita sui comunicati resi noti dalle Leghe Pallavolo Maschile e Femminile Serie A con specifico riferimento al mandato che le stesse Società associate hanno conferito a commissioni interne presiedute da a.d. di Lega e/o relativi Presidenti al fine di addivenire ad una "gestione quadro” delle trattative economiche con giocatori e staff tecnici.
Sotto l'aspetto strettamente giuridico preme evidenziare il mio pensiero sul concetto enunciato dalla Leghe Pallavolo maschile e femminile serie A di accordo e/o gestione “quadro” delle trattative economiche che, così come proposto, non configurerebbe una corretta procedura nello svolgimento di future trattative di riduzione collettiva dei compensi dei giocatori e staff tecnici di serie A .
Per meglio intenderci: le associate delle Leghe Pallavolo serie A maschile e femminile avendo conferito oggi un mandato a commissioni interne elaboreranno presumibilmente proposte da sottoporre agli atleti ed ai loro componenti i propri staff tecnici ( tramite i loro procuratori) per una riduzione in termini percentuali dei compensi riferiti alla stagione sportiva 2019/2020, ormai definitivamente sospesa. Così operando la Leghe Pallavolo maschile e femminile di Serie A si sarebbero date un indirizzo comune, comunicando le proprie volontà di ridurre i compensi applicando una percentuale generalizzata(40% , 30%), che esse vorrebbero poter essere generalmente applicate a tutti i soggetti interessati.
In realtà ritengo questo sarebbe solo un semplice indirizzo a cui possono giungere, poiché nulla le citate Leghe Pallavolo serie A potrebbero imporre a giocatori e/o staff tecnici per condizionare successive trattative di chi volesse procedere individualmente.
Qualora le Leghe tendano a coinvolgere anche i procuratori in questa trattativa, ritengo non siamo nell'ambito di accordi che si raggiungono in sede sindacale e collettiva non potendo applicarsi la normativa della relativa contrattazione poiché non vi sono rappresentanze riconosciute ; il mondo del volley è ben lontano oggi dal poter ratificare con piena efficacia tali accordi non essendo riconosciuto come sport professionistico (forse oggi è il momento di pensarci con con coraggio e decisione per i campionati maggiori maschile e femminile e con le dovute tutele alla componente atleti e staff tecnici) ; non può esserci quindi una contrattazione collettiva e nulla può essere imposto; così come un "gentleman agreement" non avrebbe efficacia erga omnes.
Atleti e staff tecnici che non saranno d'accordo sull'indirizzo proposto dalle commissioni interne delle citate Leghe sulla riduzione percentuale dei compensi non potranno essere vincolati o condizionati ad un presunto "cartello" se volessero percorrere la strada di una trattativa individuale. Ció anche perché si potrebbe sentir dire dalle società :" per le riduzioni si deciderà in Lega", cosa che evidentemente non può determinarsi da un punto di vista giurdico.
Le associate in Lega Pallavolo serie A maschile e femminile presentano realtà molto variegate tra loro ( Superlega, A2 e A3 maschile e A1 e A2 femminile) con bilanci societari assai differenti nonché obiettivi sportivi differenti ; all'interno di esse prestano e/o hanno prestato la propria opera 20/25 soggetti che non guadagnano le stesse cifre; i contratti sono tutti diversi sia per il livello degli emolumenti, sia per il modo in cui sono essi strutturati.
Va evidenziato altresì che molti di questi accordi prevedono "bonus" che premiano la qualità della prestazione (premi per raggiungimento obiettivi sportivi, premi partita etc.); con ciò detti premi si tradurrebbero anche in risultati sportivi che generano vantaggi per tutti i componenti. Quindi molti atleti e tecnici hanno " rischiato e scommesso" su se stessi, per condividere un percorso di merito con la società ( più contribuisci alle vittorie più ti pago), ma si ritrovano a non poter centrare gli obiettivi prefissati per un fatto eccezionale qual è quello della pandemia da "coronavirus". Il giocatore e lo staff tecnico quindi non dovrebbero vedersi ridurre al tempo stesso l'ingaggio per un'ipotetica percentuale e perdere anche la parte variabile senza poter fare nulla.
Ritengo che in ambito " volley" le trattative sui contratti debbano essere condotte individualmente o con accordi conclusi all' interno delle società perché ciascun soggetto sa com'è "calibrato" il suo contratto ed ognuno sa a cosa può rinunciare, ovviamente applicando una dose di buon senso alla situazione difficile ed improvvisa che si è venuta a creare per tutti, società, atleti e staff tecnici.