01/11/2025
La pandemia post pandemia 📱
È un argomento che sta diventando sempre più serio, una vera pandemia.
Stanno cambiando tragicamente le regole che tracciano i rapporti tra il sè comportamentale e il sè corporeo.
L’approccio ai social sta modificando il DNA stesso delle palestre.
Decine di minuti passati su macchine che si prestano anatomicamente alla permanenza in comodità, la perdita della percezione del tempo che passa.
Quelli che per la mia generazione erano i “tempi di recupero”, ora sono schegge cronologiche impazzite.
Mi sono “divertito” ad osservare con attenzione ed orologio alla mano una fetta di giornata nella mia palestra, ed il risultato è sconcertante.
Ragazzi, ma anche adulti, che stazionano a tempo indeterminato per un 4x12 che dura come un 20x20.
E se ti approcci per chiedere il “quanto” residuo di utenza, o hanno gli auricolari, o ti rispondono scocciati, senza nemmeno un’ipotesi di alternanza.
E spesso non è un problema anagrafico.
Banale ipotizzare risultati banali, e infatti i miglioramenti che le palestre registravano anni addietro non sono nemmeno avvicinabili dalla generazione attuale.
Nemmeno si guardano i culi delle ragazze, anche l’erotismo si consuma in un rettangolo luminoso.
Io li vedo, tutti. Si evita anche di incrociare sguardi.
La nostalgia del passato è anche nostalgia dei risultati.
La dieta può essere flessibile, l’allenamento NO!
Ci sono regole biochimiche e fisiologiche che impongono un comportamento che è drammaticamente diluito, e che non può che portare al rifiuto organico di alcun miglioramento.
Attenzione, perché nel tempo verrà depotenziato il senso stesso dei nostri impianti, rendendoli un’inutile estensione dei propri appartamenti.