Oliena - Valle di Lanaitho - Complesso Nuragico - Fonte Sacra "Sa Sedda e Sos Carros". ORARIO VISITE GUIDATE: dal 1 aprile al 2 novembre, ore 11.00 - 13.00 - 15.00 - 17.00
Si tratta di un sito nuragico composto da un'area sacra e un vasto villaggio nuragico tipico del territorio nuorese; non gravita intorno a un nuraghe ma nasce e si sviluppa senza la presenza del monumento. La prima campagna di
scavi, alla fine degli anni ’70, rivelò subito l'importanza del luogo per la presenza di tracce legate all'attività di fusione e lavorazione dei metalli in età nuragica. Il complesso è formato da numerose capanne, a pianta circolare ed ellittica; la parte più consistente dell'antico insediamento, che ha un'estensione di circa 4 ettari, non è stata scavata. La zona dell'insediamento che è stata oggetto di scavi ed è fruibile ai visitatori è il grande santuario dedicato al culto delle acque, composto di vari ambienti che si posizionano intorno ad un cortile interno. Dentro una capanna circolare, costruita con murature di grossi conci di basalto e calcare, è situata la fonte caratterizzata da un bacile monolitico circolare in arenaria con foro d’uscita per l’acqua, da un’alternanza di stipetti triangolari e sculture che rappresentano delle teste (protomi) di ariete o muflone (realizzate ad altorilievo) dalle quali usciva l'acqua. Tutt'intorno alle pareti corre un sedile in basalto. Le protomi della fonte hanno in corrispondenza della bocca un foro collegato al canale anulare scavato nello spessore interno dei blocchi che aderiscono tra loro con saldature in piombo, colate durante la costruzione del muro della fonte, che assicuravano la stabilità della muratura e impedivano la dispersione delle acque. Le protomi di ariete di Oliena ricordano la tipologia documentata anche nel santuario di Gremanu a Fonni, nel quale però avevano una funzione prettamente ornamentale, e ripropongono la tipologia delle numerose teste di ariete documentate nella scultura bronzea nuragica. La presenza dell’ariete e del muflone nei monumenti di culto del bronzo recente e finale e la persistenza in epoca successiva della realizzazione degli stessi, nella produzione bronzea e lapidea destinata al mercato di oggetti votivi che si svolgeva nei templi o nei santuari, suggerisce l’esistenza di una divinità legata alla terra che veniva simbolicamente rappresentata proprio con l’ariete. Spesso le rappresentazioni della capra e dell’ariete trovano riscontro in contesti micenei come rappresentazioni simboliche della madre terra. In vicinanza della capanna, si trova una grande struttura circolare a gradoni che fungeva da grande vasca, utilizzata per rituale che probabilmente prevedeva l’immersione dei fedeli. La prima fase di costruzione delle vasche può essere cronologicamente collocata fra la fine del bronzo recente e le fasi iniziali del bronzo finale (XIII-IX secolo a.C. circa) rimanendo in uso durante il bronzo finale sino all'età del ferro. L’uso corrente del basalto, proveniente dall'altopiano basaltico del Gollei, nell'architettura cultuale delle acque, garantiva una maggiore durata degli impianti e delle canalizzazioni grazie alla resistenza delle rocce vulcaniche allo scorrimento dell’acqua. Durante la messa in opera, la composizione muraria veniva ulteriormente consolidata da verghe di piombo colate negli incavi e nelle incisioni praticate in diversi punti della parte interna ed esterna dei blocchi. La fonte conteneva numerosi oggetti votivi bronzei con protomi di toro, cervo, muflone, probabilmente prodotti in officine fusorie locali, un askos di bronzo, con protome taurina, che riprende modelli simili a Cipro, con un ma**co saldato fra due bocche di versamento, una navicella di notevoli dimensioni con protome cervina e una protome di muflone di un’originaria navicella. Sono inoltre presenti altre tipologie di manufatti: spilloni, immanicature di strumenti da lavoro e di armi, contenitori emisferici in lamina bronzea, un pezzo d’ambra non lavorata e vaghi di collana dello stesso materiale visibili al Museo Archeologico di Nuoro. Come arrivare: pochi metri prima della risorgiva di Su Gologone si svolta a destra e si percorre la strada di cemento che conduce al passo e porta alla Valle di Lanaitho, proseguendo fino a giungere ad un bivio: si prosegue a sinistra lungo un viale alberato e si raggiunge un incrocio dove un cartello indica di seguire a destra per il rifugio "Sa Ohe". Dopo 500 metri si giunge a uno spiazzo dove si parcheggia in prossimità della struttura di accoglienza da cui partono le visite guidate.