01/07/2025
Era una fredda domenica di marzo, e lo Juventus Stadium tremava sotto i cori dei tifosi. In mezzo a quella marea bianconera, in prima fila, seduto con il cappotto sulle spalle e il cappello calcato bene in testa, c’era Nonno Giuseppe, 87 anni, occhi lucidi e mani tremanti. Lo avevano accompagnato allo stadio suo nipote Luca e una vecchia sciarpa della Juve, consumata, con il logo scolorito e qualche filo tirato. L’aveva comprata nel 1952, il giorno del suo primo derby.
"È la mia ultima partita", aveva detto sorridendo a Luca, con quella voce roca e gentile, "Voglio vedere la Juve una volta ancora dal vivo."
Giuseppe aveva visto Platini, Baggio, Del Piero. Aveva pianto per l’Heysel e gioito per ogni scudetto. Ogni domenica era sacra: si sedeva davanti alla radio, poi alla TV, e negli ultimi anni davanti a un tablet che faticava a usare. Ma il cuore era sempre lì, in campo con quei colori.
Quando Vlahović segnò il gol decisivo al 92', Giuseppe si alzò in piedi con fatica. Guardò il campo, poi alzò la sciarpa al cielo, con le lacrime che scendevano lente, senza vergogna. Piangeva per la gioia, per i ricordi, per il passato che non torna.
Una telecamera lo inquadrò proprio in quel momento, e il suo volto venne mostrato sui maxischermi. Lo stadio si zittì per un secondo, poi partì un applauso spontaneo. I giocatori, incuriositi, si voltarono. Allegri, dalla panchina, fece un cenno col capo. In tanti avevano riconosciuto quel volto: Giuseppe era una leggenda tra i tifosi, presente ovunque, in radio, sui forum, nei racconti dei vecchi bar sport.
Luca gli mise una mano sulla spalla. "Te l’avevo detto che valeva la pena ve**re."
"Figliolo," disse il nonno, sorridendo tra le lacrime, "questa è la Juve. E finché batte il mio cuore, batterà con lei."
Quella sera, l’immagine di Nonno Giuseppe con la sciarpa alzata fece il giro del web. La Juventus gli inviò una maglia firmata da tutta la squadra, e Allegri lo nominò "Tifoso dell’anno".
Giuseppe se ne andò pochi mesi dopo, serenamente. Sulla sua lapide, su richiesta sua, una sola frase:
"Fino alla fine."