27/09/2025
Don Luca Petraglia
Il Canonico don Luca Petraglia, nato a Piaggine il 18 dicembre del 1869, ordinato sacerdote, era rimasto a Vallo della Lucania. Fu nominato vice rettore del Santuario, dal 1898 al 1906. Dal 1907 fu Rettore, fino alla sua morte, avvenuta l’8 giugno 1947 sul Santuario. Fu sepolto nel cimitero di Novi, nella Ca****la della famiglia Sansone, (una sua nipote, Angelina Mazzei di Piaggine, aveva sposato Gennaro Sansone di Novi). Dal 1917 e fino all’aprile del 1937 fu contemporaneamente Parroco di Novi.
(La parentesi è per evidenziare la coincidenza di alcuni fatti avvenuti sempre in anni con cifra finale 7: quando il popolo di Novi apprese la notizia della sua sostituzione da Parroco, scese in piazza, come si dice oggi, rivolta popolare, Chiesa sbarrata, ecc. Faremo un post dedicato: al 1917, rivolta per la campana del seminario; 1937 rivolta per il parroco; 1947 rivolta per la occupazione delle terre della Foresta; 1977, rivolta per l’acqua e la montagna;).
Nel 1925 aprì un piccolo asilo a Novi, il primo di tutto il circondario.
Nel 1920 ristrutturo’ la Chiesa Santa Maria dei Longobardi.
Soprattutto concepì l’idea della costruzione di un ospedale per i poveri. Inizialmente pensava di costruirlo a Novi, in località Pietra Prignani, il terreno era della Parrocchia, dove ore c’è il parco giochi ed il campo di calcio; poi un po’ per qualche ostilità un po’ per l’accesso complicato, acquisto’ il terreno a Vallo.
Don Luca scriisse anche due libri, “Il Gelbison ed il Santuario di Novi Velia” nel 1918; e nel 1933, il libro “Sacro Monte e Santuario di Novi”, che è stato ristampato a cura del prof. Giuseppe Romanelli e della ProLoco di Novi Velia, nel 2021.
Sotto il suo Rettorato si verificò il furto degli ori della Madonna del Sacro Monte, mai recuperati, ad opera di un brigante molto conosciuto nel circondario e temuto da tutti per aver commesso svariati crimini: tale “Tocolante” o “Tuculante”.
Tanti di noi abbiamo appreso dai nostri genitori, nonni, parenti, dai “whatsapp” delle donne ed uomini, seduti sul “vafio”, davanti al bar, sui gradini della Posta, della Chiesa, fatti, che a noi sembravano favole, racconti, forse fantasie, che adesso, anziani, stentiamo a ricordare.
“Don Luca aveva due lupi, Bruno e Geppina. Obbediscono solo a lui”
Alcuni “Riciono che quest’anno(1937), vene don Peppino a Novi a fare u mese re maggio”; altri “ e nui nce facimo fa sto mese re giugno” e la mano destra batteva rapidamente sul gomito del avambraccio sinistro. Il popolo si era diviso in due schieramenti: u Partitino, quelli favorevoli all’arrivo del nuovo parroco, Don Peppino; u Partitone, quelli contrari e che volevano che don Luca restasse Rettore e Pasroco.
I ricordi svaniscono e sono imprecisi e non puoi più consultare la mamma o la nonna. Abbiamo sbagliando il tempo. Dovevamo cominciare a ricordare e scrivere anni prima, c’erano ancora i testimoni, i suggeritori, i “ricordatori”.
Come con le foto, continuiamo a tenere foto e filmati nei cassetti, se e quando i nostri figli li tireranno fuori, nessuno riconoscerà più i soggetti, i luoghi, gli avvenimenti.
Scusate la divagazione.
La nostra conclusione è che don Luca era una bella persona, sarà difficile ricostruire il suo vissuto quotidiano, ma con un po’ di aiuto ci si può fare. Ricostruire e far conoscere il vissuto di un Parroco, di un Sacerdote e’, credo, ricostruire un pezzo di vita di una comunità, perché il Parroco, il Sacerdote prende alla fine conosce tutto e tutti e soprattutto è quello che prende e/o guida le iniziative umanitarie, sociali, per tutti, a cui tutti possono partecipare.