09/12/2015
JUDO
Fin dal tempo della sua codificazione moderna per opera dell’indiscusso maestro Jigoro Kano (fine anni 1880) il judo, pur essendo arte di combattimento corpo a corpo, deve essere vissuto, al pari di altre arti marziali, come sviluppo e rafforzamento di fisico e psiche, migliorando l’autocontrollo e allo stesso tempo il ragionamento e la rapidità di intervento, applicabile, in linea generale, per risolvere situazioni e problematiche di vario tipo.
"Massima efficacia col minimo sforzo" e "Prosperità e mutuo benessere"
Judo Arte marziale giapponese, basata sul "principio della flessibilità" contenuto nel vocabolo ju. Il principio della flessibilità predica la non-opposizione alla forza dell'avversario e la sua trasformazione in proprio vantaggio. Di fronte a un avversario più forte si avrebbe facilmente la peggio, se alla sua superiore energia si opponesse resistenza; invece di resistere, è meglio assecondare la sua stessa forza fino ad assorbirne lo slancio e a fargli perdere l'equilibrio una volta esaurita la sua spinta. Sulla base di questo fondamento teorico, il judo non può essere semplicemente considerato un tipo di lotta sportiva o una tecnica di autodifesa, ma assume significati e valori più profondi che comportano un esercizio di educazione mentale e fisica. Dal punto di vista prettamente tecnico-atletico, lo scopo del judoka (così viene chiamato il praticante di judo) è dunque quello di proiettare l'avversario sul tatami, il tappeto, e immobilizzarlo, dopo averne atteso l'attacco e averlo sorpreso in una posizione di disequilibrio. Poiché non prevede, se non in particolari casi, l'uso di portare colpi, come il karate, il judo è considerato sport non violento nel quale viene data grande importanza al rispetto tra i praticanti.
Orario: lunedì e mercoledì dalle 20:00 alle 21:30