15/09/2026
Riccardo Collodel, il ragazzo di Lumellogno
Dalla San Giacomo a cento volte Nuara: sembra un titolo, invece è la traiettoria di un ragazzo che ha imparato presto che la vita si gioca a campo largo.
Riccardo Collodel viene da Lumellogno, una frazione che non fa rumore ma che sa crescere uomini veri.
Lì, tra strade quiete e pomeriggi che odorano di erba tagliata, Riccardo ha capito che il pallone non è un passatempo: è un modo di stare al mondo.
A casa c’erano mamma Paola, che ha la pazienza delle donne di provincia,
papà Mauro, che conosce il valore delle cose fatte bene,
e Francesca, la sorella che lo ha visto diventare grande un allenamento alla volta.
Una famiglia che non ha mai chiesto gol, ma impegno.
Non applausi, ma serietà.
Non promesse, ma strada.
Poi arrivò la San Giacomo.
E lì c’era Mimmo, il primo Mister, quello che non parlava di moduli ma di sentimenti:
«Riccardo, il calcio lo devi voler bene. Se lo rispetti, lui ti porta lontano.»
E quel ragazzo di Lumellogno ci credette.
Ci credette con la fame buona dei ragazzi che non hanno fretta di diventare campioni, ma vogliono diventare uomini.
San Giacomo fu la sua prima patria sportiva:
campi consumati, panchine che scricchiolano, compagni che diventano fratelli.
Lì imparò la cosa più difficile: non avere paura del proprio talento.
Poi arrivò il Nuara.
La maglia bianca e azzurra, pesante come una promessa.
Riccardo la indossò con la stessa umiltà di quando correva sulla terra di San Giacomo, ma con un fuoco nuovo negli occhi: quello dei ragazzi che sanno che stanno entrando nella storia della loro città.
Le prime partite furono un battesimo.
Le seconde, una conferma.
Le decime, un’abitudine.
La centesima, un romanzo.
Cento volte Nuara.
Cento volte la stessa corsa generosa, la stessa fame di pallone, la stessa dignità di chi non gioca per sé ma per un popolo intero.
Perché Riccardo non è solo un calciatore: è un figlio della città.
Uno che porta Novara nelle gambe, Lumellogno nel cuore, San Giacomo nella memoria.
E quando oggi lo guardi scendere in campo, capisci che Mimmo aveva ragione:
il calcio gli ha voluto bene.
Gli ha restituito tutto l’amore che lui gli aveva dato da bambino, quando ancora non sapeva che un giorno avrebbe raggiunto la cifra tonda delle cento battaglie con la maglia del Nuara.
Riccardo Collodel è questo:
un ragazzo che ha trasformato la fedeltà in carriera,
la provincia in epica,
la sua storia in un piccolo romanzo di sport e sentimento.
E la città, oggi, gli vuole bene par dabon.
Novara Football Club
Riccardo Collodel
Mauro Collodel