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Sai che poche persone conoscono l'𝗔𝗶𝗸𝗶𝗱𝗼? Tu ne avevi mai sentito parlare?

A differenza del Judo e del Karate è un’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗴𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲𝘀𝗲 che non prevede gare e che per questo ha mantenuto uno spirito più puro, ma ha anche avuto una minor diffusione presso il grande pubblico. L’Aikido offre 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲.

È stato sviluppato da 𝗠𝗼𝗿𝗶𝗵𝗲𝗶 𝗨𝗲𝘀𝗵𝗶𝗯𝗮 negli anni '20 del secolo scorso, ed è basato su principi di armonia, fluidità dei movime

nti e strategie di neutralizzazione degli attacchi. Una delle caratteristiche distintive dell'Aikido è il fatto che 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 per poter essere praticato in modo efficace. Si basa, infatti, sulla 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗼𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 e sulla capacità di utilizzare la forza del proprio partner contro di lui. Questo rende l'Aikido adatto a persone di tutte le età. In sintesi, la pratica dell’Aikido aiuta a sviluppare 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮, 𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮', 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼. Migliora il benessere generale del corpo e rende la mente più 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮, 𝗽𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗿𝗲𝗻𝗮. Senza dimenticare che la pratica deve essere certamente attenta e responsabile, ma anche 𝗴𝗶𝗼𝗶𝗼𝘀𝗮 e viene molto valorizzata 𝗹’𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗻𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 all'interno del gruppo dei/delle praticanti. Se sei interessato a provare l'Aikido contattaci su WhatsApp al + 39 335 -216142
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10/06/2026

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www.aikidonovara.comKotegaeshi: Quando il Controllo Diventa ArmoniaIl Kotegaeshi (小手返し), traducibile come “rotazione del...
10/06/2026

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Kotegaeshi: Quando il Controllo Diventa Armonia

Il Kotegaeshi (小手返し), traducibile come “rotazione del polso”, è una delle tecniche più conosciute e rappresentative dell’Aikido. Elegante, dinamica e altamente efficace, esprime in modo chiaro il principio fondamentale dell’arte: utilizzare l’energia dell’attacco per ristabilire l’armonia senza ricorrere alla forza.

La tecnica si sviluppa attraverso il controllo del polso dell’attaccante e una rotazione che ne compromette l’equilibrio. Attraverso un movimento circolare del corpo, tori accompagna uke lungo una traiettoria naturale che conduce alla proiezione. L’efficacia del Kotegaeshi non dipende dalla forza delle braccia, ma dalla capacità di coordinare il movimento del corpo, il tempismo e la direzione dell’energia.

Dal punto di vista tecnico, il Kotegaeshi insegna alcuni principi fondamentali dell’Aikido:

* Mantenere una connessione costante con l’attaccante.
* Utilizzare il movimento circolare per guidare l’energia.
* Rompere l’equilibrio senza opporre resistenza.
* Coordinare il lavoro delle mani con lo spostamento del corpo.
* Applicare il controllo con precisione e sensibilità.

Uno degli aspetti più interessanti del Kotegaeshi è la sua adattabilità. Può essere eseguito in risposta a numerose forme di attacco e permette di comprendere come una minima variazione nella direzione o nel tempo di esecuzione possa modificare completamente il risultato della tecnica.

La pratica richiede particolare attenzione sia da parte di tori sia di uke. La corretta esecuzione delle cadute e il rispetto reciproco sono elementi indispensabili per studiare la tecnica in sicurezza e svilupparne gradualmente la profondità.

Sul piano filosofico, il Kotegaeshi rappresenta la capacità di trasformare una situazione potenzialmente conflittuale in un movimento armonioso. Invece di scontrarsi con la forza dell’attacco, il praticante impara a comprenderla, accompagnarla e guidarla verso una conclusione naturale.

Per questo motivo il Kotegaeshi è molto più di una semplice proiezione: è un esercizio di sensibilità, presenza e controllo, nel quale la vera efficacia nasce dalla capacità di trasformare l’energia piuttosto che contrastarla.

“Il vero potere non consiste nel vincere l’avversario, ma nel guidare il movimento con armonia, precisione e rispetto.”

www.aikidonovara.comShionage: la Proiezione nelle Quattro DirezioniTra le tecniche più rappresentative dell’Aikido, lo S...
10/06/2026

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Shionage: la Proiezione nelle Quattro Direzioni

Tra le tecniche più rappresentative dell’Aikido, lo Shionage (四方投げ) occupa un posto di particolare rilievo. Il suo nome significa letteralmente “proiezione nelle quattro direzioni” e richiama la capacità del praticante di controllare il partner attraverso il proprio centro, conducendolo in qualsiasi direzione dello spazio con fluidità ed efficacia.

Lo Shionage nasce dal controllo del braccio e della postura dell’attaccante. Attraverso un movimento circolare, tori accompagna uke in una spirale che ne rompe l’equilibrio, mantenendo costante la connessione e guidando il movimento senza opporre forza contro forza. La tecnica culmina con una proiezione elegante e potente, che esprime perfettamente i principi fondamentali dell’Aikido.

Dal punto di vista didattico, lo Shionage permette di sviluppare competenze essenziali:

* Corretta gestione della distanza (ma-ai).
* Utilizzo del centro (hara) come motore del movimento.
* Coordinazione tra spostamento del corpo e azione delle braccia.
* Capacità di mantenere il controllo dell’equilibrio dell’attaccante.
* Comprensione dei movimenti circolari tipici dell’Aikido.

A differenza di altre tecniche che si basano prevalentemente sulla leva articolare, lo Shionage insegna a guidare l’energia dell’attacco trasformandola in movimento armonioso. Per questo motivo viene spesso considerato una delle tecniche che meglio rappresentano la filosofia dell’Aikido: non contrastare, ma accompagnare e dirigere.

La pratica dello Shionage richiede attenzione e sensibilità. Uke deve possedere una buona capacità di caduta (ukemi), mentre tori deve mantenere il controllo della tecnica fino alla conclusione della proiezione, garantendo sicurezza e rispetto reciproco.

Nel percorso di studio dell’Aikido, lo Shionage diventa progressivamente molto più di una semplice tecnica. È un esercizio di presenza, equilibrio e armonia che insegna a trasformare la forza dell’attacco in un’opportunità di crescita tecnica e personale.

“Lo Shionage non è forza, ma direzione. Non è opposizione, ma armonia. È la capacità di guidare il movimento mantenendo il proprio centro.”

www.aikidonovara.comIriminage: Entrare nel Cuore dell’AttaccoL’Iriminage (入り身投げ), spesso tradotto come “proiezione attra...
10/06/2026

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Iriminage: Entrare nel Cuore dell’Attacco

L’Iriminage (入り身投げ), spesso tradotto come “proiezione attraverso l’entrata”, è considerato una delle tecniche più caratteristiche e profonde dell’Aikido. Pur apparendo semplice nella sua esecuzione, racchiude alcuni dei principi più importanti dell’arte fondata da Morihei Ueshiba: presenza, tempismo, centratura e armonizzazione con l’attacco.

Il termine irimi significa letteralmente “entrare”. In questa tecnica il praticante non si allontana dall’attacco né lo contrasta frontalmente, ma entra decisamente nello spazio dell’avversario, raggiungendo una posizione vantaggiosa dalla quale può guidarne il movimento e condurlo alla proiezione.

L’Iriminage non si basa su una leva articolare o su una presa particolarmente forte. La sua efficacia nasce dalla capacità di rompere l’equilibrio dell’attaccante attraverso il movimento del corpo, l’utilizzo del centro e una corretta gestione della distanza. Quando eseguita correttamente, la tecnica appare naturale e fluida, quasi come se uke cadesse seguendo spontaneamente il movimento creato da tori.

La pratica dell’Iriminage sviluppa qualità fondamentali:

* Capacità di entrare con decisione senza opporsi alla forza.
* Comprensione del concetto di ma-ai (distanza).
* Coordinazione tra movimento del corpo e direzione dell’energia.
* Stabilità del centro e controllo della postura.
* Fiducia nell’azione e presenza mentale.

Dal punto di vista filosofico, l’Iriminage rappresenta uno degli insegnamenti più profondi dell’Aikido. Invece di evitare il conflitto o affrontarlo con aggressività, insegna a entrare nella situazione con lucidità, assumendosi la responsabilità di guidarne l’evoluzione verso una soluzione armoniosa.

Per questo motivo molti maestri definiscono l’Iriminage come “l’anima dell’Aikido”: una tecnica nella quale il movimento, il respiro e l’intenzione diventano un’unica espressione.

Durante la pratica è essenziale che uke e tori collaborino con attenzione e rispetto reciproco. L’Iriminage richiede infatti sensibilità, precisione e una buona capacità di caduta, affinché la tecnica possa essere studiata in sicurezza e con continuità.

“L’Iriminage insegna che il vero coraggio non consiste nell’opporre forza alla forza, ma nell’entrare nel cuore dell’azione mantenendo il proprio centro e la propria armonia.”

www.aikidonovara.comKoshinage (腰投げ), letteralmente “proiezione d’anca”, è una delle tecniche più spettacolari e dinamich...
10/06/2026

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Koshinage (腰投げ), letteralmente “proiezione d’anca”, è una delle tecniche più spettacolari e dinamiche dell’Aikido. Pur condividendo principi simili alle proiezioni del Judo, nel contesto aikidoistico essa nasce dal controllo dell’equilibrio dell’attaccante e dall’armonizzazione con la sua energia, piuttosto che dalla sola forza fisica.

La corretta esecuzione del Koshinage richiede una perfetta coordinazione tra spostamento, timing e centratura. Tori conduce il movimento di uke fino a rompere il suo equilibrio, entrando profondamente e posizionando il proprio baricentro sotto quello del partner. L’anca diventa così il fulcro attorno al quale uke viene proiettato in modo fluido e controllato.

Dal punto di vista didattico, il Koshinage rappresenta un importante strumento per comprendere alcuni principi fondamentali dell’Aikido:

* Utilizzo del centro (hara) come motore del movimento.
* Gestione della distanza e del tempo di entrata.
* Mantenimento della connessione con il partner.
* Capacità di guidare l’energia senza opporvisi.

L’apprendimento di questa tecnica richiede particolare attenzione alla sicurezza. Uke deve possedere una buona padronanza delle cadute (ukemi), mentre tori deve garantire un controllo costante della proiezione fino al termine del movimento.

Nella pratica avanzata, il Koshinage non è soltanto una tecnica di proiezione, ma diventa l’espressione della capacità di fondere stabilità, fluidità e precisione in un unico gesto. Quando eseguito correttamente, trasmette la sensazione di un movimento naturale e continuo, nel quale l’attaccante viene accompagnato nella caduta senza brusche interruzioni.

“Il Koshinage insegna che la vera efficacia non nasce dalla forza, ma dalla capacità di guidare il movimento attraverso il proprio centro.”

www.aikidonovara.comAccompagnare senza trattenereRiflessioni sul significato profondo dell’insegnamento nelle arti marzi...
08/06/2026

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Accompagnare senza trattenere

Riflessioni sul significato profondo dell’insegnamento nelle arti marziali

C’è un momento, nel percorso di ogni insegnante, in cui la tecnica smette di essere il centro dell’insegnamento.

Le forme, i movimenti, le proiezioni e gli esercizi continuano a essere importanti, ma diventano strumenti al servizio di qualcosa di più profondo: la crescita della persona.

Chi dedica una vita alle arti marziali comprende progressivamente che il proprio compito non consiste nel creare copie di sé stesso. Il vero insegnamento nasce quando si aiuta l’allievo a trovare la propria strada.

Sul tatami si condividono ore di pratica, fatica, entusiasmo e talvolta anche momenti di scoraggiamento. Si osservano persone arrivare con aspettative diverse, maturare nel tempo e trasformarsi attraverso l’esperienza. Alcune resteranno per molti anni, altre soltanto per una stagione della loro vita.

Per un insegnante questo rappresenta una delle lezioni più difficili da accettare.

Ogni allievo porta con sé possibilità ancora inesplorate. Ogni percorso interrotto lascia inevitabilmente il ricordo di ciò che avrebbe potuto diventare. Eppure la maturità consiste proprio nel comprendere che nessuno può decidere il cammino di un altro essere umano.

Si può indicare una direzione, ma non percorrere la strada al posto di chi la deve affrontare.

L’insegnamento autentico richiede presenza, dedizione e generosità, ma anche una forma di distacco. Non il distacco dell’indifferenza, bensì quello della libertà. La libertà di offrire senza pretendere, di accompagnare senza trattenere.

Quando questa consapevolezza matura, il rapporto tra maestro e allievo cambia profondamente. L’attenzione si sposta dal risultato al processo, dalla volontà di conservare alla capacità di trasmettere.

L’arte continua il proprio cammino attraverso le persone che la incontrano. Alcuni ne custodiranno fedelmente l’essenza, altri la interpreteranno in modo diverso, altri ancora porteranno con sé soltanto una piccola parte di ciò che hanno ricevuto.

Nessuna di queste possibilità diminuisce il valore dell’insegnamento.

Il compito del maestro non è garantire il futuro dell’arte, ma essere pienamente presente nell’atto della trasmissione. Offrire il meglio di sé, sapendo che ciò che è stato donato seguirà strade che non gli appartengono.

Forse è proprio questa la forma più alta dell’insegnamento: accendere una luce senza voler decidere quale sentiero illuminerà.

Indirizzo

Piazzale Giuseppe Fortina N 6
Novara
28100

Orario di apertura

Martedì 18:00 - 21:30
Giovedì 18:00 - 09:30

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