20/12/2018
Come NorciAgorà, dopo aver partecipato all'incontro della scorsa settimana con il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, abbiamo inviato al Prof. Farabollini una nota con alcune riflessioni che qui di seguito riportiamo.
"Ci teniamo a dirLe che per noi il Suo incarico ha il significato di un necessario ed indifferibile cambio di passo organizzativo, normativo e operativo. Ad oltre 2 anni dagli eventi risultano ormai evidenti le carenze della ricostruzione, gli errori fatti e le inefficienze attuali.
Ora occorre cambiare ciò che non ha funzionato verso l’obiettivo principale della ricostruzione, antisismica e tempestiva, facendo alcune scelte non più procrastinabili. Su questi punti ci permettiamo di rafforzare alcuni elementi che sono stati già indicati da altri partecipanti
all’incontro e di aggiungerne altri che avremmo voluto segnalare verbalmente.
Il primo riguarda la possibilità di prevedere successivi incontri, su base territoriale, per migliorare la nostra e la Sua consapevolezza sulle criticità e sugli obiettivi e per confermare la volontà di comunicare efficacemente come, quanto e chi procede.
Per ciò che riguarda la parte organizzativa siamo convinti che la continuità operativa degli USR non può essere messa in dubbio ogni fine anno e che sia indispensabile
aumentarne l’organico in modo stabile per un periodo sufficientemente lungo, con personale adeguatamente formato e motivato.
Per gli aspetti normativi riteniamo necessario che si debbano (e che si possano) semplificare le procedure per le verifiche delle istanze, con modalità graduate alla complessità o meno dei casi. La differenziazione del territorio colpito, proposta più volte ma non attuata, ci pare assolutamente non rinviabile, con l’individuazione di due categorie di comuni come fu fatto nel 1997.
Riteniamo che l’attuazione della zona franca fiscale abbia troppe lacune e, per come è stata attuata, risulti assai poco incisiva in termini temporali e territoriali, soprattutto nella zona dei Sibillini che, nel precedente decennio, è stata il traino socio-economico dell’intera area montana colpita. Vanno, a nostro parere, estesi i termini temporali e adeguati quelli imprenditoriali e territoriali. Questo aspetto influisce enormemente l’attività delle imprese e
dei lavoratori e spinge molti ad abbandonare il territorio o a programmare il proprio futuro altrove.
Per le questioni più strettamente operative ciò che ci colpisce negativamente sono la mancanza di scadenze verificabili e la chiarezza sui compiti assegnati e svolti. Facciamo ad esempio riferimento al ripristino della viabilità che è elemento decisivo e fondamentale per
tutto il territorio colpito.
Tutte queste incertezze stanno agendo da fattore determinante il progressivo spopolamento di questa area montana.
Le chiediamo di permetterci di comunicare ancora con Lei, possibilmente incontrandoLa sul nostro territorio nursino, e di farsi carico verso il Governo di queste nostre richieste."