29/01/2021
Nel 1931, il Comitato Olimpico Internazionale aggiudicò a Berlino l’organizzazione dei
Giochi Olimpici Estivi del 1936. La scelta fu un segnale chiaro del ritorno della Germania
nella comunità internazionale, dopo il suo isolamento nel periodo successivo alla
sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. Due anni più tardi, il leader del Partito Nazista
Adolf Hi**er fu nominato Cancelliere della Germania e la già fragile democrazia divenne
ben presto una dittatura che avrebbe perseguitato gli Ebrei, i Rom (Zingari), tutti gli
oppositori politici e molti altri.
L’obiettivo dei Nazisti, di controllare ogni aspetto della società tedesca, si estendeva
anche allo sport. Le immagini collegate alle attività sportive diffuse negli anni Trenta
servirono a diffondere il mito di una razza “Ariana” superiore e fisicamente più forte.
L’Associazione Pugilistica tedesca espulse il campione dilettante Erich Seelig,
nell’aprile del 1933, perché.
Le olimpiadi di Berlino si aprono il 1 Agosto del 1936. Per la prima volta nella storia, i
giochi vengono inaugurati da un tedoforo che entra nello stadio con la fiamma olimpica ed
accende il bracere (da lì in poi si farà sempre) e per la prima volta nella storia, i Giochi
vengono ripresi dalla televisione. Tutto è organizzato alla grande, il regime nazista si è
impegnato a fondo per mostrare al mondo la potenza della Germania e la superiorità della
razza ariana.
A scombinare i piani di Hi**er e dei suoi ecco però che arriva questo ragazzo dell’Alabama,
americano e di colore: è Jesse Owens e diverrà il protagonista assoluto di quei giochi
olimpici. Egli conquista tutte le principali competizioni di atletica. Vince 4 medaglie d’oro
conquistando i 100 e i 200 metri, la staffetta 4X100 e il salto in lungo. Nel salto in lungo, in
particolare, Owens gareggia proprio con un atleta ar**no, Luz Long, il quale aveva l’onere
di portare a casa la medaglia d’oro in quella disciplina, essendo stato appunto selezionato
dal regime. Ma non c’è niente da fare, Owens è il più forte, l’oro è suo e a Long non rimane
che accontentarsi del secondo posto.
La leggenda vuole che, dopo la vittoria di Owens su Long, Hi**er si sia
alzato lasciando lo stadio, per non dover stringere la mano al ragazzo
nero. In realtà ciò non accadde. Dopo essere sceso dal podio, Owens
passò davanti alla tribuna d’onore e ricevette il saluto di Hi**er che, da
lontano, agitò la mano in direzione di Jesse. Lo stesso “omaggio” non
gli venne reso in patria da Roosevelt, il quale, impegnato nella campagna
presidenziale, preferì non incontrare l’atleta di colore per evitare di
perdere i voti dei conservatori.
Ma la storia più bella e incredibile di queste olimpiadi è legata alla gara di salto in
lungo. Durante quella gara, Owens ha delle difficoltà a qualificarsi, i primi due
salti risultano nulli e Jesse ha a disposizione solo un ultimo tentativo per
qualificarsi. Ecco allora che gli si avvicina proprio il suo avversario tedesco, Luz
Long, che gli suggerisce di anticipare la rincorsa del salto. Owens segue il
consiglio e riesce finalmente a qualificarsi e vincere poi la gara.
#1936