17/06/2026
Quando il sogno cambia proprietario
Ogni genitore che accompagna un figlio a fare sport conosce quella sensazione.
La speranza.
La voglia di vederlo felice.
Il desiderio di sostenerlo.
All'inizio è semplice.
Un paio di scarpe.
Un pallone.
Qualche allenamento.
Poi passano gli anni.
Arrivano le trasferte.
Le rinunce.
I sacrifici.
Le attese fuori dal campo.
E senza accorgercene iniziamo a mettere qualcosa dentro lo zaino che quel ragazzo porta sulle spalle.
Le nostre speranze.Le nostre aspettative.
I nostri investimenti.
I nostri sogni.
Ed è qui che nasce una domanda che come psicologa dello sport mi pongo spesso:
Di chi è quel sogno?
Del ragazzo?
Del genitore?
Di entrambi?
Perché sostenere un sogno è una delle cose più belle che un adulto possa fare.
Ma esiste una differenza sottile tra accompagnare un sogno e sentirsi responsabili della sua realizzazione.
Quando questa differenza si perde, il ragazzo non gioca più soltanto per ciò che ama. Comincia a giocare anche per non deludere. Per restituire qualcosa. Per essere all'altezza.
E allora quel sogno rischia di cambiare proprietario.
Forse il compito più difficile per un genitore non è insegnare a sognare.
È riuscire a restare accanto a quel sogno senza entrarci dentro.
Perché i sogni dei figli hanno bisogno di sostegno.
Ma hanno bisogno, soprattutto, di restare loro.
Dott.ssa Antonia Nappi
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Psicologa dello Sport ⚽️