Equestrian Coach Jessica Novelli

Equestrian Coach Jessica Novelli Mamma, trainer e interprete del linguaggio del cavallo. Istruttrice di Equestri
Insegno a costruire relazioni vere con i cavalli

07/06/2026

[ LA VITA PREMIA CHI SA COGLIERE L’ATTIMO ]
(i cavalli t’insegnano che, di solito, quell’attimo arriva mentre ti stai divertendo )

Ci sono cavalieri che passano la vita a cercare il momento perfetto.

Il problema è che il momento perfetto, di solito, è già passato mentre stavano cercando di organizzarlo.

Questo accade con i cavalli e nella vita…

Cerchiamo l’esercizio giusto, il metodo giusto, il giorno giusto, la luna giusta, che Saturno non sia contro e possibilmente anche il vento favorevole.

Poi, all’improvviso, succede qualcosa per caso.

Un movimento.
Un’idea.
Un tentativo.

E lì hai due possibilità: ignorarlo perché non era nel programma…
oppure coglierlo al volo e trasformarlo in apprendimento.

Questo “seduto” di Dinda non era nei piani.

Ma i cavalli non leggono i nostri programmi. Per fortuna.

A volte le lezioni più belle nascono proprio quando smetti di voler controllare tutto e inizi a osservare davvero quello che hai davanti.

Vale con i cavalli.
Vale con le persone.
Vale con la vita.

Perché il divertimento non arriva quando tutto va come previsto.

Arriva quando sei abbastanza presente da accorgerti che sta succedendo qualcosa di interessante.

E allora giochi.

Perché imparare è una cosa seria.

Ma non significa che debba essere per forza noiosa.

Grazie per avermi “prestato” la Dinda!

12/05/2026

Ultimamente sono stata un po’ incostante sui social.
Non perché sia sparita.
Ma perché quando scegli di fare questo mestiere, a volte ti ritrovi risucchiato in una centrifuga tra lavoro, emozioni, fatiche e soddisfazioni.

Tra corsi, lezioni, continua ricerca, studio, cavalli da ascoltare e cavalieri da accompagnare, ho seguito un flusso che mi ha portata a fare varie considerazioni…
Una tra tante…
mi sono resa conto di una cosa abbastanza scomoda:
molti cercano una tecnica.
Pochissimi cercano una trasformazione.

E il cavallo questa differenza la vede in circa 0,3 secondi.
Perché a lui poco importa come appari agl’occhi di chi ti guarda ma…
Mette più attenzione a come respiri,
quanto sei coerente quando nessuno ti applaude.

Perché diventare un buon cavaliere , un addestratore o un istruttore non significa imparare a “far fare cose” a un cavallo.
Significa imparare a togliere rumore riuscendo comunque a chiedere ed a esserci.
Abbandonare Ego, Fretta. Controllo compulsivo travestito da leadership.

Ed è strano da dire, ma spesso i percorsi più belli non nascono da persone perfette.
Nascono da persone stanche di sentirsi scollegate.
Dal cavallo.
Da sé stesse.
Da un ambiente che insegna esercizi ma non presenza.

Per questo nei miei percorsi di Equestri non cerco automi che ripetono protocolli come stampanti possedute dal demonio.
Ma persone disposte a mettersi in discussione.
A crescere tecnicamente, sì.
Ma anche umanamente.
In mezzo ad altre persone che condividono gli stessi valori, la stessa visione e lo stesso rispetto per il cavallo.
Ed ho avuto la fortuna di incontrare persone davvero meravigliose ✨

Perché il cavallo non mente.
E alla fine… ti porta sempre davanti alla versione di te che stavi evitando di guardare.

Non è il grado di difficoltà a fare il cavaliere… è come ci arrivi, cosa senti mentre sei nella direzione giusta, e chi ...
30/04/2026

Non è il grado di difficoltà a fare il cavaliere…
è come ci arrivi,
cosa senti mentre sei nella direzione giusta,
e chi diventi nel momento in cui scegli di affrontarla.

“Non incontrerai mai lo stesso cavallo due volte. Nemmeno nello stesso cavallo.”Perché il cavallo che ti viene incontro ...
16/04/2026

“Non incontrerai mai lo stesso cavallo due volte. Nemmeno nello stesso cavallo.”

Perché il cavallo che ti viene incontro oggi non è quello di ieri. E non sarà quello di domani.

Non perché sia incoerente o pazzo. Ma perché è vivo.

Ha un sistema nervoso che registra, interpreta, collega. Ha memoria, aspettative, tensioni muscolari, livelli di energia, emozioni, ormoni, temperatura corporea, qualità del sonno, stato digestivo, esperienze appena fatte e cose che noi nemmeno immaginiamo.

Noi umani abbiamo la fastidiosa abitudine di etichettare:
“È pigro.”
“È nervoso.”
“È dominante.”
“È buono.”

Come se un cavallo fosse una scatoletta con sopra scritto “tonno”.

Invece no.
Un cavallo è più simile a un ecosistema in movimento: cambia, si adatta, reagisce, evolve.

E forse il vero lavoro non è pretendere che sia sempre uguale.
Ma imparare ad arrivare ogni giorno con abbastanza sensibilità da incontrare davvero chi abbiamo davanti, e non il ricordo che abbiamo di lui.

03/04/2026

[ FARE UNA COSA PIANO NON SIGNIFICA CHE SIA MORBIDO]

Puoi essere lentissimo e comunque invasivo, pesante, confuso.

I cavalli questo lo sanno benissimo.

Tra loro la morbidezza non è questione di velocità.
È questione di chiarezza.

Possono correre, giocare, avere energia alta, eppure continuare a comunicare in modo pulito, leggibile, senza urlarsi addosso.

Perché morbido non vuol dire debole.
Vuol dire preciso.

E spesso noi umani confondiamo la calma con l’assenza di energia.

Ma un cavallo può essere potentissimo e restare delicato.

Ecco che, anche noi,
per essere dei cavalieri piacevoli
dobbiamo imparare a sentirci davvero,
per capire se stiamo facendo qualcosa con intenzione…
o se stiamo semplicemente vagando nel campo come piccioni confusi.

Buone notizie per i cavalli!!!!I veri cavalieri saranno finalmente ascoltati! Anche se purtroppo è solo un pesce d’april...
01/04/2026

Buone notizie per i cavalli!!!!
I veri cavalieri saranno finalmente ascoltati!

Anche se purtroppo è solo un pesce d’aprile! 🐠

26/03/2026

[ TUTTI VOGLIONO COMUNICARE CON IL CAVALLO… finché non si va sul personale ]

Ricevo molto spesso la stessa domanda:
“Come si arriva a lavorare in libertà? Come si ottiene quella comunicazione con il cavallo?”

La verità è che non è tutto regalato.
E no… non siamo tutti fenomeni…
Al di là della tecnica…
Dietro c’è sicuramente esercizio,
allenamento e fatica.

Ma soprattutto ci sono momenti scomodi!!!
Quelli in cui il cavallo ti guarda e, senza dire niente, ti smonta pezzo per pezzo.

E lì troppo spesso succede qualcosa,
arriva il punto in cui quasi tutti si fermano…
e non è quando il cavallo non capisce.
È quando iniziano a emergere le difficoltà vere.
Quelle che non riguardano più il binomio in sé , ma riguardano noi.
E taaac ecco che i cavalieri spariscono… mollano…

Non perché non siano capaci.
Ma perché non si ha voglia di farsi vedere davvero e soprattutto di vedersi davvero…
Di mettersi in discussione( non con gl’altri ma con se setessi)
Di attraversare quella roba lì…

E quindi si torna agli strumenti, ai marchingegni di contenimento, alle scuse eleganti.

La verità è che lavorare in libertà con il cavallo non è difficile.
È difficile restarci quando diventa personale.

Ed è esattamente lì che si fa la differenza:
tra chi vuole “fare cose col cavallo”
e chi è disposto a cambiare per davvero.

Perché…
il cavallo non mente…
E tu puoi anche provarci…
ma lui ti sgama sempre!

Dai cavalli ho imparato una cosa molto semplice.Quando c’è tensione puoi fare due cose: 1. Aumentarla. 2. Disinnescarla....
11/03/2026

Dai cavalli ho imparato una cosa molto semplice.

Quando c’è tensione puoi fare due cose:
1. Aumentarla.
2. Disinnescarla.

La prima viene più facile.
Basta essere reattivi, aggressivi, orgogliosi.

La seconda richiede qualcosa di più raro:
calma, presenza e intelligenza emotiva.

Un buon cavaliere non è quello che “vince” il conflitto.
È quello che lo scioglie.

Vale con i cavalli.
E, nella vita di tutti i giorni…

Per questo nei corsi di formazione di Equestri, non parliamo solo di tecnica ma è parte fondamentale del corso imparare a gestire le emozioni e saper gestire i conflitti.
Perché saper mo***re a cavallo non basta, se prima non impari a essere una bella persona.

05/03/2026

[ IL PROBLEMA È CHE SEMBRA FUNZIONARE]

“Quel cavallo non si è calmato.
Si è arreso.”

E la differenza, nell’addestramento, è enorme.

Dopo il video che ho ricondiviso nelle storie mi avete scritto in tantissimi chiedendo perché quella tecnica
— il flooding —
sia così sconsigliata.

Il flooding significa immergere il cavallo nello stimolo finché smette di reagire.

Ma il cavallo non impara a gestirlo.
Impara che non può scappare.

È trattenuto alla capezza.
È bloccato dal cavaliere.
dal recinto o strumenti di contenimento.
Lo stimolo continua.

Quindi il sistema nervoso fa l’unica cosa possibile: si spegne.

Secondo la teoria polivagale, quando un mammifero non può né lottare né fuggire entra prima in compiacenza e poi in freezing.

Non è calma.
È sopravvivenza.

È lo stesso motivo per cui, se un ladro armato entra in casa tua, potresti dargli il portafoglio.
Non perché sei rilassato.
Ma perché stai cercando di uscire vivo dalla situazione.

Il problema è che spesso guardiamo solo il risultato finale:

il cavallo fermo.

E perdiamo tutto quello che succede prima e durante:

• micro-contrazioni
• respiro corto
• muscoli rigidi
• sguardo che si spegne

A occhi profani sembra un successo.

In realtà abbiamo spento il sintomo.
Ma l’emozione resta.

E quando resta… prima o poi torna fuori.
Spesso “all’improvviso”.

Imparare a leggere questi segnali cambia completamente il modo di lavorare con un cavallo.

Perché il vero obiettivo non è farlo stare fermo.

È farlo stare bene con noi.

Di questo parliamo dentro Obiettivo Binomio. (Link in bio).

Se ti interessa capire davvero come funziona il sistema nervoso del cavallo, ti aspetto là.

[ QUANDO FARE TUTTO GIUSTO NON BASTA ]Lo fanno in tanti.Funziona per pochi.E no, non è perché “gli altri hanno il cavall...
26/02/2026

[ QUANDO FARE TUTTO GIUSTO NON BASTA ]

Lo fanno in tanti.
Funziona per pochi.

E no, non è perché “gli altri hanno il cavallo giusto”.

Nella maggior parte delle scuole di equitazione impari la tecnica come se fosse uno schema comune.
Stesso esercizio. Stessa soluzione. Stessa risposta.
Come se la differenza tra soggetti ed il contesto non esistessero.

Poi vai in gara o semplicemente cambiano le cose
e scopri che il cavallo non risponde alla tecnica,
ma a quello che succede intorno mentre la applichi.

Molti binomi fanno tutto “corretto”.
Posizione corretta. Aiuti corretti.
Tempi corretti.
In situazioni neutre.

Appena le cose cambiano, accade qualcosa attorno, ci si ritrova in gara o semplicemente in un campo nuovo o con qualcosa che cambia all’esterno, ed ecco che,
i tempi cambiano.
Le pressioni cambiano.
Il cavallo cambia.

E tu continui a fare la cosa giusta
nel momento sbagliato.

Non perché non sei capace.
Ma perché nessuno ti ha mai allenato a capire cosa stava succedendo e quindi ad adottare ‘le tecniche’ giuste per quella situazione,
non solo a eseguirle.
E probabilmente lo stesso è stato fatto con il cavallo…

Si copia ciò che funziona nei cavalieri talentuosi (spesso inconsapevoli di ciò che realmente stanno facendo)
senza capire perché funziona proprio lì,
con quel cavallo, in quella situazione.

Per questo lo fanno in tanti
e funziona per pochi.

Non è un problema di talento.
Non è questione del cavallo giusto.
È un buco enorme nella formazione.

Quello che non è nel “programma”
è spesso ciò che fa davvero la differenza.

Se vuoi saperne di più ti aspetto in Obiettivo Binomio, link in bio!

Indirizzo

Via Ghiaie Superiori 9
Noceto
43015

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