20/05/2026
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GIRO D'ITALIA, BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E TRASPORTO PUBBLICO
Il ritorno della tappa del giro d'italia sul nostro territorio è un evento sportivo storico che auspichiamo possa rappresentare stavolta anche uno spot per aprire nuovi orizzonti al fenomeno del cicloturismo nell'agro nocerino-sarnese, in particolare sull'asse tra Pompei e le due Nocera, tutto pianeggiante e facile da percorrere, così come si sta facendo per il progetto Salerno-Paestum.
In tal senso lanciamo un appello a comuni, associazioni e imprese che hanno aderito alla "DMO" perchè offrire servizi TPL dedicati e puntare su percorsi ciclabili come avviene in tante realtà italiane (con miliardi di euro di fatturato per l'indotto) serve a valorizzare il paesaggio e i beni culturali di cui disponiamo, tra natura, storia, religione, folkore ed enogastronomia. Diventerebbe, poi, una grande occasione per associarlo alla diffusione del ciclismo urbano e periurbano per la riduzione di traffico e smog. Molti spostamenti avvengono entro massimo 3km e con le e-bike è agevole come farli in motorino.
Oltretutto la dorsale di progetto nel "PUMS di Nocera Inferiore" rientra nel percorso della Ciclovia del Sole - Bicitalia 1 che coincide con Eurovelo 7 , (già frutto di un bando dell'Acamir per collegare Napoli a Salerno) dando evidenza alla Tofano sullo sfondo della collina del Parco Fienga e con una sosta agli scavi di piazza del corso, fino al Battistero Paleocristiano, nell'entroterra.
Sarebbe importante includere tra i progetti del "MASTERPLAN AGRO" sia un potenziamento serio del trasporto pubblico locale ormai al collasso specie nell'ultimo decennio, sia ciclabilità e micromobilità in genere (e intermodalità tra
i vari mezzi) per stimolare un cambio culturale che lentamente sta avvenendo ma con alcune resistenze anacronistiche da parte di chi ha una chiusura mentale che rischia di farci restare indietro se non abbiamo il coraggio di cambiare registro e convincerci di dover progredire elevandoci a città europee, con una mobilità dolce/sostenibile, sicura, atta ad armonizzare le esigenze di sicurezza stradale, riduzione emissioni inquinanti/climalteranti ed il risparmio energetico che ricade non solo sull'ambiente e la salute, ma aggrava i costi per i cittadini come sta avvenendo con la guerra in Medio Oriente.
Ci siamo appena iscritti alla nuova Consulta regionale della mobilità, sulla quale bisogna fare leva per ottenere un potenziamento mirato del trasporto pubblico locale superando i disagi frequenti di chiusura della linea storica, ma anche provando a ripristinare qualche corsa veloce (sono spariti i treni diretti e gli intercity) e un piano bus comunale/intercomunale. Così come l'attuazione del "Piano regionale della mobilità ciclistica" e la progettualità annessa.
Proponiamo adesso di istituire anche una "consulta cittadina" proprio per confrontarci tutti insieme all'amministrazione comunale, come già avevamo proposto nell'ambito della convenzione Fiab-comune con la precedente amministrazione in linea con lo statuto comunale, facendo il punto sul PUMS che dopo un paio di anni prevedeva una prima verifica.
Urge coinvolgere specialmente i giovani, in particolare i minori, dialogando col mondo della scuola con l'aiuto di associazioni e comitati di quartiere, sul tema della sicurezza stradale per tutti gli utenti vulnerabili, promuovendo anche il benessere psicofisico
contro sedentarietà e obesità.
Chi guida in modo pericoloso e-bike e monopattini va educato ma anche innanzitutto ascoltato: non è solo questione di disagio psicologico e sociale o insolenza, ma anche frustrazione per l'assenza di percorsi sicuri e continui, la risposta consiste nel garantire i giusti standard urbanistici a chi può e vuole usare questi mezzi ecologici della micromobilità senza rischiare di essere travolti da automobili, motociclette, furgoni e camion.
A loro volta, non dovranno minare la sicurezza di disabili (piano PEBA) e pedoni vari, presso piazze e zone a traffico limitato che sono di fatto quasi pedonali con sola eccezione per residenti e pochi altri.
Gli stessi giovani, usando poi i ciclomotori o da maggiorenni anche l'automobile, nel frattempo si saranno abituati ad una guida diligente che manterranno su qualsiasi veicolo.
E poi la maggioranza che usa bici e monopattini sono adulti, tra cui riders, immigrati e molti residenti virtuosi che cercano di evitare l'automobile nei percorsi medio-brevi.
Servono didattica formativa da un lato e azioni pratiche dall'altro, che nell'architettura complessiva della rete stradale esistente e di progetto si coniughino armonizzandosi, con l'incentivo all'uso sia di mezzi ecologici e di dimensioni ridotte sia del TPL ( servizi bus di linea, navette e treni) , per non aggiungersi a coloro che invece per vari motivi restano legati all'uso quotidiano dell'automobile, attuando così quella che la FIAB italia chiama la dieta del traffico.
Bisogna fare un tavolo con tutti gli attori del territorio e riprendere il discorso dell'anello verde nel contesto dell'estensione ztl e zone 30 aggirando i tratti ad alto flussi pedonali con bici e monopattini che siano incentivati a usare quindi le varie strade intorno a basso traffico o munite di corsie ciclabili; sperimentare la zona scolastica e il bike to school, per i genitori proporre il bike to work e il carpooling, i progetti di rete ciclabile già teorizzati, far partire il primo step di trasporto urbano, installare presegnalatori elettronici di orientamento ai conducenti di veicoli nei punti di ingresso in città possono costituire elementi virtuosi se armonizzati scientificamente tra loro.
Anche bike lane e dissuasori di velocità su strade e ponti, canaline di trasporto bici ai sottopassi, parcheggi per bici in prossimità di piazze, istituti scolastici, uffici, palestre e negozi servono alla causa della mobilità sostenibile.
Uscire da questo loop sulla sterile di contrapposizione confusionaria tra centro-periferia, residenti-commercianti, giovani e meno giovani, automobili, bici, monopattini e pedoni. La giusta sintesi si trova volendo.