22/10/2025
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Non tutti i sogni nascono negli stadi, qualcuno prende vita su un campo polveroso, tra le colline di un piccolo paese.
È da Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, che comincia la storia di Sergio Floccari, ragazzo calabrese che ha trasformato la passione in destino.
Ogni giorno, da adolescente, percorreva cento chilometri per allenarsi a Catanzaro, con suo padre al volante e la speranza nel cuore. In tanti gli dicevano: “Chi te lo fa fare?”. Ma lui non ha mai smesso di crederci.
Da lì inizia una scalata fatta di sacrifici, trasferte lontane, notti in pensioni improvvisate e palloni consumati. Dalle categorie dilettantistiche, fino all’esordio in Serie A, con la maglia del Messina e quella doppietta indimenticabile alla Juventus: la notte in cui un sogno di provincia diventò realtà.
Poi l'Atalanta, la Lazio, i gol sotto la Curva Nord, il rigore sbagliato e quello che lo ha consegnato alla storia nel derby di Coppa Italia.
Una carriera vera, vissuta con umiltà, fatta di lavoro e dignità.
“Il mio unico rimpianto è la maglia dell’Italia Troppo facile dire: ‘Ora saresti titolare’”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport.
Oggi Floccari è il simbolo di chi non ha mollato, di chi ha saputo arrivare in alto partendo dal basso.
Perché nel calcio, come nella vita, non contano i riflettori: conta la fame di chi parte senza nulla e trova la forza di non fermarsi mai. 💙