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Musubi significa nodo in giapponese. Il nodo ha valori molto forti in tante differenti culture. Normalmente la prima cosa che viene in mente è il legame la volontà di bloccare qualcosa per sempre e di farlo proprio.
È uno dei simboli della vita, che incomincia proprio con un nodo all’ombelico. Alla nascita, la separazione dalla madre avviene con un nodo al cordone ombelicale fatto dal
l’ostetrica. Un nodo unisce, fa in modo che due o più cose stiano attaccate tra loro, è progettato per resistere e per non staccarsi mai. Per questo motivo simboleggia i legami e gli affetti. Il nodo può avvicinare e legare cose simili tra loro ma anche cose estremamente diverse. Questo indica che i legami sono variabili e possono essere stretti sia in maniera omogenea che eterogenea. Un altro valore simbolico che ha è quello dell’indissolubilità. Un nodo ben stretto e complesso è impossibile che venga sciolto, resiste a tutte le avversità e non si slega mai (emblematico è il nodo di gordio). Il nodo è anche elemento nella costruzione di sistemi più complessi: le reti. Anche questa pagina vuole essere a suo modo un nodo, un punto di collegamento per quanti amano, studiano e praticano l’Aikido e la cultura tradizionale giapponese nelle sue varie forme ed espressione. Un punto di collegamento per tessere una rete di nuovi contatti e di reciproci ulteriori legami. Nella cosmologia shintoista tutto l’esistente è pervaso da un’energia primordiale, che alimenta e compone tutta la materia e tutte le sue manifestazioni, è il musubi. Questa forza mistica è paragonabile al Tao del Taoismo un’energia cosmica che concentra in sé tutti gli elementi e che dà origine al tutto e causa l’evoluzione del tutto, attraverso l’eterno ciclo dell’esistenza. Esso è il legame intimo che c’è tra tutte le cose, l’elemento comune a tutto ciò che fa parte del cosmo. Il musubi è inoltre la forza armonica e universale che lega indissolubilmente il mondo fisico umano al mondo spirituale. Unire i fili insieme è “musubi”. Connettere le persone insieme è “musubi”. Lo scorrere del tempo è “musubi”. Nutrirsi, ingerendo i nutrienti che diventano parte di sé stessi è “musubi”. Le note che insieme compongono una melodia è “musubi”.
“Musubi” sono i fili del tempo e del destino, che si intrecciano, si torcono, si sciolgono e a volte tornano ad intrecciarsi. Come esempio di musubi consideriamo il nodo della cintura. Questo nodo è un richiamo costante al praticante, ogni volta che la indossa, del legame che volontariamente ha scelto di essere vincolato: quello
con la propria arte, quello con il proprio maestro, con i propri sempai e kohai, ma anche quello con i propri allievi quando dovrà assolvere il dovere di sdebitarsi per l’insegnamento ricevuto. Come simbolo di questa pagina è stato scelto un nodo ad intreccio. Graficamente esso è rappresentato da “anelli” intrecciati tra loro in maniera inscindibile. Questo nodo non ha né inizio né fine. Simboleggia dunque la continuità della vita e l’infinito susseguirsi dei cicli della vita e della morte, notte e giorno, estate e inverno. In particolare il legame tra Dio e l’uomo, che non può essere sciolto. Nessuno infatti può sfuggire al disegno del Creatore e allo stesso tempo Egli non può abbandonare i suoi figli. Per questo motivo il simbolo rappresenta l’eternità e l’infinito, quindi il nostro percorso spirituale, un continuum nel tempo. Il colore rosso in Giappone è ben augurante.