20/06/2022
Oggi si potrebbe fare i complimenti alla Germania, per il suo 73% di elettricità di picco prodotta tramite fonti rinnovabili.
Tuttavia, chi ha imparato a non confondere i fini con i mezzi, leggerà i dati odierni in modo diverso e noterà che la Germania nemmeno in un giorno festivo e nel periodo di maggior soleggiamento dell'anno, a pochi giorni dal solstizio d'estate, riesce con i suoi 60 GW di pannelli solari ad avere un mix elettrico con un tasso di emissioni inferiore ai 200 gCO2/kWh.
Bel colpaccio, non è vero?
La Francia, nonostante molte sue centrali nucleari non siano al momento operative, emette comunque meno di un quarto di CO2 (46 g/kWh). Fanno meglio dei tedeschi anche tutti i paesi scandinavi, la Spagna, il Portogallo, la Gran Bretagna, il Belgio, i Paesi Bassi, l'Austria, la Svizzera, la Slovenia...perfino il Nord Italia!
Ma non rallegriamoci troppo, nel nostro caso ciò accade solamente perchè in questo momento le nostre regioni settentrionali stanno importando più del 30% dell'elettricità dai paesi confinanti. Ringraziamo quindi le tante centrali nucleari a noi vicine, quelle che il nostro governo vorrebbe chiudere al più presto nonostante rispettino i più elevati standard ambientali e di sicurezza (si, stiamo parlando dello scandaloso parere negativo sul prolungamento della centrale slovena di Krsko!)
Torniamo alla Germania. Come mai un tasso di emissioni così elevato, nonostante tre quarti dell'elettricità siano prodotti tramite fonti rinnovabili?
Qualcuno potrebbe dire che ciò è dovuto alla sfortunata assenza odierna di vento (meno del 13% di resa, in questo momento), ed è certamente vero, ma è esattamente questo il problema: appellarsi all'assenza di vento non è un alibi, ma una confessione in piena regola.
Così come lo è continuare a ricorrere perfino in giornate come queste ,per quasi il 20%, all'elettricità prodotta da centrali a carbone. E continuare ad auto-proclamarsi un paese "verde".