Nicola Ielasi - Nei Gong e Xing Yi NEI DAN School

Nicola Ielasi - Nei Gong e Xing Yi NEI DAN School Istruttore ASI e CONI certificato metodo Nei Dan School per la Toscana. Arti marziali interne cines Gli orari si riferiscono alla pratica in gruppo.

Attenzione: nel rispetto delle vigenti norme antic COVID si prega di scrivere all'indirizzo e-mail per prendere appuntamento.

03/07/2023

Per andare oltre i limiti imposti dal linguaggio e liberare la mente dal rumore di fondo creato dal rimbalzare caotico delle parole. Per fermare il movimento disordinato dei pensieri che ci impedisce di raggiungere lo stato di silenzio interiore.
In TaoScienza, il nuovo libro di Flavio Daniele e Carlo Ventura (La Cicala Editore), approfondirai la sequenza che attiva la mente: Suono, Movimento e Luce.

L'INTENZIONE E LA PRATICA AD OCCHI APERTI-In seguito ad un approfondimento di Davide Rubini con il Maestro Flavio Daniel...
26/04/2021

L'INTENZIONE E LA PRATICA AD OCCHI APERTI

-In seguito ad un approfondimento di Davide Rubini con il Maestro Flavio Daniele e ad una successiva chiacchierata con i miei allievi ho provato a dare un approccio razionale all'intenzione e alla pratica ad occhi aperti, per spiegarne loro l'importanza -

Credo l'immagine più facile da visualizzare per la nostra mente sia alla fine quella che vede il qi come bioelettricità. Di fatto funzioniamo attraverso reazioni chimiche per lo più esoergoniche. Quando parliamo di muovere il qi passiamo, come per tutto quello che svolgiamo con la metodologia della Nei Dan School, anzitutto dalla presa di coscienza e quindi dal sentire lo scorrere di questa elettricità.

Questa percezione è facilitata dal nei gong poiché tutti gli esercizi di base partono dalla propriocezione degli scorrimenti tra le guaine miofasciali. Questi elementi, spesso individuati col termine fascia, sono individuati da autori come Byung-Cheon Lee et al., 2008 - Kwokming, 2011 - Yu Bai et al., 2011 - come collocazione dei meridiani della medicina cinese tradizionale e della agopuntura.
La fascia avvolge tutti i muscoli del corpo e possiamo immaginarla quindi come una microscopica rete che ci avvolge sottopelle lungo cui scorre parte della bioelettricità che produciamo.
Questa rete potremmo assimilarla, per spiegare perché sia sempre preferibile praticare ad occhi aperti, ad una gabbia di Faraday lungo cui durante gli esercizi scorre parte della bioelettricità. Gli occhi in questo esempio vanno a rappresentare la messa a terra, lo scarico delle correnti. Tenere gli occhi aperti e puntati lontano nell'ambiente circostante durante la pratica permette di fare scaricare la gabbia all'esterno, mentre la pratica ad occhi chiusi comporta l'equivalente del toccare la gabbia trasformandoci in parafulmine e facendo scaricare le micro correnti in punti sbagliati.
L'intenzione diviene quindi messa a terra delle nostre energie.

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Questo, ampliando il ragionamento alle relazioni tra campi elettrici e magnetici, rende per lo meno plausibile il perché mettendo l'attenzione oltre l'avversario/compagno di pratica la sensazione divenga quella di essere in un flusso - campo di forze.

riferimenti:
- Ahn, A. C., Colbert, A. P., Anderson, B. J., Martinsen, Ø. G., Hammerschlag, R., Cina, S., ... & Langevin, H. M. (2008). Electrical properties of acupuncture points and meridians: a systematic review. Bioelectromagnetics: Journal of the Bioelectromagnetics Society, The Society for Physical Regulation in Biology and Medicine, The European Bioelectromagnetics Association, 29(4), 245-256.

- Bai, Y., Wang, J., Wu, J. P., Dai, J. X., Sha, O., Tai Wai Yew, D., ... & Liang, Q. N. (2011). Review of evidence suggesting that the fascia network could be the anatomical basis for acupoints and meridians in the human body. Evidence-based complementary and alternative medicine, 2011.

- Cheng, K. J. (2011). Neuroanatomical characteristics of acupuncture points: relationship between their anatomical locations and traditional clinical indications. Acupuncture in Medicine, 29(4), 289-294.

- Lee, B. C., Kim, S., & Soh, K. S. (2008). Novel anatomic structures in the brain and spinal cord of rabbit that may belong to the Bonghan system of potential acupuncture meridians. Journal of Acupuncture and Meridian Studies, 1(1), 29-35.

Testi di riferimento
- F. Daniele, "Scienza Tao e aArte del combattere" ed. Caliel. 2012
- CK Mathews, KE Van Holde, KG Ahern, "Biochemistry (3rd edn). 2001

immagine di un campo magnetico toroide nell'uomo, da

28/02/2021

Cosa differenzia l'arte marziale interna dall'arte marziale esterna?
Un testo del sempre ottimo Francesco Sammarco della Nei Dan School

Premessa: la dicotomia enunciata nel titolo è una suddivisione/definizione moderna, presumibilmente introdotta nel secolo scorso dal famosissimo maestro Sun Lu Tang (che rispetto molto) e che in parte non mi trova concorde, in quanto per me esistono solo praticanti interni e praticanti esterni.

Più di una volta mi è stato chiesto la differenza tra le due visioni sopra enunciate, quindi ho deciso di buttare giù la mia personalissima opinione al riguardo, che non spaccio per verità assoluta, solo per il livello di comprensione che ho raggiunto dopo 14 anni di frequentazione presso la Nei Dan School del M° Flavio Daniele (e la frequentazione di molti stage con il M° Guo Ming Xu).

Si può dire che per passare da una pratica di tipo esterno ad una di tipo interno dobbiamo necessariamente agire su due fattori.

1. Smettere di pensare che un gesto possa essere giusto o sbagliato in termine assoluto. Questo è un grosso errore, l'arte marziale come la vita non è bianco o nero, ma una scala di grigi. Quello che è giusto dopo 6 mesi di pratica è sbagliato dopo un'anno, ma è uno step che bisogna fare...in quanto "sbagliare" guardandosi indietro è fondamentale per proseguire ed evolvere costantemente.

2. Bisogna saper trovare il minimo comun denominatore che permette di passare dallo studio della tecnica allo studio del principio, quel trait d'union che permette di passare al processo alchemico Yi/Qi/Li tanto paventato nelle "arti interne cinesi". Tale fattore predominante è la cognizione di come i muscoli agiscono durante il movimento/pratica.

Nelle arti marziali esterne i muscoli vengono visti come catene cinetiche e la forza passa attraverso tali percorsi.
Nelle arti marziali interne alcuni muscoli vengono visti come connettori di zone (principalmente nella parte posteriore del corpo), in modo tale da realizzare un unità fisica da muovere all'unisono e generando forza dalla messa in accelerazione su moti di rotazione e rivoluzione assecondando in modo particolare (attraverso l'allineamento strutturale) la forza di gravità (da qui il detto che l'arte marziale interna è lo studio del microcosmo uomo attraverso lo studio del macrocosmo universo).

Quindi riassumendo saper passare da una concezione di catena cinetica muscolare a connettori muscolari per ottenere un'unità.

Questo è il minimo comun denominatore, se questo non c'è, se il movimento non è permeato da questa rivoluzione nella concezione del muscolo allora "il sentir le mani che formicolano", "saper fare le forme di tai chi", "sentirsi rilassati", "praticare lentamente" e tutte le altre cazzate che sento in giro non hanno nessuna validità, non portano neanche a scalfire la superficie della pratica.

Se si realizza tale enunciato si passa da un'idea di movimento dettato dalla deambulazione ad un'idea di movimento dettato dal saper pulsare attraverso chiusura e apertura.

Ovviamente questo cambiamento ha delle serie ripercussioni sulla pratica del combattimento, non si può cambiare il modo di usare i muscoli e la propria struttura fisica mantenendo immutate le tecniche e le strategie di combattimento, soprattutto bisogna saper passare dalla volontà di lanciare percussioni alla volontà di lanciare "tagli e zampate". Tutto cambia, anche lo spirito combattivo muta al mutar dell'uso del corpo.

Come dice il M° Guo Ming Xu: cambio le regole del gioco e i miei nemici non sanno cosa io faccio, mentre io so cosa fanno loro.

Un praticante interno sa passare alla pratica esterna sempre (se non ci riesce non è un praticante interno), ma non è assolutamente detto il contrario.

Arte marziale interna e arte marziale esterna sono due facce della stessa medaglia, una sfocia nell'altra e dopo aver compreso che una è lo yin e l'altra è lo yang allora si può tornare a pensare che esiste solo l'arte marziale e ogni forma di differenziazione alla fine perde di significato.

My two cents (neanche tanto umilmente)
Sammarco Francesco

Come il fiume che scorre.Una delle lezioni più importanti che ci si trova ad apprendere nelle arti interne è che non bis...
25/10/2020

Come il fiume che scorre.

Una delle lezioni più importanti che ci si trova ad apprendere nelle arti interne è che non bisogna contrastare ciò che arriva contro di noi ma piuttosto disperderlo, accoglierlo o fluire intorno ad esso.

Questo cambiamento purtroppo limiterà alcuni aspetti della pratica, ma certo non impedirà alla voglia di praticare di proseguire.

Da domani lezioni online per praticare da casa e ben coperti e distanziati pratica all'aperto per sport di base e benessere psicofisico: armi fondamentali per uno buono stato di salute ed un sistema immunitario reattivo 💪💪💪😁

Chiunque volesse seguire le lezioni online scriva alla mail [email protected] per ricevere l'invito alla lezione! Non ci arrendiamo, continuiamo come il fiume che scorre.

Indirizzo

Navacchio
56021

Orario di apertura

Lunedì 19:15 - 22:00
Mercoledì 19:15 - 22:00

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