26/04/2021
L'INTENZIONE E LA PRATICA AD OCCHI APERTI
-In seguito ad un approfondimento di Davide Rubini con il Maestro Flavio Daniele e ad una successiva chiacchierata con i miei allievi ho provato a dare un approccio razionale all'intenzione e alla pratica ad occhi aperti, per spiegarne loro l'importanza -
Credo l'immagine più facile da visualizzare per la nostra mente sia alla fine quella che vede il qi come bioelettricità. Di fatto funzioniamo attraverso reazioni chimiche per lo più esoergoniche. Quando parliamo di muovere il qi passiamo, come per tutto quello che svolgiamo con la metodologia della Nei Dan School, anzitutto dalla presa di coscienza e quindi dal sentire lo scorrere di questa elettricità.
Questa percezione è facilitata dal nei gong poiché tutti gli esercizi di base partono dalla propriocezione degli scorrimenti tra le guaine miofasciali. Questi elementi, spesso individuati col termine fascia, sono individuati da autori come Byung-Cheon Lee et al., 2008 - Kwokming, 2011 - Yu Bai et al., 2011 - come collocazione dei meridiani della medicina cinese tradizionale e della agopuntura.
La fascia avvolge tutti i muscoli del corpo e possiamo immaginarla quindi come una microscopica rete che ci avvolge sottopelle lungo cui scorre parte della bioelettricità che produciamo.
Questa rete potremmo assimilarla, per spiegare perché sia sempre preferibile praticare ad occhi aperti, ad una gabbia di Faraday lungo cui durante gli esercizi scorre parte della bioelettricità. Gli occhi in questo esempio vanno a rappresentare la messa a terra, lo scarico delle correnti. Tenere gli occhi aperti e puntati lontano nell'ambiente circostante durante la pratica permette di fare scaricare la gabbia all'esterno, mentre la pratica ad occhi chiusi comporta l'equivalente del toccare la gabbia trasformandoci in parafulmine e facendo scaricare le micro correnti in punti sbagliati.
L'intenzione diviene quindi messa a terra delle nostre energie.
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Questo, ampliando il ragionamento alle relazioni tra campi elettrici e magnetici, rende per lo meno plausibile il perché mettendo l'attenzione oltre l'avversario/compagno di pratica la sensazione divenga quella di essere in un flusso - campo di forze.
riferimenti:
- Ahn, A. C., Colbert, A. P., Anderson, B. J., Martinsen, Ø. G., Hammerschlag, R., Cina, S., ... & Langevin, H. M. (2008). Electrical properties of acupuncture points and meridians: a systematic review. Bioelectromagnetics: Journal of the Bioelectromagnetics Society, The Society for Physical Regulation in Biology and Medicine, The European Bioelectromagnetics Association, 29(4), 245-256.
- Bai, Y., Wang, J., Wu, J. P., Dai, J. X., Sha, O., Tai Wai Yew, D., ... & Liang, Q. N. (2011). Review of evidence suggesting that the fascia network could be the anatomical basis for acupoints and meridians in the human body. Evidence-based complementary and alternative medicine, 2011.
- Cheng, K. J. (2011). Neuroanatomical characteristics of acupuncture points: relationship between their anatomical locations and traditional clinical indications. Acupuncture in Medicine, 29(4), 289-294.
- Lee, B. C., Kim, S., & Soh, K. S. (2008). Novel anatomic structures in the brain and spinal cord of rabbit that may belong to the Bonghan system of potential acupuncture meridians. Journal of Acupuncture and Meridian Studies, 1(1), 29-35.
Testi di riferimento
- F. Daniele, "Scienza Tao e aArte del combattere" ed. Caliel. 2012
- CK Mathews, KE Van Holde, KG Ahern, "Biochemistry (3rd edn). 2001
immagine di un campo magnetico toroide nell'uomo, da