29/01/2026
I social rappresentano una grande opportunità per commentare episodi della vita quotidiana e, perché no, anche quelli legati alle attività sportive, in questo caso al calcio.
È però giusto ricordare che il calcio è fatto di gare di andata e ritorno. Lungi da me pensare alla malafede dei direttori di gara, anche se, preso dalla foga agonistica, sono spesso il primo a lamentarmi. Un po’ come accade in campo: una volta fischiato, non si torna indietro.
Potrei soffermarmi su quanto accaduto alla prima giornata, quando il nostro attaccante toglie il pallone da sotto la scarpetta del portiere (non dalle mani), segna, e il gol viene annullato.
Oppure sulla gara successiva, dove un evidente retropassaggio al portiere non viene sanzionato, mentre noi raccogliamo un’ammonizione per le proteste del nostro capitano.
Spintoni, schiaffi, entrate dure: episodi che spesso sfuggono perché l’attenzione era rivolta al pallone che correva dall’altra parte del campo.
Ci siamo persino permessi di tutelare il direttore di gara di fronte ad avversari fin troppo irruenti… risultato: un’espulsione. Anzi, due. Di due dei nostri migliori giocatori.
Volendo pensare male, potrei dire che tutto questo sia accaduto “casualmente” proprio prima della gara contro la prima in classifica. Ma non è nel nostro stile.
Ci mancano dei punti, e ci mancano davvero. Questa classifica non rispecchia ciò che meritiamo.
Ma siamo pronti, come sempre, a tornare a lottare sul campo, rispettando gli avversari e collaborando con il direttore di gara, come è nel costume e nei valori di questa società.
Il Presidente
Nicola Cosentino