Pattabhi Jois (fondatore dell’Ashtanga Yoga Research Institute di Mysore, in India) e del suo maestro Sri T. Krishnamacharya. E' una disciplina caratterizzata da sequenze di movimenti sincronizzati con il respiro (vinyasa), che consentono di unire il mondo esteriore a quello interiore. L’atto respiratorio ed il movimento convergono a creare una danza ritmica senza interruzioni, attraverso la quale
si sviluppa un’intensa energia e si ottengono infiniti benefici. La corretta respirazione e la chiusura delle valvole energetiche (bandha) producono un calore interno che scioglie i muscoli e purifica gli organi, facendo espellere le tossine. L’effetto più tangibile è un corpo forte, leggero, flessibile ed armonioso. L’’Ashtanga Yoga, tuttavia, è molto di più: è una forma di meditazione, un percorso fisico e mentale che migliora la qualità della vita. La mente, concentrata sulla pratica e distolta dai suoi pensieri abituali, si calma. Lo stress scompare e la capacità di concentrarsi aumenta. La condizione di totale equilibrio con il corpo e la mente conduce alla pace interiore e ad una ritrovata spiritualità, consentendo di sentirsi maggiormente connessi con se stessi e con il mondo circostante. Se praticato regolarmente, l’Ashtanga Yoga conduce ad una maggiore consapevolezza fisica, psicologica e spirituale. L’Ashtanga Yoga può essere interpretato come uno strumento per mantenersi fisicamente in forma o come un percorso volto ad esplorare la propria spiritualità. In entrambi i casi, c'è un solo modo per raccoglierne i benefici ed è la pratica! L’Ashtanga Yoga è una disciplina che può essere praticata da tutti: persone giovani, meno giovani, anziane, in ottima salute o affette da patologie. Ogni allievo è considerato come singolo individuo e riceve l’insegnamento più adatto. Anche se si tratta di seguire una sequenza precisa di movimenti coordinati con il respiro, ognuno deve eseguire i movimenti e le posture rispettando i propri limiti. La filosofia di Valerio Pandolfi è quella di osservare gli allievi, informarsi sui loro backgrounds, sui loro percorsi, stili di vita, sport praticati ed eventuali precedenti incidenti, infortuni o interventi chirurgici, per suggerire modifiche ed adattamenti in base alle esigenze individuali, consentendo alle persone di godere pienamente della pratica. Questo concetto è molto importante: non bisogna necessariamente imitare alla perfezione le posture del manuale. Alcune persone, in virtù della loro conformazione fisica, non saranno mai in grado di sedere nella posizione del loto, ma ciò non impedirà loro di praticare l’Ashtanga Yoga e di trarne enormi benefici, fisici e mentali! Lo Yoga, nel senso più alto ed autentico del termine, è un percorso individuale. Non c’è competizione. Valerio ama ripetere che il più grande yogi non è chi riesce a mettere le gambe dietro alla testa, ma colui il quale è in grado di concentrare la propria attenzione sul respiro e sulle valvole energetiche (bandha), rendendo la pratica una meditazione in movimento, una danza sulle note del proprio respiro.