10/09/2026
Benvenuti e bentornato.
Bentornato Markel, fortemente voluto dal club ed orgoglioso, ipse dixit, di essere di nuovo lì dove ha alzato al cielo la Coppa Italia.
Bentornato dove non saresti voluto andare via, ma sono bastati pochi giorni di dicembre del 2024 per capire cosa ti avesse allontanato.
Benvenuto Marcolino che non ci ha pensato due volte quando ha ricevuto la telefonata di Francesco Cavaliere e James Laughlin, parole che, tutt'altro che di circostanza, valgono come uno status, Napoli è meta ambita da giocatori che prima poteva appena sognare.
E benvenuto John. Cercato, corteggiato, sfumato e, infine, abbracciato. Felice lui di tornare a lavorare con coach Repesa, felice Napoli di poter finalmente contare su di lui, la prima firma della nuova stagione, la manifestazione d'intenti di una squadra che presenta un parco italiani di inedito spessore.
Ma loro lo dicono per primi: tutto questo talento, da solo, non basta. Serviranno chimica di squadra e di gruppo, quell'elemento che Markel conosce bene come parte di quel gruppo straordinario che oscillava tra la regia e la personalità di Tyler Ennis, le serate funamboliche di Tomislav Zubcic, la leadership silenziosa di Mikhal Sokolowski, l'indomito spirito di Tariq Owens, la tenacia di capitan De Nicolao ed il folleggiare, a volte irritante, spesso meraviglioso, di Jacob Pullen.
Trovarsi e ritrovarsi, scrivere una nuova storia e riannodare un filo bruscamente interrotto.
Percorsi che s'intrecceranno in una stagione che Napoli, squadra e città, vogliono rendere indimenticabile.